Guida al credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0

Guida al credito di imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 (ex Iperammortamento)

Dall’iperammortamento al credito d’imposta 4.0

Il credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0 è un’agevolazione che risulta essere molto conveniente per le imprese che investono in beni, materiali e immateriali, in linea con il paradigma di impresa 4.0, che dalla legge finanziaria 2021 è stato ribattezzato in “Transizione 4.0”. L’evoluzione del nome del maxi pacchetto mirato al potenziamento e al rilancio dell’industria italiana è quindi stato “Industria 4.0” poi “Impresa 4.0” e ora “Transizione 4.0”. La desinenza comune di questa evoluzione è proprio il “4.0” ovvero i due numeri che riportano alla mente l’evoluzione in chiave digitale e lo sviluppo in forma innovativa. Rispetto agli anni passati, questo “cambio” di nome non è coinciso soltanto in una variazione meramente formale, ma ha portato anche una variazione di “visione”. Non è un caso, infatti, che alle misure di agevolazione sia stata data una stabilità, quasi fossero divenute un pacchetto strutturale di misure, con aggiornamenti e migliorie che guardano non alla contingenza, ma ad un arco temporale più lungo, almeno pluriennale, dando la possibilità alle imprese di ragionare nel medio o lungo periodo. Un’esigenza di certo dettata anche dall’instabilità legata al periodo Covid, per il superamento del quale l’industria italiana necessita di un arco temporale pluriennale e di piani a lungo termine. Il tutto, sulla scorta dei dati che emergono dalla precedente esperienza, relativa al 2019 essendo i dati 2020 non ancora disponibili al momento di pubblicazione della presente guida: il valore complessivo degli investimenti in beni materiali e immateriali connessi a tecnologie 4.0 è stato pari a circa 13 miliardi di euro, con oltre 53 mila aziende beneficiarie (i due terzi degli incentivi sono andati ad aziende medio grandi). In questo solco virtuoso si innesca il nuovo credito d’imposta per beni 4.0, con vantaggi che emergono molto chiari rispetto al passato e ad altre agevolazioni. Migliorie che intervengono sulla stessa misura anche in riferimento al regime agevolativo del 2020. Rispetto a tali miglioramenti, che vengono declinati in seguito nella presente guida, rimane un’opportunità su tutte, un vantaggio indiscusso che accompagna proprio la formula del credito d’imposta: si tratta di un’agevolazione che, ferma restando la correttezza formale della domanda e la corrispondenza fra normativa e investimento, viene concessa a prescindere. Non c’è rischio di esaurimento fondi, non c’è rischio legato a modalità di invio pratica. Se domanda e investimento sono corretti, l’agevolazione viene concessa in forma automatica. Non solo. Sono unanimi i pareri che vedono la formula della maturazione di un credito d’imposta come molto più vantaggiosa per le imprese rispetto ad altre misure (ad esempio i contributi in conto interessi). E il motivo è semplice: un credito d’imposta è paragonabile direttamente al contributo a fondo perduto. In questo secondo caso il denaro viene erogato, nel caso del credito il denaro viene risparmiato. Con il credito maturato l’impresa può compensare fino ad esaurimento del credito stesso tutti i debiti che si generano nei confronti dello Stato e che possono essere saldati tramite modello F24. Fra le agevolazioni alle imprese, quindi, il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 è in assoluto quella più vantaggiosa per proiettare, usufruendo di un contributo sostanzioso, la propria impresa verso il territorio dell’innovazione.

