Guida alle misure SIMEST

Guida alle misure SIMEST
Le sette sorelle dell'internazionalizzazione

SIMEST e l’internazionalizzazione

Il contesto: da ottobre 2021 si riparte

Il tema dell’internazionalizzazione è sempre più centrale tra le necessità che oggi hanno le imprese al fine di mantenere o aumentare la propria competitività sui mercati. Una situazione che durante il periodo pandemico, con la relativa difficoltà di circolazione di uomini e merci, è divenuta ancora più palese agli occhi del mondo imprenditoriale italiano. Ecco il motivo per il quale il Legislatore ha raccolto la sfida all’internazionalizzazione, mettendo sul piatto sette misure di contributo rivolte alle imprese che decidono di affacciarsi all’estero o di aumentare la loro presenza in quei contesti. E lo fa tramite Simest, la società statale che fa capo alla Cassa depositi e prestiti, vero perno di tutte le agevolazioni in questo ambito. Sette, come accennato, sono le misure a disposizione delle imprese e due le opportunità di contributo, abbinate nella stessa agevolazione. Per le imprese è infatti prevista una modalità di copertura dell’investimento che prevede una quota a fondo perduto e una quota di finanziamento a tasso agevolato, talmente agevolato (come specificato in seguito ammonta al 10 per cento del Tasso di riferimento UE), che si può considerare “denaro a costo quasi zero”. Nelle seguenti sezioni, l’illustrazione di ogni singola misura con l’indicazione dei potenziali beneficiari, degli estremi del contributo e delle azioni ammissibili. L’internazionalizzazione per le imprese italiane è un’opportunità reale e da cogliere ora, facendo riferimento a queste “sette sorelle”! La misura è stata sospesa durante l’estate 2021 a causa dell’esaurimento dei fondi disponibili, ma il Governo ha decretato la riapertura dello sportello a decorrere dalle ore 9,30 del 28 ottobre 2021, stanziando 1.2 miliardi di euro sul fondo 394 (tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). E all’interno di questo rifinanziamento, il Governo, seguendo le linee guida del piano nazionale, ha annunciato anche l’introduzione di ulteriori premialità legate alla sostenibilità ambientale, alla digitalizzazione, all’imprenditoria femminile e giovanile. Le domande dovranno essere presentate entro le ore 18,00 del giorno 3 dicembre 2021, salvo eventuale chiusura anticipata del Fondo 394 per esaurimento delle risorse.

SIMEST, storia e attività

Simest è il principale perno dello Stato per l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Basti pensare che nel solo 2019, la società che fa parte del gruppo Cassa depositi e prestiti, ha mobilitato risorse attraverso i finanziamenti agevolati per oltre 1 miliardo di euro, facendo registrare un record storico, ovvero + 263 per cento rispetto all'anno precedente. Sempre nel 2019 SIMEST ha supportato 870 imprese italiane mettendo a disposizione oltre 290 milioni di euro. Ma il "bello" viene l'anno successivo, ovvero il 2020: Simest ha sostenuto le imprese italiane con attività di partecipazione nel capitale investendo 87 milioni di euro e ha sostenuto l'export con quasi 3.2 miliardi di euro. A dimostrazione di questa vitalità c'è anche il numero di imprese italiane che Simest ha supportato nel 2020, ovvero oltre 3800, un numero quattro volte superiore a quello relativo alle imprese supportate durante l'anno precedente. Le richieste sullo scorso anno provenivano da 13.100 imprese con un controvalore economico di 4 miliardi di euro (7 richieste su 10 riguardavano la patrimonializzazione). Il tutto verso 112 Paesi di destinazione. Nel primo trimestre del 2021 la società ha sostenuto l'export di PMI e Mid Cap per altri 100 milioni di euro. E anche la partenza sul 2021 è stata scoppiettante: 8500 domande ricevute, di cui il 60 per cento relative a inserimento in nuovi mercati e partecipazioni a fiere. Numeri roboanti per Simest, che opera dal 1991 in favore dell'internazionalizzazione delle imprese italiane, resi possibili anche grazie alla novità intervenuta nel settembre del 2020, quando, recependo la normativa europea volta a sostenere le imprese durante il periodo pandemico con le relative sospensioni dei limiti degli aiuti di Stato, ai classici finanziamenti sono stati aggiunti i contributi a fondo perduto (la metà della somma richiesta dalle imprese). Il + 263 per cento anno su anno è anche e soprattutto frutto di questa opportunità: da un lato un finanziamento sostanzialmente a costo zero, dall'altro il 25 per cento della spesa come contributo a fondo perduto.

