Credito d’imposta beni 4.0: automatico, ma…

Data di pubblicazione: 18/03/2021

La Legge 160 del 2019 ha introdotto dei “paletti” per la fruizione, in termini di regolarità contributiva e di rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

Il codice da inserire in F24 per poter utilizzare il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali è stato definito, ma prima di utilizzare l’agevolazione è necessario che le imprese controllino di avere il Durc in regola e di non aver subito sanzioni interdittive. I nuovi paletti sono stati inseriti con la Legge 160/19, la quale ha trasformato la maggiorazione degli ammortamenti su investimenti in macchinari e software in credito d’imposta.

L’introduzione di un credito di imposta fino al 40% prima, poi al 50% dal 2021, utilizzabile in compensazione tramite modello F24, ha aperto un’opportunità importante a tutte le imprese: anche quelle che soffrono di più in questo periodo di crisi hanno la possibilità di effettuare investimenti, sostenute da un incentivo significativo. Per queste imprese, però, potrebbe essere più difficile rimanere “in regola”.

La legge prevede infatti che la fruizione del beneficio spettante sia condizionata al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabile in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.
Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive derivanti dalla violazione delle norme sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (di cui all’articolo 9, comma 2 del D.Lgs 231/01).

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni.

(Fonte: Il Sole 24 Ore)

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