Fase 2: strategie e preparativi per ripartire in sicurezza

Data di pubblicazione: 10/04/2020

Screening rapidi, protocolli operativi, apertura per fasce di età e con priorità settoriali tra le proposte sul tavolo.

Dialogo con i sindacati locali; monitoraggio tra le aziende per verificare le condizioni operative, tavoli territoriali per coordinare gli interventi, task force dedicate al credito, distribuzione diretta di mascherine. Sono le modalità con cui la categoria delle imprese si prepara alla Fase 2, alla riapertura dell’attività.

Sono in campo anche le quattro associazioni regionali delle Confindustrie delle regioni manifatturiere (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte), al lavoro per realizzare un documento comune. Tra le ipotesi, l’avvio di screening rapidi per valutare i contagi e le immunità, così come una sorta di cronoprogramma per indicare le priorità settoriali nelle riaperture.
Naturalmente, sarà fondamentale il rispetto delle regole, per garantire la salute.

In Veneto la Confindustria regionale aggrega inoltre le singole territoriali in un tavolo congiunto, che insieme all’università di Padova sta per stilare un insieme di proposte operative da girare alla Regione.
La bozza prevede di applicare in modo ferreo le norme di sicurezza del Decreto del 14 marzo, aggiungendo la misurazione delle temperature.

Così come altre territoriali, Confindustria Vicenza ha avviato il dialogo con il sindacato locale per condividere i percorsi e le modalità da seguire nella fase di riapertura. Accelerando un monitoraggio per verificare le condizioni operative delle aziende ed arrivare a una mappatura dei comportamenti.

Brescia, seconda città più colpita in Italia, ha attivato un tavolo presso la Prefettura, con l’obiettivo di varare un protocollo condiviso con procedure operative. Tavolo a cui partecipano gli imprenditori dell’Aib, i sindacati, l’Università di Brescia, le Ast.

A Bologna è stato attivato un tavolo per la sicurezza sui luoghi di lavoro promosso da Città Metropolitana e Comune di Bologna, a cui partecipano tutte le parti sociali, tra cui Confindustria Emilia Area Centro, coordinamento unico finora su base nazionale.

Obiettivo: la ripresa in sicurezza del sistema produttivo, fornendo linee guida e in prospettiva anche la certificazione dei Piani di sicurezza adottati. Per affrontare l’emergenza la stessa Confindustria Emilia Area Centro mette inoltre a disposizione delle aziende due milioni di mascherine e istituisce una task force di dieci persone dedicata al credito, a supporto delle richieste di moratorie e liquidità aggiuntiva: seguirà 1000 Pmi nei prossimi dieci giorni.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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