Cos’è il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0

Quel che veniva definito come Iperammortamento è stato trasformato, per effetto della Legge di bilancio 2020 e successivamente riconfermando la formula ma migliorandone gli estremi anche nella finanziaria 2021, nel credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0. L’agevolazione concessa dallo Stato, in questo biennio ha quindi cambiato volto per quanto riguarda gli estremi dei benefici accordati alle aziende, ma è rimasta identica per quanto invece attiene alla tematica che ne ha supportato la genesi e la permanenza per diversi anni nella rosa delle agevolazioni statali alle imprese e dei contributi pubblici alle imprese. Anzi, ha apportato vantaggi significativi: si pensi, ad esempio, alla possibilità di utilizzare questo strumento anche per le aziende che non hanno “utile” (con l’iperammortamento questo non poteva accadere), si pensi all’estensione dell’opportunità anche alle imprese agricole, all’allargamento della rosa dei potenziali beneficiari (utilizzabile anche per imprese in “regime dei minimi”). In sostanza possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa. Non solo, rispetto all’iperammortamento e al regime 2020, il nuovo credito d’imposta disegnato dalla finanziaria 2021 vede un aumento delle aliquote agevolabili e una diminuzione degli anni in cui l’azienda è tenuta a compensare il credito: un ammontare maggiore, quindi, e un minore tempo di incasso. Due vantaggi assoluti che accompagnato questo credito d’imposta per beni strumentali 4.0. E non è finita. Oltre ad ampliare la platea e migliorare le caratteristiche dell’agevolazione, nel biennio il credito d’imposta per beni strumentali 4.0, è stato potenziato anche incentivando l’acquisto di software, incrementandone l’intensità per l’acquisto di beni immateriali ed eliminando il vincolo d’investimento con i beni materiali. Questa premessa riguarda il sostegno concreto (con benefici economici riconosciuti e concessi) da parte dello Stato a quelle imprese che avviano o portano a termine percorsi di sviluppo innovativi volti a far dialogare fra loro le tre principali componenti dell’impresa: le persone, i macchinari e i sistemi informatici. Numerosi vantaggi che, uniti in un unico paradigma, rappresentano l’essenza del percorso di sviluppo denominato dapprima “industria 4.0” e oggi rimodellato prima in “impresa 4.0” poi in “Transizione 4.0”. Per questo quel che era iperammortamento e oggi è credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 è uno dei principali strumenti volti a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, che siano direttamente funzionali a questa trasformazione tecnologica in chiave digitale dei processi produttivi. Per “immateriali” si intendono quei beni che rientrano nella sfera dei software e nei sistemi di Innovation Technology. In estrema sintesi il passaggio da iperammortamento a credito d’imposta (e su questo insistono le modifiche relative al 2020 e al 2021) ha visto questo cambio: mentre nel primo caso il bene acquistato veniva valutato più del suo valore reale, con i relativi benefici fiscali, nel caso del credito d’imposta, il valore di quel bene rimane uguale ma va a generare un credito che può essere speso nei confronti dello Stato e può essere fatto valere in tutti i rapporti economici di “dovuto” fra azienda beneficiaria e Stato.

Le novità intervenute nel 2021

L’introduzione del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 in sostituzione dell’iperammortamento è un passaggio che trovava i suoi riferimenti normativi nella legge di bilancio 2020, ovvero nella legge finanziaria. Nel ridisegnare le agevolazioni pubbliche per le imprese relative al pacchetto di sviluppo denominato “impresa 4.0” ora “Transizione 4.0” (già “industria 4.0”), lo Stato aveva infatti trasformato le caratteristiche dell’agevolazione, lasciandone però assolutamente saldi i punti fermi e gli aspetti qualificanti. Mentre, infatti, cambiava il modello agevolativo (dalla maggiorazione del valore di un bene si passò alla concessione di un credito d’imposta), non sono stati variati i presupposti: quel bene deve essere stato acquistato dall’azienda al fine di interconnettere in un dialogo continuo in chiave digitale persone, strumentazioni e reti informatiche: al fine, in sintesi, di generare un’autentica fabbrica intelligente e in costante dialogo fra le parti e le componenti. In un bilanciato mix fra punti fermi e variazioni, la misura del credito d’imposta per beni strumentali 4.0 è stata ulteriormente rivista nella legge 178/2020, ovvero la legge finanziaria a valere sul 2021. Entrando nello specifico del nuovo regime agevolativo, la doppia modifica che salta maggiorente all’occhio, mirata anche a colmare le molte lacune negli investimenti in seguito alla pandemia, è strategica: si assiste ad un aumento significativo delle aliquote (intendendo per aliquota la percentuale agevolabile dell’investimento) e si nota una significativa riduzione degli anni in cui poter fruire del credito. Significa un aumento del contributo e una diminuzione dei tempi per incassarlo. In particolare il nuovo regime agevolativo del credito d’imposta per beni strumentali 4.0 è il seguente (distinto fra beni materiali e beni immateriali).