Le "sette sorelle"

Patrimonializzazione delle imprese esportatrici

La prima misura riguarda la patrimonializzazione delle imprese esportatrici. È rivolta alle piccole medie imprese ma anche alle Mid Cap in forma di società di capitali, a patto che abbiano almeno 2 bilanci depositati e che possano vantare un fatturato estero pari ad almeno il 20 per cento del fatturato totale dell'ultimo biennio, oppure che abbia raggiunto il 35 per cento in un solo anno (quello precedente alla presentazione della domanda). La misura prevede la concessione di un finanziamento finalizzato al miglioramento del livello di solidità patrimoniale, ovvero al rapporto fra il patrimonio netto e le attività immobilizzate nette al momento della richiesta di finanziamento. A tal riguardo viene stabilito un "livello soglia" (0.65 per le imprese industriali e manifatturiere e 1.00 per le imprese commerciali e dei servizi) come punto di partenza da raggiungere, mantenere o superare a seconda del fatto che il livello di ingresso sia inferiore o meno a quello soglia. Vengono escluse da questa agevolazione le imprese industriali e manifatturiere con un livello di partenza superiore a 2 e quelle di commercio e servizi con un livello soglia superiore a 4. In questo caso il finanziamento agevolato può arrivare fino a 800 mila euro ma non superare il 40 per cento del patrimonio netto dell'impresa. La quota agevolata è con un tasso pari al 10 per cento del tasso di riferimento UE. Per questa misura non è prevista una quota a fondo perduto. Fra le condizioni per accedere a questa misura, l'obbligo per le imprese beneficiarie di mantenere la forma della società di capitali almeno fino alla data di chiusura del bilancio esaminato per la verifica. Ed è possibile anche ottenere più di un finanziamento, a patto che quelli successivi arrivino dopo avere interamente rimborsato i precedenti. La durata del finanziamento è di 6 anni, dei quali 2 di preammortamento. Facciamo un esempio pratico e ipotizziamo il caso di un'impresa manifatturiera del settore stampi con un livello di ingresso pari a 1.66. L'obiettivo di quell'impresa sarà aumentare il livello fino a un massimo di 2.00, ovvero il massimale consentito per usufruire dell'agevolazione. Quell'azienda avrà un finanziamento agevolato di 688 mila euro.

Studi di fattibilità

La misura sugli studi di fattibilità è rivolta a tutte le imprese, in forma singola o aggregata, con almeno due bilanci depositati relativi a due esercizi completi. Questa specifica agevolazione intende andare a sostenere quelle imprese che si affacciano nei mercati esteri per capirne il valore e cercare le condizioni migliori per lavorarci. Ecco perché questa misura va a coprire due attività principali: lo studio di fattibilità commerciale vero e proprio e la redazione dei progetti collegati a investimenti produttivi in paesi esteri. Importante sottolineare che in questa misura rientra anche il costo del personale interno all'azienda, ma fino ad un massimo del 15 per cento dell'investimento complessivo. Simest premia questa attività con la concessione di un finanziamento agevolato che può coprire il 100 per cento delle spese (200 mila euro massimo per studi di fattibilità commerciali, 350 mila euro massimo per studi di fattibilità produttivi). La quota a fondo perduto ammonta al 25 per cento massimo dell'investimento totale. Il totale del finanziamento, tuttavia, non può superare il 15 per cento dei ricavi medi degli ultimi due esercizi. La durata del finanziamento è di 4 anni, con 12 mesi di preammortamento per la sola quota interessi. Il tasso di interesse agevolato è il 10 per cento del tasso di riferimento UE. Interessante specificare che l'impresa può presentare domanda per un solo Paese estero, ma può presentarne più di una se gli studi si riferiscono a molteplici Paesi esteri.

