Nuova Sabatini

Guida alla nuova Sabatini

Le novità intervenute nel biennio 2019/2020 con vista sul 2021

La legge Sabatini è stata oggetto, nell'ultimo biennio, di una serie molto corposa di novità che sono intervenute a migliora questo istituto agevolativo, non ultime quelle legate all'emergenza pandemica dovuta al diffondersi del Covid 19. La nuova Sabatini – lo ricordiamo in questa sede e lo illustriamo nel dettaglio, in seguito – è l'agevolazione che permette alle imprese di ottenere un significativo beneficio fiscale se investono in beni strumentali nuovi funzionali all'attività d'impresa. Le novità introdotte partono dal luglio 2019, con la circolare 296976 e giungono a all'autunno/inverno 2020, con diverse modifiche introdotte con i decreti governativi di gestione della ripresa economica durante la pandemia e successive modificazioni attraverso normative specifiche. Rispetto all'operatività di questa agevolazione nel 2019, le novità più importanti intervenute nel biennio riguardano:

  • In seguito all'emergenza Covid 19 è stato permesso alle imprese di realizzare l'investimento entro 18 mesi e non come previsto dalla normativa originaria entro 12 mesi (a patto che il contratto di finanziamento sia stato sottoscritto fra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020).
  • Sono stati sospesi i pagamenti delle rate di rimborso dei finanziamenti legati alla Nuova Sabatini, fino al 31 gennaio 2021, per effetto delle moratorie definite dai decreti di governo per aiutare le imprese durante l'emergenza pandemica.
  • L'erogazione del contributo avviene SEMPRE in un'unica soluzione non solo per quei finanziamenti il cui importo non supera i 200 mila euro, come accadeva in precedenza, ma per tutti i finanziamenti oggetto di questa agevolazione, per merito di una norma inserita nella legge di bilancio 2021. A consuntivo di progetto, quindi, l'azienda si vedrà erogato il totale del contributo concesso in conto interessi.
  • Negli anni sono stati rimodulati i tetti dell'investimento agevolabile: l'investimento delle imprese può andare da un minimo di 20 mila a un massimo di 4 milioni di euro, per rientrare nel range agevolabile.
  • La domanda di contributo è stata ulteriormente semplificata, utilizzando la piattaforma informatica del Ministero, attraverso la produzione di tre documenti: dichiarazione di ultimazione dell'investimento, richiesta unica di erogazione e richiesta di pagamento. La consulenza di una società specializza, è in ogni caso la scelta migliore e più vantaggiosa, economicamente ed operativamente, per l'impresa richiedente.
  • Nel 2020, per mezzo dei decreti attuativi alla legge di Bilancio riguardanti la Nuova Sabatini, altre novità sono state introdotte e divenute operative: nuove percentuali di contributo per alcuni territori che si trovano nel sud della nazione e una nuova percentuale di contributo per l'acquisto di beni a basso impatto ambientale (vedi illustrazione di dettaglio in seguito).

Cosa è la nuova Sabatini

Quella che oggi viene chiamata "Nuova Sabatini" e che rappresenta una delle agevolazioni per le imprese più importanti dell'intero panorama nazionale, ha una storia molto significativa e per scoprirne la genesi è necessario tornare negli anni 60, in pieno boom di ricostruzione post bellico. Arnaldo Sabatini era un sindacalista e un operaio originario dell'Emilia Romagna, che divenne deputato negli anni 60 nelle file della DC e proprio alla sua azione politica si deve la legge che porta il suo nome. L'anno esatto di nascita di questa agevolazione è il 1965 e riguardava "l'acquisto di nuove macchine utensili". È necessario calarsi nel periodo per capire la misura: la legge serviva per spingere le imprese italiane, soprattutto le piccole imprese che sarebbero diventate la colonna vertebrale del sistema economico nazionale, ad investire in macchinari nel boom degli anni in cui si visse il miracolo economico italiano e si gettarono le basi per il futuro. Oggi tale legge, che negli anni è stata rifinanziata più volte ed è giunta senza interruzioni fino a noi (non esiste un caso simile in tutta la legislazione italiana di settore, avendo ormai la Sabatini superato i 56 anni di attività), ha ancora lo stesso scopo: spingere le imprese ad investire e rinnovare il proprio parco macchinari. Rispetto al 1965 sono radicalmente cambiati gli scenari, ma l'utilità di questa misura agevolativa è rimasta integra: lo Stato premia con un contributo economico significativo quelle imprese che hanno il coraggio (e il bisogno) di acquistare beni strumentali nuovi per provare a vincere le sfide del mondo economico odierno: ieri si chiamava velocità ed efficienza, oggi si chiama innovazione, ma il significato non cambia di molto. Proprio per questo significato la misura è arrivata fino ai giorni nostri.