Investimenti in beni materiali 4.0

Per gli investimenti avvenuti dal 16/11/2020 al 31/12/2021 (30/06/2022 se entro il 31/12/2021 l'ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%) l'azienda ha diritto ad un credito d'imposta del:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a euro 2,5 milioni;
  • 30% per la quota compresa tra euro 2,5 milioni e euro 10 milioni;
  • 10% per la quota compresa tra euro 10 milioni e euro 20 milioni.

Per gli investimenti avvenuti dal 01/01/2022 al 31/12/2022 (30/06/2023 se entro il 31/12/2022 l'ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%) l'azienda ha diritto ad un credito d'imposta del:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a euro 2,5 milioni;
  • 20% per la quota compresa tra euro 2,5 milioni e euro 10 milioni;
  • 10% per la quota compresa tra euro 10 milioni e euro 20 milioni.

Investimenti in beni immateriali 4.0

Per gli investimenti avvenuti dal 16/11/2020 al 31/12/2022 (30/06/2023 se entro il 31/12/2022 l'ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%), l'azienda ha diritto a un credito d'imposta del:

  • 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 1 milione (si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all'utilizzo dei beni immateriali 4.0 acquistati dall'azienda).

Come si evince dalle percentuali agevolabili indicate in precedenza, si nota un aumento significativo delle aliquote, ma il grande vantaggio è anche nella diminuzione dei tempi per riscuote il proprio credito, che nel caso dell'Iperammortamento arrivavano fino a 8 e nel caso del credito d'imposta per i beni strumentali 4.0 nel 2020 erano cinque (i cinque anni successivi alla maturazione del credito). Il credito d'imposta per beni strumentali 4.0 nella versione approvata nella finanziaria 2021, invece, prevede che il credito maturato dall'acquisto di beni strumentali 4.0 possa essere fruito dall'azienda beneficiaria in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall'anno di avvenuta interconnessione dei beni (non dall'acquisto o dall'investimento, quindi, ma dalla messa in funzione secondo gli estremi del paradigma 4.0). Tale credito è utilizzabile solo ed esclusivamente in compensazione.

Settori di intervento

Il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0 si rivolge a tutte le imprese che operano sul territorio nazionale italiano, indipendentemente dalla loro dimensione. In linea di principio generale questa premessa include tutti i settori operativi e merceologici. L'investimento (il bene strumentale), è infatti uno strumento che deve mettere in rete tutte le componenti principali dell'azienda. A questo punto conta poco la materia specifica della quale l'azienda si occupa e sulla quale imposta il proprio business. Le condizioni per le quali il bene possa essere valorizzato con questa agevolazione sono per lo più altre e riguardano proprio la capacità del bene di fornire un dialogo e uno scambio continuo in chiave digitale fra le persone che operano in azienda, i macchinari dei quali l'azienda si avvale, gli spazi nei quali l'azienda opera e i sistemi informatici che l'azienda utilizza. Quando si verifica la fattispecie secondo la quale si crea questa osmosi di informazioni e di dati e questa condivisione totale all'interno della stessa azienda (con l'accortezza di proteggere questo patrimonio di dati), in quel caso si crea la condizione per l'azienda di usufruire del credito d'imposta riservato all'acquisto di beni strumentali in chiave 4.0, così come consentito dalla normativa che regola gli incentivi di "industria 4.0" oggi "Transizione 4.0". I beni strumentali acquistati, ben si evince da quanto affermato in precedenza, devono ricadere in settori di produzione, la cui caratteristiche siano funzionali allo scopo dell'interconnessione legata alla fabbrica intelligente, in particolare si possono valorizzare con questa agevolazione dello Stato beni acquistati nei seguenti ambiti:

  • meccatronica;
  • robotica;
  • dati grandi;
  • sicurezza informatica;
  • nanotecnologie;
  • sviluppo di materiali intelligenti;
  • stampa 3D;
  • Internet.

La valutazione dello studio di fattibilità di una pratica di contributo a valere sul credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0 risulta quindi essere un passaggio fondamentale per verificare se il bene acquistato (o, meglio ancora, se il bene che si intende acquistare) può rientrare nelle caratteristiche definite dall'agevolazione. Anche per questo, in alcuni casi, la normativa prevede la produzione di una perizia che attesti le caratteristiche del bene legate allo scopo.

