Morti bianche, emergenza senza fine

Oltre 1000 vittime nei primi 11 mesi del 2018. Aumentano anche infortuni e malattie professionali. Una vittima su tre a causa di incidenti in itinere.

Il 9.9 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2017. E’ un’emerga continua quella delle vittime sul lavoro in Italia. Gli ultimi dati forniti dall’INAIL ancora una volta riaccendono i riflettori su una tematica che, negli ultimi anni, è costantemente in vetta alle agende degli enti di prevenzione, ma che non accenna a diminuire la propria portata.

Da gennaio a novembre 2018 compresi, in Italia sono rimaste vittime del lavoro 1046 persone: un prezzo umano enormemente alto che il sistema lavoro paga, suo malgrado. E non va meglio sul fronte degli infortuni. I primi undici mesi del 2017, infatti, fanno segnare nuovamente un aumento (+0.5%) con le denunce che sfiorano quota 600 mila.

A completare il quadro negativo ci sono le denunce (prima del riconoscimento devono essere considerate come tali dall’INAIL) di malattia professionale, ovvero quelle patologie che insorgono per cause direttamente riconducibili agli ambienti o alle condizioni di lavoro. Anche quelle crescono di 1.187 casi e arrivano a oltre 55 mila in soli undici mesi, dopo avere registrato un calo costante nel 2017.

A influire sul dato delle morti bianche hanno contribuito anche il disastro del Ponte Morandi a Genova e i numerosi incidenti plurimi degli ultimi mesi. Ma fa riflettere anche il fatto che un terzo degli infortuni con esito mortale si verifica in itinere, si tratta quindi di incidenti stradali dall’epilogo drammatico lungo la strada da e per il luogo di lavoro.

(Fonte: Sole 24 Ore)

Data di pubblicazione: 08/01/2019

Torna alle news

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Contattaci
iso 9001audit energeticoquestiobaqfondo professioni