Inserimento in mercati esteri

Terza misura riguarda l'inserimento dell'impresa nei mercati esteri ed è rivolta a tutte le imprese, in forma singola o aggregata, con almeno due bilanci depositati. Lo scopo di queste misure è permettere il potenziamento o la realizzazione in Paesi esteri di uffici (massimo 3), show room (massimo 1), negozi (massimo 1), corner (massimo 1), centri di assistenza (massimo 3), magazzini (massimo 1), comprese le attività promozionali di lancio. Ma Simest riconosce anche le spese per le certificazioni internazionali del prodotto e i magazzini o i centri di assistenza in Italia. Il progetto di inserimento nei mercati esteri deve vedere un paese di realizzazione e due paesi "target". Per Paesi target si intendono i Paesi in cui sostenere solo le spese per le attività promozionali e i relativi viaggi del personale. Anche in questo caso l'impresa può presentare più di una domanda, ma una soltanto per ogni Paese di destinazione. Il progetto può essere realizzato in forma diretta (ad esempio con l'apertura di una filiale estera), in forma partecipata locale (con la costituzione di una società locale partecipata o controllata in toto o in parte) e tramite trader locale (ovvero stabilendo un contratto di collaborazione con un distributore locale non partecipato per la messa a disposizione almeno dei locali e del personale). Nel calcolo del contributo, per accedervi, le spese di funzionamento della struttura (locali, allestimento, personale e altre spese direttamente collegate) devono rappresentare almeno la metà delle spese totali. Mentre per magazzini e centri di assistenza post-vendita (anche se in Italia), le spese dovranno avere un costo massimo del 30 per cento della quota complessiva delle spese di funzionamento, che come detto, ammonta al 50 per cento minimo del totale. Il finanziamento agevolato può raggiungere anche il 100 per cento dell'investimento sostenuto ma non può superare il 25 per cento dei ricavi mesi degli ultimi due esercizi dell'impresa, da un minimo di 50 mila euro a un massimo di 4 milioni di euro. La durata del finanziamento agevolato è di 6 anni, di cui 2 di preammortamento per la sola quota interessi. L'impresa può ottenere fino al 25 per cento dell'investimento a fondo perduto (con un limite massimo di 800 mila euro), mentre la quota di finanziamento agevolato avrà un tasso di interesse pari al 10 per cento del tasso di riferimento UE.

Il temporary export manager

Quarta misura delle agevolazioni Simest per l'internazionalizzazione delle imprese, riguarda il ricorso a quella figura di alta consulenza, chiamata Temporary Export Manager. Si tratta di una figura esperta di internazionalizzazione e mercati esteri, in grado di accompagnare e affiancare l'impresa nella sua azione di internazionalizzazione. È una misura rivolta alle società di capitali (e alle reti fra le società di capitali) che abbiano almeno due bilanci depositati. L'azione prevede l'inserimento temporaneo in azienda di Temporary Export Manager, con la sottoscrizione di un contratto di consulenza che abbia la durata minima di sei mesi. Rispetto alle misure precedenti, il progetto di internazionalizzazione può riguardare più di un Paese, ma fino un massimo di tre. Fra le spese sostenute da Simest, anche la digitalizzazione dei processi e l'innovazione di prodotto, del processo o del servizio. Il finanziamento agevolato massimo concedibile da questa misura ammonta a 150 mila euro. È prevista anche una quota del 25 per cento concedibile a fondo perduto. Importante specificare che il finanziamento complessivo non potrà superare il 15 per cento dei ricavi medi degli ultimi due esercizi dell'impresa. Il finanziamento agevolato è di 4 anni di cui 2 di preammortamento per la sola quota interessi. Tale tasso di interesse sarà il 10 per cento del tasso di riferimento UE. Si precisa che possono essere considerati Temporary Export Manager anche manager che si occupano del digital marketing oppure dell'innovazione, purché la loro azione sia rivolta esclusivamente a progetti di internazionalizzazione che necessitano di queste professionalità. Per accedere all'agevolazione, l'impresa dovrà sottoscrivere un contratto di prestazioni consulenziali erogate esclusivamente da società di servizi che abbiano realizzato almeno cinque progetti di internazionalizzazione tramite Temporary Export Manager nei due anni precedenti la richiesta. 

Fiere, mostre, missioni internazionali

Quinta misura proposta da Simest per l'internazionalizzazione delle imprese italiane riguarda la partecipazione a Fiere, mostre e missioni internazionali. Si tratta di una misura rivolta alle piccole medie imprese e alle Mid Cap, ma anche alle grandi imprese, sia in forma singola che aggregata, a patto che abbiano almeno un bilancio depositato. L'azione mira a sostenere le spese che riguardano l'allestimento delle aree espositive, la logistica, le spese promozionali, le spese di consulenza collegate alla partecipazione a fiere ed eventi. Fra la categoria delle fiere e degli eventi rientrano anche quelle internazionali che si svolgono in Italia e quelle che avvengono in forma virtuale. Simest riconosce in questo caso un finanziamento agevolato massimo di 150 mila euro (ma non potrà superare il 15 per cento del fatturato dell'impresa nell'ultimo esercizio) e il 50 per cento dell'investimento totale concedibile a fondo perduto. Il limite massimo di contributo a fondo perduto concedibile ammonta a 800 mila euro, mentre sulla quota di finanziamento agevolata si applica un tasso pari al 10 per cento del tasso di riferimento UE. Fra le missioni "finanziabili" rientrano anche quelle istituzionali, promosse dal Ministero dello Sviluppo Economico o organizzate da enti di rappresentanza. Anche in questo caso esiste il vincolo di un solo Paese per ogni domanda dell'impresa, ma è concesso presentare alla singola impresa più domande di contributo. 

