Infortuni sul lavoro: la serie storica italiana e il contesto UE

In Italia la “piaga” continua a sanguinare, ma rispetto agli anni ’60 sono diminuiti del 400 per cento gli infortuni mortali e del 40 per cento gli altri. E in Europa c’è chi sta peggio.

Siamo abituati a parlare di emergenza continua quando affrontiamo il tema degli infortuni sul lavoro in Italia. E in effetti di emergenza si tratta, anche se osservando il lungo e medio termine non si può dire che la situazione non sia migliorata grazie alle norme e ai correttivi inseriti negli anni dal legislatore.

Basti pensare che da un recente articolo sul tema pubblicato sul sito dell’AGI, primaria agenzia di stampa del panorama nazionale, si ricostruisce una serie storica che lascia letteralmente sconcertati. Negli anni sessanta, infatti, nel nostro Paese i casi di infortunio sul lavoro ogni anno superavano abbondantemente il milione. Una cifra attorno ai 4.000 rappresentava l’esito più drammatico, ovvero mortale, di questi casi.

Cinquant’anni dopo (valga l’ultimo dato annuo a consuntivo, ovvero quello del 2017) i casi di infortuni mortali sono scesi di quattro volte (1018 vittime) mentre quelli sugli infortuni senza esito mortale si sono ridotti almeno del 40 per cento (635.000).

E’ un trend alla diminuzione che ha avuto una spinta soprattutto negli ultimi anni. Questo emerge dalla serie storica. Prendiamo ad esempio gli infortuni mortali: 1528 nel 2001, 1032 nel 2009, 1018 nel 2016 e 1029 nel 2017. Il 2018 è ancora tutto da decifrare, anche se i dati parziali di metà anno fanno segnare un aumento rispetto all’anno precedente.

Per quanto riguarda gli infortuni senza esito mortale: 745 mila nel 2012, 695 mila nel 2013, 663 mila nel 2014, 637 mila nel 2015 fino ai 635 mila del 2017. Anche in questo caso si assiste ad un calo significativo.

Ma è un problema che non riguarda soltanto l’Italia, perché i nostri diretti competitors europei non stanno meglio di noi, anzi. Si prenda ad esame l’anno 2015, ultimo disponibile per questa quantificazione precisa: ogni 100 mila occupati in Italia ci sono stati 1.516 infortuni, in Germania 2.091, in Francia 3.490, in Spagna 3.151 e la media dei Paesi UE è stata di 1.642, quindi superiore a quella italiana.

Ecco perché si può affermare che le disposizioni introdotte dal decreto 81 del 2008 e i passi avanti fatti anche dalle normative precedenti, stanno dando, purtroppo ancora lentamente, risultati positivi.

(Fonte: Ufficio Stampa SAEF su DATI AGI)    

Data di pubblicazione: 03/01/2019

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