Come funziona la nuova Sabatini

Anche ai giorni nostri la legge Sabatini è attiva, anche se conosciuta come "Nuova Sabatini" e rappresenta lo strumento più conveniente e agevole per facilitare l'accesso al credito delle imprese italiane, permettendo in questo modo di andare a facilitare anche la possibilità di investire in macchinari nuovi, rinnovare di conseguenza i propri percorsi produttivi e ottenere un innalzamento della competitività sia sul panorama nazionale, che sul panorama e nel contesto internazionale e globale. L'agevolazione viene quindi rivolta a quegli investimenti mirati all'acquisto di beni strumentali, attrezzature, macchinari, impianti, tecnologie digitali, hardware e software (acquistati direttamente oppure acquisti tramite l'istituto del leasing). Vengono dunque ricompresi nell'agevolazione anche arredi e attrezzature (che rientrano nello stato patrimoniale), ma non materiali di consumo. A beneficarne possono essere soltanto quelle che vengono definite PMI, ovvero micro, piccole e medie imprese. Il presupposto per essere beneficiari dell'agevolazione è anche di natura formale: la regolare iscrizione negli appositi registri (imprese e pesca), il non trovarsi in situazione di liquidazione oppure nel corso di procedura concorsuale, non avere ricevuto dalla UE aiuti considerati illegali (o non averli rimborsati), non trovarsi in condizioni di difficoltà, avere almeno una sede operativa in Italia (alla conclusione dell'investimento) anche se la sede legale si trova in uno Stato estero, membro UE. Per quanto riguarda i settori produttivi che sono ammessi a questa tipologia di agevolazione va ricordato che in linea di massima sono ammessi tutti i settori, compresi quindi anche quello agricolo e della pesca, con uniche eccezioni il settore finanziario e assicurativo e tutte quelle attività che sono connesse "all'esportazione e per gli interventi subordinati all'impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione". Importante sottolineare che i fondi vengono prenotati a cadenza mensile, quindi l'azienda può presentare la domanda a valere sulla Nuova Sabatini in qualsiasi periodo dell'anno: una volta ottenuta la delibera di concessione, il contributo è certo, ad unica condizione che venga seguito scrupolosamente l'iter formale.

Quali sono i beni agevolabili: possibilità e esclusioni

La nuova Sabatini è un'agevolazione che permette alle aziende di ottenere un beneficio fiscale a fronte dell'investimento in macchinari funzionali alle attività d'impresa. La normativa specifica la tipologia di beni che possono essere agevolati, definendo alcune caratteristiche irrinunciabili di tali beni. In particolare:

  • I beni devono essere nuovi. Non sono ammissibili a finanziamento beni usati, anche se rigenerati e resi nuovamente funzionali.
  • I beni non devono essere riferibili a immobilizzazioni in corso e acconti, quindi devono essere acquistati nuovi.
  • I beni ammissibili devono essere riferiti a immobilizzazioni materiali per "Impianti e macchinari", "attrezzature industriali e commerciali" e "altri beni". In ogni caso la voce di spesa deve essere classificabile nell'attivo dello stato patrimoniale (voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell'articolo 2424 del codice civile).
  • I beni possono essere anche software e tecnologie digitali.
  • Nella rosa dei beni agevolabili non rientrano in nessun caso terreni e fabbricati.
  • I beni devono avere una propria "autonomia funzionale" (non è concessa l'agevolazione per componenti o parti di un bene).
  • I beni devono in ogni caso essere direttamente correlati e riconducibili all'attività svolta dall'impresa che presenta la domanda a valere sulla nuova Sabatini.