Assistenza tecnica

La sesta misura Simest per l'internazionalizzazione delle imprese riguarda l'assistenza tecnica. Si tratta di un'azione che permette all'impresa di avviare un programma di formazione del personale operativo all'estero ed è per questo obiettivo che nelle spese imputabili all'azione rientrano le retribuzioni del personale, le spese di viaggio, l'indennità di trasferta, i compensi per il personale estero. Allettante la quota di contributo concedibile: fino a copertura totale dell'investimento e fino a un finanziamento massimo agevolato di 300 mila euro per l'assistenza tecnica destinata alla formazione del personale e 100 mila euro per l'assistenza tecnica post-vendita collegata ad un contratto di fornitura, con la possibilità di ottenere il 25 per cento dell'intero contributo nella formula a fondo perduto. L'agevolazione si rivolge a imprese, in forma singola o in rete, che abbiano almeno due bilanci depositati. Per "assistenza tecnica" si intendono, nello specifico, azioni di formazione e addestramento del personale nell'ambito di programmi specifici riguardanti investimenti italiani in Paesi esteri (l'investimento non può essere antecedente i 12 mesi prima della data della domanda di contributo). In un ulteriore caso, rientrano anche le iniziative di assistenza post-vendita incluse in un contratto di fornitura (purché di importo pari al 5 per cento del valore della fornitura di beni strumentali o accessori esportati fino a un massimo di 100 mila euro). Anche in questo caso: un solo Paese per domanda, ma possibilità di presentare più domande. Il finanziamento agevolato, con i limiti di cui in precedenza, avrà tasso pari al 10 per cento del tasso di riferimento UE (finanziamento a 4 anni con 12 mesi di preammortamento limitatamente alla quota interessi), mentre la quota fondo perduto non può superare il limite degli aiuti di Stato ricevibili.

E-commerce

Ultima delle sette agevolazioni Simest per l'internazionalizzazione delle imprese riguarda lo sviluppo dell'e-commerce ed è rivolta a società di capitali e reti delle stesse con almeno due bilanci depositati. L'azione sostiene la realizzazione diretta della propria piattaforma e-commerce o l'utilizzo di una piattaforma marketplace terza all'impresa. Sia in forma diretta, che in forma di marketplace, le piattaforme dovranno distribuire beni prodotti in Italia o con marchio italiano in contesti esteri. La misura, tuttavia, sostiene anche le spese di affitto dei magazzini, la certificazione dei prodotti, le spese per la promozione e per la formazione. Il finanziamento agevolato (che anche in questo caso può arrivare al 100 per cento delle spese sostenute) ha dei limiti in funzione dell'azione scelta: massimo 450 mila euro per la realizzazione di una propria piattaforma, massimo 300 mila euro per il ricorso al marketplace. È concessa anche in questo caso la quota a fondo perduto con un massimo del 25 per cento delle spese sostenibili. In ogni caso, il finanziamento non potrà superare il 15 per cento dei ricavi mesi degli ultimi due esercizi. La durata del finanziamento agevolato è di 4 anni di cui 1 di preammortamento limitatamente alla quota interessi.

Conclusioni

Tempistiche, vantaggi, opportunità

Le agevolazioni Simest per l’internazionalizzazione delle imprese italiane non rappresentano un “nuovo contributo”, ma hanno vissuto di successivi rifinanziamenti da parte del Governo. La finestra aperta a giugno 2021 ha visto l’esaurimento dei fondi in poche ore, spingendo il Governo a rifinanziare la misura con 1.2 miliardi di euro e annunciare la riapertura dello sportello di presentazione delle domande a decorrere dalle ore 9,30 del 28 ottobre 2021 e fino alle ore 18,00 del 3 dicembre 2021, salvo eventuale chiusura anticipata del Fondo 394 per esaurimento delle risorse. Si ritiene che la possibilità di coprire l’intero investimento con un finanziamento in conto interessi del 10 per cento del tasso di riferimento UE, oggi pari allo 0.05 per cento circa (luglio 2021), senza l’esposizione di alcuna garanzia, significhi ottenere denaro a costo sostanzialmente zero. Se a questo si abbina la quota a fondo perduto (anche del 25 per cento dell’investimento), si capisce che non ci saranno molte altre opportunità così convenienti in futuro per avviare o consolidare processi di internazionalizzazione. Appuntamento, quindi, ad ottobre 2021 per aumentare ulteriormente numeri e opportunità legati a questa misura.

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