Il funzionamento della misura

Nel caso del "vecchio" iperammortamento, l'agevolazione permetteva di amplificare il valore del bene acquistato e di conseguenza anche la detrazione di cui si ha diritto nella dichiarazione dei redditi, essendo bene strettamente strumentale all'attività d'impresa. L'introduzione dello strumento del credito d'imposta, a partire dal 2020 e riconfermato nel 2021, ha, invece, migliorato l'entità dell'agevolazione per le imprese. Non si tratta più, infatti, di aumentare il valore detraibile, bensì di generare un valore di "sconto" puro su tasse e imposte dovute allo Stato, il cui ammontare dipende dal valore di acquisto del bene strumentale. Il credito d'imposta (in ogni sua forma, non strettamente quello legato all'acquisto di beni strumentali 4.0) è infatti considerabile un contributo diretto, con una sola differenza rispetto all'erogazione di un contributo a fondo perduto: il denaro non viene materialmente erogato al beneficiario, ma viene scontato nel momento in cui il beneficiario deve versare denaro, in termini di tasse e imposte, allo Stato. Nella logica, è come se venisse erogato, quindi. Il funzionamento dell'agevolazione va distinto, come visto in precedenza, in funzione dei beni che vengono acquistati, se materiali o immateriali, in ogni caso comunque 4.0. La normativa, quindi, lascia ampia scelta di investimento, andando a limitare il campo soltanto ad alcuni investimenti che non sono ritenuti ammissibili ai fini dell’ottenimento dell’agevolazione, quali:

  • aeromobili da turismo, navi e imbarcazioni da diporto, autovetture e autocaravan, ciclomotori e motocicli, veicoli adibiti ad uso pubblico;
  • fabbricati destinati all'industria, edifici e costruzioni;
  • condutture e condotte, materiale rotabile, ferroviario e tramviario, aeromobili;
  • beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell'energia, dell'acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

I beni materiali 4.0

Si intende per beni materiali tutti quei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma Industria 4.0. L’elenco di tali beni costituisce allegato (nello specifico allegato A) alla normativa di riferimento, che ha istituito l’agevolazione, ovvero la legge 232 dell’11 dicembre 2016, che indica con precisione quali beni “Materiali” rientrano nelle caratteristiche agevolabili legate al modello Industria 4.0. In particolare:

Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti: macchine utensili per asportazione, macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici, macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime, macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali, macchine utensili per l'assemblaggio, la giunzione e la saldatura, macchine per il confezionamento e l'imballaggio, macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico), robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot, macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o funzionalizzazione delle superfici, macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale, macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici), magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica. Tutte le macchine sopra citate devono essere dotate delle seguenti caratteristiche: controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller), interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program, integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo, interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive, rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro. Inoltre tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici: sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto, monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo, caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico), dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l'integrazione, la sensorizzazione e/o l'interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell'ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti, filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell'efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti. Sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità: sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro-metrica o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, altri sistemi di monitoraggio in process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica, sistemi per l'ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove o collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (ad esempio caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale, dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive, sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti (ad esempio RFID - Radio Frequency Identification), sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, strumenti e dispositivi per l'etichettatura, l'identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi, componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l'utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni, filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell'efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti. Dispositivi per l'interazione uomo macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0»: banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità), sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/ robotizzata/interattiva il compito dell'operatore, dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/ operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality, interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l'operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

I beni immateriali 4.0

Si intende per beni immateriali tutti quei beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali secondo il paradigma Industria 4.0. L’elenco di tali beni costituisce allegato (nello specifico allegato B) alla normativa di riferimento, ovvero la legge 232 dell’11 dicembre 2016, che indica con precisione quali beni “Immateriali” rientrano nelle caratteristiche agevolabili legate al modello Industria 4.0. In particolare:

