La Valutazione del Rischio Chimico negli ambienti di lavoro

Adeguamento Compliance
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D.Lgs. 81/2008 articolo 225, comma 2

La Valutazione del Rischio Chimico negli ambienti di lavoro non si esaurisce con l’analisi del processo produttivo, l’identificazione delle sostanze e/o delle miscele utilizzate e la raccolta e l’analisi delle Schede di Sicurezza. All’articolo 225, comma 2, del D.Lgs. 81/2008, il Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, vengono infatti introdotte le misurazioni dell’agente chimico come compito per il Datore di Lavoro, il quale abbia classificato il rischio chimico come non basso per la sicurezza e non irrilevante per la salute dei lavoratori. Infatti, a meno che non si possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di adeguati livelli di prevenzione e protezione, il Datore di Lavoro è chiamato ad effettuare la misurazione degli agenti chimici che possono presentare un rischio per la salute: ogni volta che sono modificate le condizioni che possono far variare l’esposizione all’agente chimico (quantità, modalità d’uso, modifiche di tecnologie ed apparecchiature…) e periodicamente per controllare l’esposizione dei lavoratori.

Le metodiche standardizzate con cui effettuare le misurazioni sono indicate nell’Allegato XLI del 133 D.Lgs. 81/2008 o, in loro assenza, con metodiche appropriate e con particolare riferimento ai valori limite di esposizione professionale e per periodi rappresentativi dell’esposizione.

Il campionamento deve essere svolto per tempi che siano rappresentativi dell’esposizione dei lavoratori alla sostanza motivo per cui si tende a far durare il campionamento per la durata dell’intero turno di lavoro. Tante più saranno le sostanze presenti nei luoghi di lavoro, tanti saranno i parametri ricercati in laboratorio in fase di analisi.  In relazione all’agente da ricercare possiamo avere diverse tipologie di campionamenti: personali e ambientali per la ricerca di polveri (inalabili, respirabili, fumi di saldatura e ossidi metallici) oppure campionamenti personali e ambientali per la ricerca di solventi, composti organici o inorganici, acidi e basici ecc.

Inoltre, un corretto approccio al monitoraggio del rischio chimico all’interno dell’ambiente di lavoro dovrà necessariamente prevedere che le misurazioni dell’agente chimico siano effettuate nuovamente a seguito dell’introduzione delle misure prevenzione e protezione, al fine di valutarne l’efficacia.

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