In cosa consiste l’agevolazione della nuova Sabatini

L'agevolazione legata alla nuova Sabatini altro non è che un abbattimento del costo del denaro, che si ottiene formalmente con un abbattimento dei tassi di interesse legati all'investimento. Per questo motivo non è un'agevolazione che riguarda un rapporto diretto fra Stato e impresa, ma prevede tre gradi di coinvolgimento: l'impresa che svolge l'investimento, l'istituto bancario che finanzia tale investimento e lo Stato che abbatte in forma significativa il tasso di interesse legato al finanziamento bancario. L'azione dello Stato è esercitata dal MISE, Ministero per lo sviluppo economico, mentre l'istituto bancario, per poter far parte della "filiera" della Sabatini deve avere aderito all'apposita convenzione siglata fra Ministero, Cassa depositi e prestiti e Associazione bancaria italiana. L'istituto è tenuto a concedere il finanziamento e lo Stato ne abbatte il costo del denaro. Per non rischiare di perdere questa preziosa opportunità, è necessario verificare che l'istituto di credito sia ricompreso nell'elenco dei soggetti autorizzati a inoltrare la domanda, oppure affidarsi a una società di consulenza in grado di suggerire l’istituto che applica le condizioni più favorevoli e vantaggiose. Per questo il Ministero tiene (e aggiorna) una sorta di "albo" dei soggetti (istituti di credito o intermediari finanziari) abilitati.

Garanzia e caratteristiche del finanziamento

Per quanto riguarda l'ammontare del finanziamento, non è necessario che l'impresa investa risorse proprie nell'acquisto del bene: l'investimento può essere anche interamente coperto dal finanziamento bancario classico, oppure anche da una formula di leasing. Un grande vantaggio è insito nel fatto che tale finanziamento può essere coperto dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (fino all'80 per cento del totale del finanziamento) in forma gratuita, come definito anche dai decreti emessi a seguito dell’emergenza pandemica. La durata del finanziamento, affinché questo sia agevolabile attraverso il ricorso alla Nuova Sabatini, non deve essere superiore ai 5 anni. Per quanto riguarda l'ammontare, invece, è prevista una soglia minima di 20 mila euro e una soglia massima di 4 milioni di euro (la soglia massima è riferita alle singole imprese, nel caso di imprese che facciano parte di gruppi). Per poter quindi fare domanda di agevolazione sulla Nuova Sabatini il finanziamento per l'acquisto di beni nuovi funzionali direttamente all'attività d'impresa deve essere compreso fra 20 mila euro e 4 milioni di euro. Finanziamenti di minore o maggiore entità non verranno tenuti in considerazione. Non solo. È importante specificare che il finanziamento non può essere acceso per varie attività fra cui anche l'acquisto del bene, proprio perché l'acquisto del bene strumentale è centrale rispetto all'agevolazione, ma deve essere utilizzato interamente per andare a far fronte agli investimenti ritenuti ammissibili. Per fare un esempio: non potrà accedere all'agevolazione l'impresa che accende un finanziamento di 1 milione di euro per l'acquisto di due macchinari, di cui uno nuovo e l'altro rigenerato, ma potrà accedere all'agevolazione l'impresa che accende due finanziamenti, di cui uno interamente dedicato al bene nuovo e limitatamente a quel finanziamento specifico. Si deve, in ogni caso, trattare di azioni di finanziamento nuove. Non è infatti possibile presentare domande di contributo su un leasing già attivato, ad esempio, anche se il bene oggetto dell'investimento non fosse ancora stato consegnato.

