Sponsorizzazioni allo sport: basteranno le risorse?

Data di pubblicazione: 04/02/2021

Il Decreto Agosto aveva stanziato 90 milioni di euro per il 2020.

Lo stesso Decreto aveva previsto un credito d’imposta del 50% per le sponsorizzazioni a leghe e società sportive, effettuate tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2020, stanziando una dotazione finanziaria di 90 milioni di euro.

La domanda andrà presentata il 1° aprile 2021. Da lì le lancette dell’orologio si sposteranno in avanti automaticamente fino al 30 giugno 2021, ossia la deadline entro cui il Dipartimento pubblicherà l’elenco ufficiale della graduatoria che garantirà l’accesso all’agevolazione. Di fatto, il bonus rischia di arrivare un anno dopo dalla sua creazione. Anche perché – come spiega l’articolo 4 del decreto firmato - il credito d’imposta è utilizzabile, a decorrere dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti beneficiari in compensazione nel modello F24; senza poi dimenticarsi di indicarlo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di riconoscimento e in quelle successive finché non se ne conclude l’utilizzo.

Le risorse stanziate però potrebbero non arrivare a coprire quanto promesso dal Governo: il 50% delle spese di sponsorizzazioni sportive. Così come già accaduto per il credito d’imposta per le spese di sanificazione, infatti, sarà il numero delle imprese a presentare richiesta e l’importo sostenuto (non può essere inferiore a 10mila euro per essere ammessi) a decidere la reale percentuale del bonus. A spiegarlo a chiare lettere è l’articolo 3 del Dpcm, secondo cui in caso di insufficienza delle risorse disponibili il dipartimento dello Sport procederà alla ripartizione proporzionale tra i beneficiari.

A vigilare sulla legittimità del diritto al tax credit sarà l’agenzia delle Entrate la quale comunicherà al dipartimento dello Sport elementi non veritieri o false dichiarazioni. A sua volta, in caso di non spettanza, il dipartimento procederà alla revoca e al recupero del credito d’imposta indebitamente utilizzato, maggiorato di interessi e sanzioni.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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