credito imposta acquisto beni strumentali 4.0

Guida al credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 (ex Iperammortamento)

Premessa e vantaggi

Il credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0 è un’agevolazione che risulta essere molto conveniente per le imprese che investono in beni, materiali e immateriali, in linea con il paradigma di impresa 4.0. Il piano, in seguito alla legge Finanziaria 2020, è stato trasposto da Impresa 4.0 a “Transizione 4.0” per sottolinearne il ruolo strategico in funzione dello sviluppo in un periodo transitorio dell’economia nazionale. Rispetto al recente passato, questo “cambio” non è coinciso soltanto in una variazione di nome, ma ha portato anche una variazione di “visione”. Non è un caso, infatti, che alle misure di agevolazione sia stata data una stabilità con una revisione che guarda non alla contingenza, ma ad un arco temporale più lungo, almeno pluriennale, dando la possibilità alle imprese di ragionare nel medio o lungo periodo. Il tutto, sulla scorta dei dati che emergono dalla precedente esperienza: il valore complessivo degli investimenti in beni materiali e immateriali connessi a tecnologie 4.0 è stato pari a circa 13 miliardi di euro, con oltre 53 mila aziende beneficiarie (i due terzi degli incentivi sono andati ad aziende medio grandi). In questo solco virtuoso si innesca il nuovo credito d’imposta per beni 4.0, con vantaggi che emergono molto chiari rispetto al passato e ad altre agevolazioni. In primo luogo si tratta di un’agevolazione che, ferma restando la correttezza formale della domanda e la corrispondenza fra normativa e investimento, viene concessa a prescindere. Non c’è rischio di esaurimento fondi, non c’è rischio legato a modalità di invio pratica. Se domanda e investimento sono corretti, l’agevolazione viene concessa in forma automatica. Inoltre la formula della maturazione di un credito d’imposta è sempre molto vantaggiosa per le imprese perché è paragonabile direttamente al contributo a fondo perduto. In questo secondo caso il denaro viene erogato, nel caso del credito il denaro viene risparmiato. Con il credito maturato l’impresa può compensare fino ad esaurimento del credito stesso tutti i debiti che si generano nei confronti dello Stato e che possono essere saldati tramite modello F24. Fra le agevolazioni alle imprese, quindi, il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 è in assoluto quella più vantaggiosa per proiettare, usufruendo di un contributo sostanzioso, la propria impresa verso il territorio dell’innovazione.