Entità e caratteristiche del contributo

Il contributo che viene concesso dal Ministero dello sviluppo economico a valere sulle domande della Nuova Sabatini è una percentuale di abbattimento sul tasso di interesse che l'istituto di credito ha applicato sul finanziamento che l'impresa ha ottenuto (di durata massima di 5 anni) per l'acquisto di un bene strumentale nuovo direttamente collegato all'attività d'impresa. In particolare il contributo abbatte di 2.75 punti percentuali la percentuale di interesse applicata dall'istituto di credito per tutti quegli investimenti che vengono ritenuti "ordinari" ovvero per quei beni che non rientrano nelle tecnologie digitali e nei sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. Per questi ultimi (tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura) la percentuale di abbattimento sale al 3.575 per cento. È importante specificare che l'abbattimento da parte del Ministero dello sviluppo economico non si applica al tasso di interesse "fatto 100" il tasso stesso, ma si applica sulla percentuale di interesse così come applicata. Per fare un esempio: se un'impresa ha ottenuto un tasso di interesse al finanziamento di 3 punti percentuali, il contributo sulla Nuova Sabatini permetterà a quell'impresa di avere un tasso effettivo di 0.25 punti percentuali, ovvero la differenza risultante dal tasso applicato dall'istituto di credito (3 per cento) e la quota di tasso abbattuto dallo Stato (2.75 per cento). Qualora il tasso di finanziamento applicato dall'istituto di credito o dal mediatore finanziario fosse uguale al 2.75 oppure al 3.575 (a seconda che si tratti di investimenti ordinari o investimenti in tecnologie digitali), l'effetto di una domanda accettata a valere sulla Nuova Sabatini è il finanziamento a zero, quindi l'abbattimento totale del costo del denaro. In parole povere un "tasso zero" - Qualora, invece, il tasso applicato fosse inferiore a 2.75 o 3.575, l'impresa beneficiaria va addirittura a credito: non solo ha denaro a tasso zero, ma guadagna anche in termini di abbattimento di capitale (il delta di tasso fra quello applicato e quello abbattuto rappresenta un credito per l'impresa). La differenza dei due tassi di abbattimento (investimenti ordinari e tecnologie digitali) è frutto della legge 232 dell'11 dicembre 2016 che riconosce, anche sulla Nuova Sabatini, l'aumento dell'entità del contributo pubblico del 30 per cento per quegli investimenti che sposano i presupposti di industria 4.0, ovvero macchinari nuovi che sviluppano sistemi di interconnessione totale fra uomo, macchina e dato. È eventualmente possibile, su questa tipologia di beni, acquisire un parere tecnico a priori da parte del Ministero per avere il quadro dettagliato e preciso dell'ammontare di contributo che il bene è in grado di generare sulla domanda di agevolazione. La maggiorazione del contributo arriverà al 100 per cento (quindi la quota di abbattimento del tasso arriva a 5.5 per cento) per una specifica categoria di investimenti: quegli investimenti innovativi realizzati dalle micro e piccole imprese nel Mezzogiorno, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Procedura per presentare la domanda

