Digitalizzazione PA: Italia incapace di investire il denaro UE

Il nostro Paese in ritardo su tutta la linea: meglio di noi addirittura Bulgaria, Grecia e Romania. Disastro al Sud.

Sembra un paradosso, ma è così. La tanto vituperata Europa, che avrebbe costretto il nostro Paese a fare salti mortali sulla manovra economica, ci continua a mettere a disposizione denaro che noi non spendiamo. L’ultimo allarme in ordine di tempo arriva dall’analisi del cammino di digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana. Un percorso che sta dando scarsissimi frutti, tanto da relegare l’Italia al venticinquesimo posto su 28 totali.

Un piazzamento da serie B, frutto di numeri e indicatori inequivocabili. L’Europa infatti ha messo a disposizione del nostro Paese ben 1.65 miliardi di euro per la digitalizzazione della nostra pubblica amministrazione negli anni compresi fra il 2014 e il 2020, ma le nostre pubbliche amministrazioni ne hanno spesi soltanto 50 milioni, impegnandone altri 150. Un’inezia rispetto a quanto dato dalla UE.

Meglio di noi fanno addirittura Bulgaria, Grecia e Romania. Un quadro che, come triste consuetudine continua a dividere il Bel Paese: se al nord la media della digitalizzazione è significativamente maggiore di quella nazionale, al sud abbiamo casi davvero disperati, con la Calabria, ad esempio, che è maglia nera europea.

E i dati non sono certo confortanti: solo un italiano su 10 ha in tasca la carta d’identità elettronica, solo 14 mila dei 22 mila enti pubblici italiani hanno attivato il sistema di pagamento digitale. Un quadro che è frutto di una cultura che va radicalmente cambiata: oggi soltanto il 68 per cento degli italiani utilizza internet tutti i giorni. Davvero troppo poco.

(Fonte: Sole 24 Ore)

Data di pubblicazione: 27/12/2018

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