Cos’è il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0

Quel che veniva definito come Iperammortamento è stato trasformato, per effetto della Legge di bilancio 2020, nel credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0. L’agevolazione concessa dallo Stato, ha quindi cambiato volto per quanto riguarda gli estremi dei benefici accordati alle aziende, ma è rimasta identica per quanto invece attiene alla tematica che ne ha supportato la genesi e la permanenza per diversi anni nella rosa delle agevolazioni statali alle imprese e dei contributi pubblici alle imprese. Anzi, ha apportato vantaggi significativi: si pensi, ad esempio, alla possibilità di utilizzare questo strumento anche per le aziende che non hanno “utile” (con l’iperammortamento questo non poteva accadere), si pensi all’estensione dell’opportunità anche alle imprese agricole, all’allargamento del 40 per cento della rosa dei potenziali beneficiari (utilizzabile anche per imprese in “regime dei minimi”). Non solo, rispetto all’iperammortamento, il nuovo credito d’imposta vede una notevole riduzione nel tempo di utilizzo: nell’iperammortamento, la media del rientro dagli ammortamenti è di 8 anni, con il credito d’imposta, il valore si compensa in 5 anni. Inoltre può essere utilizzato fin dal gennaio successivo all’entrata in funzione dell’investimento. Oltre a garantire un maggiore accesso, quindi, è stato potenziato l’incentivo per acquisto di software, incrementandone l’intensità per l’acquisto di beni immateriali ed eliminando il vincolo d’investimento con i beni materiali. Questa premessa riguarda il sostegno concreto (con benefici economici riconosciuti e concessi) da parte dello Stato a quelle imprese che avviano o portano a termine percorsi di sviluppo innovativi volti a far dialogare fra loro le tre principali componenti dell’impresa: le persone, i macchinari e i sistemi informatici. Tre elementi che, uniti in un unico paradigma, rappresentano l’essenza del percorso di sviluppo denominato dapprima “industria 4.0” e oggi rimodellato prima in “impresa 4.0” poi in “Transizione 4.0”. Per questo quel che era iperammortamento e oggi è credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 è uno dei principali strumenti volti a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovo, materiali e immateriali, che siano direttamente funzionali a questa trasformazione tecnologica in chiave digitale dei processi produttivi. Per “immateriali” si intendono quei beni che rientrano nella sfera dei software e nei sistemi di Innovation Technology. Risulta importante specificare fin da subito che questa agevolazione, ovvero questo credito d’imposta, è concessa a tutte le aziende che operano sul territorio nazionale italiano. In estrema sintesi il passaggio da iperammortamento a credito d’imposta ha visto questo cambio: mentre nel primo caso il bene acquistato veniva valutato più del suo valore reale, con i relativi benefici fiscali, nel caso del credito d’imposta, il valore di quel bene rimane uguale ma va a generare un credito che può essere speso nei confronti dello Stato e può essere fatto valere in tutti i rapporti economici di “dovuto” fra azienda beneficiaria e Stato. Si tratta di un’evoluzione continua: questa agevolazione aveva già subito nel corso del 2019 una variazione significativa (dall’iper valutazione al 250 per cento del valore che era stabilita in precedenza, si era passati alla logica degli scaglioni per stabilire il valore dell’iper valutazione), ed è giunta nel 2020 ad una nuova definizione, con la trasformazione definitiva dell’agevolazione nella concessione di un credito d’imposta, strumento particolarmente gradito alle imprese italiane, così come dimostra il successo di altre agevolazioni nei termini del credito d’imposta (prima fra tutte il credito d’imposta Ricerca & Sviluppo).

Le novità 2020

L’introduzione del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 in sostituzione dell’iperammortamento è un passaggio che trova i suoi riferimenti normativi nella legge di bilancio 2020, ovvero nella legge finanziaria. Nel ridisegnare le agevolazioni pubbliche per le imprese relative al pacchetto di sviluppo denominato “impresa 4.0” ora “Transizione 4.0” (già “industria 4.0”), lo Stato ha trasformato le caratteristiche dell’agevolazione, lasciandone però assolutamente saldi i punti fermi e gli aspetti qualificanti. Mentre, infatti, cambia il modello agevolativo (dalla maggiorazione del valore di un bene si passa alla concessione di un credito d’imposta), non cambiano i presupposti: quel bene deve essere stato acquistato dall’azienda al fine di interconnettere in un dialogo continuo in chiave digitale persone, strumentazioni e reti informatiche: al fine, in sintesi, di generare un’autentica fabbrica intelligente e in costante dialogo fra le parti e le componenti. Entrando nello specifico nelle modifiche: il bene, fino all’esercizio finanziario 2019 (e per i beni acquistati nel 2019 e per i quali è stato versato un acconto pari ad almeno il 20 per cento del valore totale, è ancora così), veniva iper valutato al 270 per cento se il suo valore non superava i 2.5 milioni di euro, al 200 per cento se il valore superava i 2.5 milioni di euro ma non i 10 milioni, mentre aveva una iper valutazione del 150 per cento nel caso in cui il suo valore fosse compreso in una forbice fra i 10 e i 20 milioni di euro. Questo regime agevolativo ha caratterizzato l’iperammortamento per il 2019. Con il passaggio, dal 2020 e grazie alla legge finanziaria di bilancio, da iperammortamento a credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0, sono scomparsi gli scaglioni in funzione dei quali veniva calcolata la percentuale di iper valutazione del bene ed è stato introdotto unicamente il credito d’imposta. Tale, nuova agevolazione dipende in ogni caso dal valore del bene acquistato e dalla tipologia di questo bene. A seconda di questi due fattori (valore del bene e tipologia del bene), il credito d’imposta riconosciuto dallo Stato varia da un minimo del 15 per cento del valore del bene a un massimo del 40 per cento del valore del bene. Come detto l’agevolazione si applica a tutte le aziende italiane che effettuano investimenti in linea con la normativa nel corso del 2020 (ordine del bene e acquisto), con un’unica eccezione: nel caso in cui il bene sia stato ordinato nel corso del 2019 (e tale ordine sia stato accettato dal venditore) e nel caso in cui entro il 31/12/2019 sia stato pagato al venditore (uno o più acconti) per un valore totale che sia pari almeno al 20 per cento del costo complessivo, rimangono in essere i presupposti del “vecchio” iperammortamento, ovvero l’assegnazione di un’iper valutazione che varia in funzione del costo totale del bene (regime dell’iperammortamento 2019, come da legge 145/2018). La normativa relativa al credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 si riferisce quindi ad investimenti effettuati nell’arco temporale compreso fra lo 01/01/2020 e il 31/12/2020.