Software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione, definizione/qualificazione delle prestazioni e produzione di manufatti in materiali non convenzionali o ad alte prestazioni, in grado di permettere la progettazione, la modellazione 3D, la simulazione, la sperimentazione, la prototipazione e la verifica simultanea del processo produttivo, del prodotto e delle sue caratteristiche (funzionali e di impatto ambientale) e/o l'archiviazione digitale e integrata nel sistema informativo aziendale delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto (sistemi EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la progettazione e la ri-progettazione dei sistemi produttivi che tengano conto dei flussi dei materiali e delle informazioni, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati dal campo e visualizzare agli operatori in linea specifiche azioni per migliorare la qualità del prodotto e l'efficienza del sistema di produzione, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione e il coordinamento della produzione con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio, come la logistica di fabbrica e la manutenzione (quali ad esempio sistemi di comunicazione intra-fabbrica, bus di campo/ fieldbus, sistemi SCADA, sistemi MES, sistemi CMMS, soluzioni innovative con caratteristiche riconducibili ai paradigmi dell'IoT e/o del cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di realtà virtuale per lo studio realistico di componenti e operazioni (ad esempio di assemblaggio), sia in contesti immersivi o solo visuali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni di reverse modeling and engineering per la ricostruzione virtuale di contesti reali, software, sistemi, piattaforme e applicazioni in grado di comunicare e condividere dati e informazioni sia tra loro che con l'ambiente e gli attori circostanti (Industrial Internet of Things) grazie ad una rete di sensori intelligenti interconnessi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per il dispatching delle attività e l'instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della qualità a livello di sistema produttivo e dei relativi processi, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'accesso a un insieme virtualizzato, condiviso e configurabile di risorse a supporto di processi produttivi e di gestione della produzione e/o della supply chain (cloud computing), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per industrial analytics dedicati al trattamento ed all'elaborazione dei big data provenienti dalla sensoristica IoT applicata in ambito industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation e Forecasting), software, sistemi, piattaforme e applicazioni di artificial intelligence & machine learning che consentono alle macchine di mostrare un'abilità e/o attività intelligente in campi specifici a garanzia della qualità del processo produttivo e del funzionamento affidabile del macchinario e/o dell'impianto, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la produzione automatizzata e intelligente, caratterizzata da elevata capacità cognitiva, interazione e adattamento al contesto, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem), software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'utilizzo lungo le linee produttive di robot, robot collaborativi e macchine intelligenti per la sicurezza e la salute dei lavoratori, la qualità dei prodotti finali e la manutenzione predittiva, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la gestione della realtà aumentata tramite wearable device, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per dispositivi e nuove interfacce tra uomo e macchina che consentano l'acquisizione, la veicolazione e l'elaborazione di informazioni in formato vocale, visuale e tattile, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per l'intelligenza degli impianti che garantiscano meccanismi di efficienza energetica e di decentralizzazione in cui la produzione e/o lo stoccaggio di energia possono essere anche demandate (almeno parzialmente) alla fabbrica, software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati (cybersecurity), software, sistemi, piattaforme e applicazioni di virtual industrialization che, simulando virtualmente il nuovo ambiente e caricando le informazioni sui sistemi cyberfisici al termine di tutte le verifiche, consentono di evitare ore di test e di fermi macchina lungo le linee produttive reali.

Come si accede all’agevolazione

L’agevolazione che riguarda il credito di imposta per l’acquisto di beni 4.0, così come modificata rispetto all’ex iperammortamento nel 2020 e riconfermata nella finanziaria 2021 con diverse migliorie, rappresenta un contributo alle imprese che si matura, come tutti i crediti di imposta, nel momento della presentazione della dichiarazione del reddito d’impresa. Importante specificare che il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo (in precedenza erano cinque). Formalmente il credito, quindi, matura al momento di presentazione della dichiarazione del reddito d’impresa e diviene utilizzabile a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni. Nel caso in cui l’interconnessione dei beni materiali avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione è comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante per i beni strumentali.

Qualora gli investimenti effettuati fossero stati effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Le imprese si avvalgono del credito d’imposta beni 4.0 sono tenute a comunicarlo al MISE, Ministero per lo sviluppo economico.

Ai fini dei successivi controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati dovranno contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di legge.

