Rischio di contagio da Covid-19: gli obblighi del datore di lavoro

Il mancato rispetto dei protocolli anti-contagio può determinare la sospensione dell'attività lavorativa.

In materia di responsabilità del datore di lavoro, nei casi accertati di infezione da COVID-19 durante la prestazione lavorativa, il Parlamento è intervenuto inserendo, all’interno del Decreto “Liquidità” (Decreto-legge 23/2020, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 40/2020), l’articolo 29-bis, titolato: “Obblighi dei datori di lavoro per la tutela contro il rischio di contagio da COVID-19”.

L’articolo stabilisce che ai fini della tutela contro il rischio di contagio da COVID-19, i datori di lavoro (pubblici e privati) adempiono all’obbligo di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro (articolo 2087 c.c.), mediante l’adozione ed il mantenimento delle misure previste dal Protocollo di contrasto al COVID-19 negli ambienti di lavoro (sottoscritto il 24 aprile 2020 tra Governo e Parti sociali), e dai protocolli della Regione o dai protocolli e/o accordi di settore, stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, qualora siano più attinenti alle attività economiche e produttive di settore.

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determinerà la sospensione dell’attività lavorativa fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

(Fonte: Dottrina per il lavoro)

Data di pubblicazione: 19/06/2020

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