Settori di intervento

Il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0 si rivolge a tutte le imprese che operano sul territorio nazionale italiano, indipendentemente dalla loro dimensione. In linea di principio generale questa premessa include tutti i settori operativi e merceologici. L'investimento (il bene strumentale), è infatti uno strumento che deve mettere in rete tutte le componenti principali dell'azienda. A questo punto conta poco la materia specifica della quale l'azienda si occupa e sulla quale imposta il proprio business. Le condizioni per le quali il bene possa essere valorizzato con questa agevolazione sono per lo più altre e riguardano proprio la capacità del bene di fornire un dialogo e uno scambio continuo in chiave digitale fra le persone che operano in azienda, i macchinari dei quali l'azienda si avvale, gli spazi nei quali l'azienda opera e i sistemi informatici che l'azienda utilizza. Quando si verifica la fattispecie secondo la quale si crea questa osmosi di informazioni e di dati e questa condivisione totale all'interno della stessa azienda (con l'accortezza di proteggere questo patrimonio di dati), in quel caso si crea la condizione per l'azienda di usufruire del credito d'imposta riservato all'acquisto di beni strumentali in chiave 4.0, così come consentito dalla normativa che regola gli incentivi di "industria 4.0" oggi "impresa 4.0". I beni strumentali acquistati, ben si evince da quanto affermato in precedenza, devono ricadere in settori di produzione, la cui caratteristiche siano funzionali allo scopo dell'interconnessione legata alla fabbrica intelligente, in particolare si possono valorizzare con questa agevolazione dello Stato beni acquistati nei seguenti ambiti:

  • meccatronica;
  • robotica;
  • dati grandi;
  • sicurezza informatica;
  • nanotecnologie;
  • sviluppo di materiali intelligenti;
  • stampa 3D;
  • Internet.

La valutazione dello studio di fattibilità di una pratica di contributo a valere sul credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0 risulta quindi essere un passaggio fondamentale per verificare se il bene acquistato (o, meglio ancora, se il bene che si intende acquistare) può rientrare nelle caratteristiche definite dall'agevolazione. Anche per questo, in alcuni casi, la normativa prevede la produzione di una perizia che attesti le caratteristiche del bene legate allo scopo.

Funzionamento dell’agevolazione

Nel caso del "vecchio" iperammortamento, l'agevolazione permetteva di amplificare il valore del bene acquistato e di conseguenza anche la detrazione di cui si ha diritto nella dichiarazione dei redditi, essendo bene strettamente strumentale all'attività d'impresa. L'introduzione dello strumento del credito d'imposta ha, invece, migliorato l'entità dell'agevolazione per le imprese. Non si tratta più, infatti, di aumentare il valore detraibile, bensì di generare un valore di "sconto" puro su tasse e imposte dovute allo Stato, il cui ammontare dipende dal valore di acquisto del bene strumentale. Il credito d'imposta (in ogni sua forma, non strettamente quello legato all'acquisto di beni strumentali 4.0) è infatti considerabile un contributo diretto, con una sola differenza rispetto all'erogazione di un contributo a fondo perduto: il denaro non viene materialmente erogato al beneficiario, ma viene scontato nel momento in cui il beneficiario deve versare denaro, in termini di tasse e imposte, allo Stato. Nella logica, è come se venisse erogato, quindi. Il funzionamento dell'agevolazione va distinto in funzione dei beni che vengono acquistati. Nelle due sezioni successive vengono elencati con precisione i beni facenti parte della categoria "beni materiali" e quelli facenti parte della categoria "beni immateriali" per i quali è prevista l'agevolazione del credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0. L'entità del credito d'imposta riconosciuto, varia quindi come segue:

