guida apprendistato

L’importanza della formazione nell’apprendistato

Capitolo 1

L’apprendistato professionalizzante

Una delle principali modalità di accesso al mondo del lavoro su scala nazionale e oltremodo sul nostro territorio è, senza dubbio, l’apprendistato professionalizzante. Questa tipologia di inserimento agevola la crescita dei giovani che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 29 anni e che, grazie all’attivazione di questo specifico contratto, possono essere formati e seguiti per crescere in azienda aumentando le proprie conoscenze e competenze. Affinché questo percorso funzioni come da potenziale è necessario che sia il tutor sia l’apprendista credano nel valore aggiunto della formazione e si rendano disponibili a definire congiuntamente un piano formativo da sviluppare nell’arco del periodo formativo. L’impresa, in questo modo, ha la possibilità di assicurarsi al proprio interno la presenza di un profilo professionale formato secondo i propri valori e i propri metodi di lavoro.

L’aspetto tecnico-specialistico, infatti, costituisce la maggior parte della formazione da impartire all’apprendista e, per garantire continuità con l’attività lavorativa, questa tipologia di formazione viene spesso gestita in affiancamento con il proprio tutor; il referente aziendale è la figura che, più di tutti, ha conoscenze dettagliate in materia e le può trasferire al dipendente anche in modalità on the job.
Una attenta definizione del profilo formativo dell’apprendista è il primo passo verso un esito positivo della formazione, poiché chiarisce fin da subito le competenze fondamentali da acquisire e le modalità con le quali vengono trasmesse.

Capitolo 2

Il ruolo dell’impresa

SAEF, forte dell’esperienza maturata nell’ambito dell’apprendistato, è particolarmente sensibile a questo aspetto e, per questo, ha sviluppato una modalità di assistenza all’azienda cliente che prevede la predisposizione della modulistica obbligatoria per tracciare il percorso formativo.

Spesso l’imprenditore pensa di essere in grado, da solo, di far crescere il proprio apprendista. Fortunatamente ci sono anche tanti imprenditori che comprendono l’importanza della formazione. Innanzitutto, per informarsi rispetto alla normativa e agli adempimenti burocratici necessari affinché l’apprendista abbia un progetto formativo in linea con gli obiettivi e le competenze che lui e l’azienda desiderano raggiungere.

Riuscire a valorizzare il fine formativo dell'apprendistato è un compito difficile. Con gli apprendisti l'obiettivo è più facile da perseguire: non solo per una maggiore predisposizione alla formazione, ma anche perché - per quanto possa apparire un ragionamento troppo pragmatico - gli apprendisti svolgono le ore di formazione teorica durante l'orario di lavoro e ciò per loro rappresenta un vantaggio, speculare alle difficoltà che invece determina per il datore di lavoro.

L'azienda affronta ancora oggi con difficoltà l'allontanamento degli apprendisti dal luogo di lavoro per molte ore e spesso non gradisce i calendari della formazione pubblica, confezionati non nel rispetto delle esigenze della propria organizzazione, ma di quelle di un ente di formazione esterno che, ovviamente, non può andare incontro alle esigenze di tutte le imprese.

Capitolo 3

Il ruolo delle società specializzate

Queste esperienze confermano quanto già noto agli esperti di apprendistato, cioè l'inadeguatezza dei primi tentativi di regolazione della fattispecie e giustificano i continui cambiamenti a livello normativo. Dal 2000 ad oggi il contratto di apprendistato ha visto il legislatore intervenire numerose volte senza mai riuscire a valorizzare la sua importanza nel modo desiderato.

È proprio a fronte di queste criticità che, credendo nel contratto di apprendistato, abbiamo deciso di metterci al servizio delle aziende per far apprezzare questo contratto ai datori di lavoro, a dispetto delle inefficienze riscontrate, anche perché nuovi spazi iniziano ad aprirsi nell'alleggerimento della formazione. Non è questa la sede per ricostruire i passaggi normativi.

Noi vogliamo parlare il linguaggio delle aziende e dei consulenti del lavoro, per cui non si renderà l'argomento complesso: vogliamo contribuire a costruire un apprendistato facile.

Facile però non può voler dire povero di contenuti. L'apprendistato privo di formazione non è utile a nessuno.

Pensiamo per un attimo che la legge ci consenta di reclutare giovane forza lavoro a basso costo, anche in virtù di generosi incentivi economici proprio attraverso un contratto di apprendistato facile (privo di gravosi adempimenti amministrativi). Probabilmente per alcuni imprenditori basterebbe solo questo a far decollare l'apprendistato.

Capitolo 4

Il valore della formazione

Non possiamo pensare ad un apprendistato se dall’attività lavorativa escludiamo la formazione. Questo principio vale oggi per ogni azienda che intenda rimanere all’avanguardia in un mercato caratterizzato da una forte concorrenza. La formazione assume maggiore rilevanza all’interno di una tipologia contrattuale quale è quella dell’apprendistato e va gestita con dedizione e costanza.

Gli sforzi del Legislatore in direzione del rafforzamento della valenza educativa e formativa dell'apprendistato trovano ragione nel fatto che la formazione è connaturata all'apprendistato, ne è la causa stessa ed è la finalità di ogni rapporto di apprendistato.

Ciò non vuol dire che la formazione in apprendistato debba essere assimilata alla formazione che abbiamo imparato a conoscere sui banchi di scuola e che i soggetti, gli strumenti e le modalità non debbano avere delle caratteristiche specifiche. Specifica è la relazione di apprendimento che si instaura tra apprendista ed impresa nel percorso di formazione che lo condurrà alla qualifica di destinazione. Il Legislatore è intervenuto più volte su questo punto nel tentativo di valorizzare la capacità formativa dell'azienda affidando a quest'ultima la possibilità di gestire la formazione specialistica dell'apprendista internamente, nell'apprendistato professionalizzante.

Capitolo 5

Percepire l’importanza dell’apprendistato

Affinché un imprenditore capisca l'importanza dell'apprendistato è necessario che il primo a credere che l'azienda sia davvero il luogo ideale per fare formazione sia proprio lui. È difficile trovare il tempo per dedicarsi anche a questa missione, ma fare l'imprenditore oggi vuol dire anche far crescere le proprie risorse umane formandole e credere davvero che sia un valore aggiunto, non solo un modo per ottemperare ad un obbligo di legge.

È su questa convinzione che dobbiamo cercare di lavorare insieme per costruire un nuovo apprendistato. Non basterà snellire le procedure burocratiche e abbassare il costo del lavoro per far apprezzare tale contratto ai nostri imprenditori, ma si dovrà lavorare anche a livello culturale nelle aziende, puntando l'attenzione anche sulla persona nel suo complesso non solo alle abilità pratiche che deve imparare lavorando.

La fase di inserimento lavorativo dell'apprendista ha esito positivo quando conduce alla stabilizzazione di un'identità professionale e alla capacità di attivare un repertorio appropriato di comportamenti, che consentono al soggetto di ricoprire in modo soddisfacente (per sé e per l'organizzazione) il proprio ruolo professionale. Una sfida importante, in un momento storico in cui, forse, la vera crisi è quella delle competenze. Un momento in cui si deve prendere coscienza che l'unione fa la forza e che chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.

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