Come in ogni altro caso di contributo pubblico, l'agevolazione non avviene automaticamente, ma necessita di domanda da parte del candidato beneficiario, ovvero l'impresa che ha acquistato un bene nuovo attivando un finanziamento (minimo 20 mila euro, massimo 4 milioni di euro). L'istruttoria della pratica e la modulistica della domanda, oltre alla valutazione dell'investimento, sono normalmente affidate dall'impresa ad una società di consulenza che accompagna l'impresa stessa all'ottenimento del contributo (scopri i servizi SA Finance, società del gruppo SAEF di consulenza per quanto riguarda la Nuova Sabatini). I passaggi di domanda del contributo prevedono che la piccola o media impresa presenti direttamente alla banca o all'intermediario finanziario (in ogni caso, all'ente di credito che concederà il finanziamento per l'acquisto del bene nuovo funzionale all'attività d'impresa) unitamente alla domanda di finanziamento anche la domanda di accesso all'agevolazione. In fase di presentazione della domanda l'impresa dovrà dichiarare di essere in possesso dei requisiti per accedere all'agevolazione (aderenza dell'investimento alla normativa, regolarità amministrativa dell'impresa candidata). Tali requisiti andranno attestati oltre che dichiarati. Se l'istituto di credito o l'intermediario finanziario riterrà corretta la domanda (sussistenza dei requisiti), trasmetterà al Ministero la stessa e prenoterà i fondi. Si tratta, infatti, di una prenotazione in quanto l'agevolazione viene concessa sia in funzione della correttezza della domanda, che in funzione dei fondi disponibili (normalmente tali fondi vanno in esaurimento nell'ultimo bimestre di ogni anno solare). A quel punto l'istituto di credito o l'intermediario finanziario, a fronte della conferma della disponibilità dei fondi da parte del Ministero, potrà erogare il finanziamento richiesto, trasmettendo la delibera di concessione e la documentazione di richiesta di contributo prodotta dall'impresa al Ministero. Sarà poi il Ministero a emettere il provvedimento di concessione del contributo trasmettendolo alle parti. A fronte della certezza proveniente dal Ministero (ma il contratto fra ente di credito e impresa può avvenire anche precedentemente), l'ente di credito attiverà il finanziamento, che verrà erogato in un'unica soluzione nel caso di finanziamento classico, oppure entro 30 giorni dalla consegna/data collaudo del bene nel caso di leasing. Sarà poi la PMI a richiedere il contributo finale al Ministero. Anche in quel caso, per via delle modifiche recentemente intervenute, il contributo ministeriale verrà erogato alla PMI in un'unica soluzione, a consuntivo (quindi a conclusione) del progetto di investimento. È importante specificare che il bando di contributo sulla Nuova Sabatini prevede lo sviluppo di un iter burocratico che comporta scadenze ben precise e da rispettare in maniera rigorosa: istituto di credito, impresa e Ministero sono dunque tenuti ad attenersi a tempistiche definite e indifferibili. Qualora questo non dovesse accadere, il contributo viene revocato. Per ognuna di queste scadenze è fatto obbligo produrre (redigere e verificare) precisa documentazione in funzione del rispetto di determinati schemi e modelli indicati dal Ministero.

Funzionamento e cumulabilità della nuova Sabatini

Un'impresa può presentare anche più domande di agevolazione, a condizione che si riferiscano ad investimenti diversi e in ogni caso ammissibili dalla normativa. L'investimento, in ogni caso, non può essere frazionato su più beni, anche se quei beni sono ammissibili. La regola dice: un bene, un finanziamento, una domanda di contributo, con la possibilità di moltiplicare questa formula "n" volte per ogni impresa. È anche fatto obbligo alle imprese, se intendono accedere al contributo, di presentare una domanda per ognuna delle sedi operative dell'impresa stessa (non è possibile inoltrare una domanda cumulativa per più beni operativi in più sedi, ma ognuna delle sedi sarà tenuta a presentare una domanda). L'impresa beneficiaria del contributo, pena il decadimento del contributo stesso, sarà tenuta a ultimare l'investimento entro e non oltre 12 mesi (un anno solare) dalla data di stipula del contratto di finanziamento con la presente eccezione: 18 mesi al posto di 12 per investimenti sottoscritti fra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020, ovvero il periodo della prima fase di emergenza pandemica. È importante specificare che il contributo è calcolato su un finanziamento riferito all'investimento, al netto dell'IVA poiché la stessa, trattandosi di beni nuovi funzionali all'attività d'impresa, non rappresenta un costo per l'impresa. Per quanto riguarda il "regime" dell'aiuto, essendo un contributo "in conto impianti" l'agevolazione non rientra nel regime "de minimis" ed è cumulabile con altri aiuti di Stato. Questa seconda affermazione, significa che l'investimento può essere fatto valere su diverse linee di richiesta di contributo. In ogni caso il valore del contributo cumulato non dovrà superare il 20 per cento del valore complessivo dei costi ammissibili per le micro e piccole imprese e il 10 per cento del valore complessivo dei costi ammissibili per le medie imprese. Non partecipando alla genesi del cumulo in termini di aiuti di Stato, sullo stesso bene la Nuova Sabatini può essere quindi richiesta anche se si sono già richiesti superammortamento, credito imposta beni 4.0 (ex iperammortamento) e credito imposta Ricerca e Sviluppo.