  • Categoria "beni materiali" (sono tutti quei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma Industria 4.0 - vedi capitolo 5): credito d'imposta del 40 per cento del costo, per la quota di investimenti fino a euro 2.500.000,00, e del 20 per cento del costo, per la quota di investimenti oltre euro 2.500.000,00, e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a euro 10.000.000,00.
  • Categoria "beni immateriali" (sono tutti quei beni immobili: software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali secondo il paradigma Industria 4.0): credito d'imposta del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 700.000,00. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all'utilizzo dei beni immateriali mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Come anche accennato in precedenza, il credito d'imposta nelle percentuali sopra indicate si applica agli investimenti che le aziende operanti sul territorio nazionale italiano di ogni dimensione e settore merceologico effettueranno (o hanno effettuato) nella forbice temporale comprese fra il primo gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020. Saranno ammissibili all'agevolazione anche investimenti effettuati oltre tale data, fino al 30 giugno 2021, purché tali investimenti siano stati ordinati nel corso del 2020 (e l'ordine sia stato accettato dal venditore) e prima del 31 dicembre 2020 sia stato versato al venditore un acconto pari almeno al 20 per cento del valore del bene acquistato.

Beni materiali agevolabili

Si intende per beni materiali tutti quei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma Industria 4.0. L’elenco di tali beni costituisce allegato (nello specifico allegato A) alla normativa di riferimento, ovvero la legge 232 dell’11 dicembre 2016, che indica con precisione quali beni “Materiali” rientrano nelle caratteristiche agevolabili legate al modello Industria 4.0. In particolare:

Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti: macchine utensili per asportazione, macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici, macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime, macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali, macchine utensili per l'assemblaggio, la giunzione e la saldatura, macchine per il confezionamento e l'imballaggio, macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico), robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot, macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o funzionalizzazione delle superfici, macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale, macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici), magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica. Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche: controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program, integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo, interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive, rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici: sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo, caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico), dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l'integrazione, la sensorizzazione e/o l'interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell'ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti, filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell'efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti. Sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità: sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro-metrica o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, altri sistemi di monitoraggio in process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, sistemi per l'ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove o collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (ad esempio caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale, dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive, sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti (ad esempio RFID - Radio Frequency Identification), sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, strumenti e dispositivi per l'etichettatura, l'identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi, componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l'utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni, filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell'efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti. Dispositivi per l'interazione uomo macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»: banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità), sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/ robotizzata/interattiva il compito dell'operatore, dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/ operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality, interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l'operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

Beni immateriali agevolabili

Si intende per beni immateriali tutti quei beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali secondo il paradigma Industria 4.0. L’elenco di tali beni costituisce allegato (nello specifico allegato B) alla normativa di riferimento, ovvero la legge 232 dell’11 dicembre 2016, che indica con precisione quali beni “Immateriali” rientrano nelle caratteristiche agevolabili legate al modello Industria 4.0. In particolare:

Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale) e/o l'archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e la ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l'efficienza del sistema di produzione, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/ fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell'IoT e/o del cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (ad esempio di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l'ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attività e l'instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all'elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting), software, sistemi, piattaforme e applicazioni di artificial intelligence & machine learning che consentono alle macchine di mostrare un'abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell'impianto, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realtà aumentata tramite wearable device, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per dispositivi e nuove interfacce tra uomo e macchina che consentano l'acquisizione, la veicolazione e l'elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity), software, sistemi, piattaforme e applicazioni di virtual industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e di fermi macchina lungo le linee produttive reali.