La perizia tecnica

Il tema della perizia tecnica per quanto attiene il credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0 rappresenta un passaggio tanto delicato quanto strategico. Lo strumento della perizia, infatti, è obbligatorio e irrinunciabile per una determinata categoria di beni acquistata, mentre non risulta essere obbligatoria per altri beni. Tuttavia la redazione di una perizia, indipendentemente da quel che la norma comporta, è sempre consigliabile in quanto diventa una sorta di garanzia aggiuntiva sul riconoscimento formale dell’agevolazione legata al credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0. La discriminante rispetto all’obbligatorietà è il valore del bene acquistato. Nel vecchio istituto dell’iperammortamento tale valore ammontava a 500.000,00 euro, mentre nell’istituto del credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0, la soglia oltre la quale la norma obbliga a produrre una perizia era stata portata a 300.000,00. Tale soglia è stata mantenuta anche nel credito d’imposta per i beni strumentali 4.0 così come modificato nella finanziaria 2021. Sopra tale valore la perizia è obbligatoria e condizione sine qua non per ottenere l’agevolazione. Sotto tale soglia la perizia non risulta essere necessaria, anche se per le ragioni esposte, è in ogni caso consigliata. La normativa in questo caso dice che è sufficiente un’autodichiarazione da parte del legale rappresentante che indichi la corrispondenza fra le caratteristiche del bene e l’aderenza alla normativa per ottenere l’agevolazione fiscale. La perizia, in ogni caso, deve essere rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali. Tale perizia può essere sostituita da un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge 232/2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Da sottolineare che la perizia, oltre ad essere garanzia formale da parte di un tecnico abilitato sulle caratteristiche del bene, rappresenta sempre un valore aggiunto per l’intera pratica.

Il cumulo con altre agevolazioni

Il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0, materiali o immateriali, non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell'imposta regionale sulle attività produttive. Non solo. Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. Questo significa che lo Stato mette in campo non una ma una serie di agevolazioni che possono essere applicate allo stesso bene, scelta che si tramuta in un grande vantaggio per l'impresa, che potrebbe vedere il proprio investimento agevolato al 100 per cento (oltre il valore del bene non è possibile) da diverse misure che concorrono fra loro a costruire il regime agevolato. Quindi il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0 è cumulabile con quasi tutte le agevolazioni nazionali/regionali e locali ed in particolare:

  • Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese (ACE);
  • Incentivi agli investimenti in Start up e PMI innovative;
  • Fondo Centrale di Garanzia.
  • Nuova Sabatini;
  • Credito d'imposta per attività di Ricerca e Sviluppo;
  • Patent Box.

Esempio di cumulo tra i crediti d’imposta e altre agevolazioni

Vediamo ora alcuni esempi che possono aiutare a comprendere come funziona (in linea generale) la cumulabilità tra i crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0 e altre agevolazioni.
Un’azienda acquista un centro di controllo con caratteristiche 4.0, del valore di 200.000 euro; il bene è stato consegnato dopo il 16 novembre del 2020 e interconnesso con il sistema di fabbrica il 20 dicembre dello stesso anno: rientra quindi nella fattispecie prevista dalla Legge di bilancio 2021, di conseguenza può beneficiare di un credito d’imposta beni 4.0 del 50% (100.000 euro) [TAB. 1]

Credito d’imposta beni 4.0 senza cumulo

Tab.1 Credito d’imposta beni 4.0

Centro di controllo

  • Contratto di acquisto
  • Sottoscritto: gennaio 2020
  • Consegna:  20/11/2020
  • Interconnessione: 20/12/2020
  • Valore: 200.000,00  €
  • Credito d'imposta beni 4.0: 50% = 100.000,00 €

Se invece [TAB.2 e TAB. 2-BIS] il centro di controllo non è stato ancora consegnato, si può valutare il cumulo con il Bando Inail (a patto che il bene abbia i requisiti previsti da questo bando). In tal caso (e in attesa di chiarimenti definitivi da parte dell’Inail), il credito d’imposta (del 50% se l’investimento viene effettuato nel 2021) si applica sulla differenza tra il valore del bene (200.000 euro) e il contributo Inail (65%=130.000 euro). Il credito d’imposta beni 4.0 ammonta dunque a 35.000 euro e cumulato con il contributo Inail dà luogo a un vantaggio complessivo di 165.000 euro a fronte di un esborso di 200.000 euro.