Investimenti “digitali” e investimenti “ordinari”

Nella normativa che regola l'applicazione della Nuova Sabatini, il contributo dello stato varia dal 2.75 punti percentuale a 3.575 punti percentuali, a seconda del bene a cui si riferisce il finanziamento: bene "ordinario" nel primo caso, "investimento digitale" nel secondo caso. La distinzione è molto netta: nel primo caso si tratta di beni che sono funzionali all'attività d'impresa ma non caratterizzano la sfera digitale della stessa, nel secondo caso si tratta di beni che vanno in direzione di industria 4.0, ovvero investimenti digitali volti all'interconnessione aziendale. Come anche per le altre agevolazioni in materia di industria 4.0, l'elenco completo dei beni è incluso nei punti 6 A e 6 B della circolare 14036 del 15 febbraio 2017 a firma del Ministero dello Sviluppo economico. Tuttavia, anche nel caso dell'acquisto di un bene fra quelli compresi nel precedente riferimento normativo, per ottenere la maggiorazione del 30 per cento del contributo (3.575 al poso di 2.75 per cento) dovranno sussistere alcune condizioni: controllo CNC o PLC, interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto delle istruzioni, integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con altre macchine del ciclo produttivo o con la rete di fornitura, presenza di interfaccia macchina/uomo, perfetta aderenza ai parametri di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. La normativa prevede, inoltre, che tali beni debbano rispecchiare almeno due delle seguenti tre caratteristiche: essere dotati di sistemi di tele manutenzione, telediagnosi oppure controllo in remoto, essere dotati di sistemi (appositi set di sensori) di monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo, ricalcare il modello cyberfisico. Qualora i beni non siano dotati di tali caratteristiche e l'impresa li abbia presentati al Ministero come beni digitali, è esclusa anche la loro ammissione a finanziamento come investimenti ordinari nella stessa domanda. Per ottenere il contributo come investimento ordinario, l'impresa dovrà redigere una nuova domanda, rispettando tutte le caratteristiche formali di ammissibilità (investimento iniziato dopo la presentazione della domanda).

Conclusioni: in sintesi…

La Nuova Sabatini è l'agevolazione italiana più longeva, avendo radici negli anni 60 del secolo scorso. L'agevolazione prevede un contributo in conto interessi di 2,75 punti (investimenti "ordinari") in 5 anni e di 3,57 punti in caso di beni 4.0 (investimenti "digitali") su finanziamento o leasing finalizzati all'acquisto di beni strumentali nuovi destinati all'attività d'impresa. Per tutti gli investimenti il contributo verrà erogato in un'unica soluzione. L'agevolazione Sabatini è applicabile per investimenti da un minimo di 20.000 euro fino a 4milioni di euro. L'agevolazione è rivolta unicamente alle micro, piccole o medie imprese che operano sul territorio italiano. La domanda di contributo, per la quale è sempre consigliabile rivolgersi ad una società di consulenza, viene presentata congiuntamente alla richiesta di finanziamento (classico o leasing) ad un istituto di credito o intermediatore finanziario autorizzato. La Nuova Sabatini non insiste sul cumulo del regime "de minimis" e non è considerato aiuto di Stato. È in questo modo cumulabile con altre agevolazioni: lo stesso bene può quindi essere fatto valere su linee di aiuto pubblico diverse. Alla luce dei tassi di interesse applicati da istituti di credito e intermediatori finanziari negli ultimi anni, rappresenta la migliore agevolazione sul mercato per chi ha necessità di acquistare beni nuovi strumenti all'attività d'impresa. Le normative intervenute in seguito all’emergenza pandemica hanno ulteriormente agevolato l’istituto e i beneficiari, sia quelli che avevano già richiesto l’agevolazione, che quelli potenziali.

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