Come si accede all’agevolazione

L’agevolazione che riguarda il credito di imposta per l’acquisto di beni 4.0, che sostituisce quello che veniva definito iperammortamento, è un contributo alle imprese che si matura, come tutti i crediti di imposta, nel momento della presentazione della dichiarazione del reddito d’impresa. Importante specificare che il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo ridotte a tre per gli investimenti di cui al capitolo 6 (beni immateriali). Formalmente il credito, quindi, matura al momento di presentazione della dichiarazione del reddito d’impresa e diviene utilizzabile a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni. Nel caso in cui l’interconnessione dei beni materiali (capitolo 5) avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione è comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante per i beni strumentali (credito d'imposta del 6% nel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 2.000.000,00). Qualora gli investimenti effettuati fossero stati effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
Le imprese che si avvalgono del credito imposta beni 4.0 sono tenute a comunicarlo al MISE, Ministero per lo sviluppo economico.
Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati dovranno contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di legge.

La perizia tecnica e l’autocertificazione

Il tema della perizia tecnica per quanto attiene il credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0 rappresenta un passaggio tanto delicato quanto strategico. Lo strumento della perizia, infatti, è obbligatorio e irrinunciabile per una determinata categoria di beni acquistata, mentre non risulta essere obbligatoria per altri beni. Tuttavia la redazione di una perizia, indipendentemente da quel che la norma comporta, è sempre consigliabile in quanto diventa una sorta di garanzia aggiuntiva sul riconoscimento formale dell’agevolazione legata al credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0. La discriminante rispetto all’obbligatorietà è il valore del bene acquistato. Nel vecchio istituto dell’iperammortamento tale valore ammontava a 500.000,00 euro, mentre nel nuovo istituto del credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0, la soglia oltre la quale la norma obbliga a produrre una perizia è 300.000,00. Sopra tale valore la perizia è obbligatoria e condizione sine qua non per ottenere l’agevolazione. Sotto tale soglia la perizia non risulta essere necessaria, anche se per le ragioni esposte, è in ogni caso consigliata. La normativa in questo caso dice che è sufficiente un’autodichiarazione da parte del legale rappresentante che indichi la corrispondenza fra le caratteristiche del bene e l’aderenza alla normativa per ottenere l’agevolazione fiscale. La perizia, in ogni caso, deve essere rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali. Tale perizia può essere sostituita da un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge 232/2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Da sottolineare che la perizia, oltre ad essere garanzia formale da parte di un tecnico abilitato sulle caratteristiche del bene, rappresenta sempre un valore aggiunto per l’intera pratica.

Possibilità di cumulo con altre agevolazioni

Uno dei grandi vantaggi del credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0 è insito nella possibilità di cumulare l'agevolazione concessa dallo Stato con altre agevolazioni presenti sul mercato. È una possibilità voluta e prioritariamente pianificata al fine di spingere le imprese italiane ad investire in attrezzature (beni materiali e beni immateriali) innovative in chiave 4.0 per fare in modo che il mondo dell'industria e dell'impresa italiana aumenti sempre di più la propria competitività sui mercati globali. Questo significa che lo Stato mette in campo non una ma una serie di agevolazioni che possono essere applicate allo stesso bene: rappresenta una strategia, non una svista. Si tenga infatti conto che il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0, già iperammortamento, è stato istituito proprio allo scopo di agevolare il passaggio del comparto industriale italiano verso la digitalizzazione e l'innovazione necessarie oggi per competere con le imprese di altri Paesi europei e mondiali. Quindi il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0 è cumulabile con quasi tutte le agevolazioni nazionali/regionali e locali ed in particolare:

  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE);
  • Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative;
  • Fondo Centrale di Garanzia.
  • Nuova Sabatini;
  • Credito d'imposta per attività di Ricerca e Sviluppo;
  • Patent Box.

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