Decreto Crescita, parola d’ordine: investimenti

Contributi, sgravi per le imprese e tutela del made in Italy nel decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.

Approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 aprile e composto da oltre 70 articoli, il Decreto Crescita contiene diverse misure, ad integrazione (in alcuni casi a parziale rettifica) della manovra finanziaria 2019, che dovrebbero stimolare gli investimenti da parte delle imprese e ridare ossigeno ad un’economia piuttosto stagnante.
Tra le principali novità introdotte dal decreto, vanno segnalate:

  • abrogazione della mini-IRES, che viene sostituita da un taglio progressivo dell’imposta sul reddito d’impresa;
  • ritorno del superammortamento con aliquota al 130% per acquisto di macchinari nuovi a partire dal primo aprile 2019 fino al 30 giugno 2020;
  • deducibilità IMU del reddito d’impresa e del lavoro autonomo incrementata al 50% per il periodo d’imposta 2019 e al 60% dall’anno prossimo (adesso è al 40%);
  • Nuova Sabatini: tetto massimo degli investimenti raddoppiato a 4 milioni, semplificazioni per gli investimenti fino a 100mila euro.
  • proroga al triennio 2020-2023 del credito d'imposta ricerca e sviluppo;
  • rientro dei cervelli con deducibilità dal reddito al 30%, applicata anche alle imprese.
  • sostegno alla capitalizzazione.
  • incentivi per aggregazioni di imprese.
  • Patent box più semplice.
  • IVA agevolata per l’e-commerce;
  • inserimento nel bilancio sociale dei tempi di pagamento delle imprese;
  • incentivi per la valorizzazione edilizia.

Altri provvedimenti che trovano posto nel Decreto sono: la revisione del sisma bonus e degli incentivi per interventi di efficienza energetica e rischio sismico, l’estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali, il credito d’imposta per le commissioni sui pagamenti elettronici ai distributori di carburante, misure per favorire la digitalizzazione e rilancio del made in Italy.

Per i professionisti, si introduce per il regime forfettario l’obbligo di applicare le ritenute alla fonte se si hanno dipendenti e collaboratori, agendo quindi da sostituti d’imposta.

Viene introdotta anche la possibilità, per gli enti previdenziali privati, di sostenere l’ingresso nelle professioni dei giovani con specifiche agevolazioni.

Sul fronte della finanza per le imprese, si segnala una drastica riduzione della quota di PIR da investire nelle PMI che scende dal 10 all’1,4%, con un progressivo aumento negli anni successivi, per tornare al 10% nel 2021. Vengono introdotte ulteriori semplificazioni al Fondo di Garanzia PMI, viene istituito un nuovo Fondo per le medie imprese e sono previste nuove garanzie sui minibond.

(Fonte: pmi.it)

Data di pubblicazione: 08/04/2019

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