Cumulo con Bando Inail

Tab.2 Credito d’imposta 4.0

Centro di controllo

  • Contratto di acquisto
  • Sottoscritto: non ancora
  • Consegna: da effettuare 2021
  • Interconnessione: effettuare 2021
  • Valore: 200.000,00 €
  • Credito d'imposta beni 4.0: 50% = 100.000,00 €

up down

Tab.2 Bis Bando Inail (bene non ancora consegnato)

Centro di controllo

  • Valore: 200.000,00 €
  • Contributi Inail 65% = 130.000,00 €
  • Credito 4.0: (200.000-130.000) x 50% (Investimento 2021) = 35.000 €
  • Vantaggio Tot: 165.000 €

In alternativa si può valutare il cumulo con bandi regionali. Nel caso l’azienda sia Lombarda ad esempio si può utilizzare il Bando “Al Via” [TAB. 3 e TAB. 3-BIS]. In questo caso il contributo a fondo perduto (massimo) previsto da questo bando (200.000 x 15% = 30.000 euro) si “somma” al credito d’imposta del 50% applicato all’intero valore del bene, dando così luogo a un vantaggio complessivo di 130.000 euro.
Il Bando “Al Via” prevede inoltre la concessione di un finanziamento agevolato sull’85% dell’investimento (170.000 euro) e di una garanzia gratuita a valere sul 70% del valore del finanziamento.

Cumulo con bando al via

Tab.3 Credito d’imposta beni 4.0

Centro di controllo

  • Contratto di acquisto
  • Sottoscritto: non ancora
  • Consegna: da effettuare 2021
  • Interconnessione: effettuare 2021
  • Valore: 200.000,00 €
  • Credito d'imposta beni 4.0: 50% = 100.000,00 €

up down

Tab.3 Bis bando al via bene non ancora consegnato

Centro di controllo

  • Valore: 200.000,00 €
  • Contributo al Via 15% = 30.000,00 €
  • Credito d'imposta beni 4.0: 100.000,00 €
  • Vantaggio Totale: 130.000,00 € + finanziamento agevolato su euro 170.000,00 + garanzia 70%

La [TAB. 4] mostra come si possa applicare il credito d’imposta ricerca e sviluppo a questo caso di studio, nel caso che la nostra impresa sostenga spese di personale e di consulenza legate a un progetto innovativo che si concretizza con l’acquisto e la messa in opera del centro di controllo.

Cumulo con credito d’imposta ricerca e sviluppo

Tab.4 Cumulo con credito ricerca e sviluppo

Contratto di acquisto

  • Sottoscritto: non ancora
  • Consegna: da effettuare 2021
  • Interconnessione: effettuare 2021
  • Valore: 200.000,00 €
Investimento Periodo Agevolazione
Spese di personale dedicato al progetto: € 40.000,00 2021 15% = 6.000 €
Spese di consulenza relativa al progetto: € 20.000,00 2021 15% = 3.000 €
Tot. 9.000 €

Se inoltre vengono sostenute spese legate alla formazione su tematiche 4.0 (ad esempio per addestrare il personale all’utilizzo del nuovo centro di controllo), la [TAB. 5] mostra come si possa applicare il credito d’imposta formazione 4.0 a spese quali il costo aziendale del personale in formazione e la consulenza per la gestione del piano formativo.

Cumulo con credito d’imposta formazione 4.0

Tab.5 Centro di controllo 4.0

Contratto di acquisto

  • Sottoscritto: non ancora
  • Consegna: da effettuare 2021
  • Interconnessione: effettuare 2021
  • Valore: 200.000,00 €
Investimento Periodo Agevolazione (Piccola Impresa)
Costo aziendale del personale in formazione: € 6.000 2021 50% = 3.000 €
Consulenza per la gestione della formazione: € 7.000 2021 50% = 3.500 €
Tot. 6.500 €

La [TAB. 6] infine illustra il vantaggio complessivo del quale l’azienda può beneficiare applicando all’investimento e al progetto nel suo insieme quattro agevolazioni: Bando Inail, Credito d’imposta beni 4.0, Credito d’imposta ricerca e sviluppo e Credito d’imposta formazione 4.0 (salvo buon esito del Bando Inail e ammesso che il progetto e l’investimento rispettino i requisiti previsti dalle singole misure).

Tab.6 Vantaggio complessivo: centro di controllo 4.0 (valore 200.000,00 €) Agevolazione
Bando Inail 130.000 €
Credito d’imposta beni 4.0 35.000 €
Credito d’imposta ricerca e sviluppo 9.000 €
Credito d’imposta formazione 4.0 6.500 €
Tot. 180.500 € ( = 90,25% del valore del bene)

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