covid vademecum imprese

Vademecum per le imprese ai tempi del COVID-19

Cosa deve sapere un’azienda ai tempi del COVID-19?

SAEF fin dalla sua costituzione è al fianco delle imprese con l'obbiettivo scritto e dichiarato di aiutarle a realizzare i propri sogni supportandole nel rispetto della compliance normativa e assistendole nel cogliere opportunità finanziarie.
Con questa guida abbiamo voluto predisporre un vademecum a valenza generale per orientare l'imprenditore e il manager nel nuovo contesto organizzativo, normativo che si troverà di fronte al momento del graduale ritorno alla normalità o alla nuova normalità.
Cercheremo di dare le risposte ad alcune delle principali domande che ci poniamo, che ci sono state poste e che ci porranno le aziende per le quali operiamo.
Le domande alle quali proveremo a dare risposta sono le seguenti:

  1. Quali sono le responsabilità' dell'impresa?
  2. Quali azioni l'impresa deve intraprendere per tutelare la salute dei propri lavoratori e di coloro che operano con l'azienda?
  3. Come proseguire l'attività in maniera sostenibile (efficiente ed efficace) nel rispetto delle norme e salvaguardando la salute delle persone?
  4. Quali sono i principali strumenti a disposizione dell'impresa per garantire la continuità aziendale e ripartire prontamente?
  5. Quali azioni e quali strumenti attivare per salvaguardare la struttura finanziaria e patrimoniale?

1. Cos’è il COVID-19, quali conseguenze ha portato in Italia? E in Lombardia?

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). La malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: "COVID-19" (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata). Lo ha annunciato, l'11 febbraio 2020, nel briefing con la stampa durante una pausa del Forum straordinario dedicato al virus, il Direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus.

significato covid

1.1 COVID-19

Sintomatologia

I sintomi più comuni sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

sintomi covid-19

Come si trasmette

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria sono le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio tramite: la saliva, tossendo e starnutendo, contatti diretti personali, toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi. In casi rari il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.
Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Studi sono in corso per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus.

trasmissione covid-19

Guarigione

Quando si può dichiarare guarito un caso confermato di COVID-19?
Il paziente guarito è colui il quale risolve i sintomi dell'infezione da COVID-19 (febbre, rinite, tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, polmonite) e che risulta negativo in due tamponi consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall'altro, per la ricerca di SARS-CoV-2.

La pandemia

La pandemia di COVID-19 del 2020 in Italia ha avuto le sue manifestazioni epidemiche iniziali il 30 gennaio, quando due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi per il virus SARS-CoV-2 a Roma. Un focolaio di infezioni di COVID-19 è stato successivamente rilevato a partire da 16 casi confermati in Lombardia il 21 febbraio, aumentati a 60 il giorno successivo con i primi decessi segnalati negli stessi giorni.

Alla data del 2 aprile 2020 sono stati registrati 115.242 casi positivi di coronavirus, tra cui 18.278 persone guarite e 13.915 persone decedute, e sono stati effettuati 506.968 tamponi per il virus, rendendo l'Italia il secondo paese al mondo per numero di casi attivi e per numero di casi totali, dopo gli Stati Uniti, e il primo al mondo per numero di decessi.

Ad aprile 2020, l'Italia risulta essere colpita più duramente che qualsiasi altro paese in Europa dalla pandemia della COVID-19. L'Italia è stata il primo dei soli due paesi in Europa a sospendere tutti i voli diretti da e verso la Cina, trattando l'epidemia con una delle misure più drastiche nell'UE.

Tra le prime misure di contenimento dell'infezione c'è stata la messa in quarantena di 11 comuni dell'Italia settentrionale (in Lombardia e in Veneto). Il 23 febbraio il Consiglio dei ministri emana il decreto-legge n. 6, che sancisce la chiusura totale dei comuni con focolai attivi e la sospensione di manifestazioni ed eventi sugli stessi comuni; nei giorni successivi il premier Giuseppe Conte emana una serie di decreti attuativi (DPCM) in cui le misure di restrizione si fanno progressivamente più ferree ed estese via via all'intero territorio nazionale: DPCM del 25 febbraio, del 1° marzo, del 4 marzo, dell'8 marzo, delľ11 marzo, del 22 marzo 2020.

Le Regioni italiane più sotto stress in termini assoluti sono la Lombardia, l'Emilia Romagna, il Veneto, il Piemonte e le Marche. Il Piemonte mostra una crescita dei casi del 25%, con le province di Biella (+43%), Torino (+38%). La Toscana cresce del 21% con Arezzo (+65%), Pisa e Lucca +29%. L'Emilia Romagna dell'+11% con Ferrara +31% e Reggio Emilia +24%. Le Marche vedono crescere i casi del 10%, senza particolari picchi provinciali, il Veneto +9% con Vicenza e Verona +13%. La gravità relativa delle situazioni regionali dipende anche dalle disponibilità di posti in terapia intensiva. Il vantaggio temporale rispetto alla Lombardia consente alle altre regioni di attrezzarsi con maggiore anticipo, per quanto possibile.

Le imprese italiane potrebbero perdere tra i 270 e i 650 miliardi di fatturato nel biennio 2020-21 a causa del COVID-19, a seconda della durata dell'epidemia e della velocità di reazione del nostro sistema. La contrazione sarebbe particolarmente violenta nell'anno in corso, con conseguenze senza precedenti per alcuni settori, come le strutture ricettive e la filiera automotive. Nel 2021 si prevede invece un rimbalzo, che riporterebbe i ricavi vicini e, in alcuni casi, al di sopra dei livelli del 2019.

È questo lo scenario che emerge dal nuovo Cerved Industry Forecast, dedicato agli impatti attesi del COVID-19 su oltre 200 settori dell'economia italiana, che include anche una stima degli effetti economici sui sistemi economici regionali.

1.2 Gli effetti sulle imprese

Lo scenario base

In uno scenario di rapido rientro dell'emergenza, le imprese italiane perderebbero il 7,4% dei propri ricavi nel 2020, per poi riprendersi nell'anno successivo, in cui è previsto un aumento del 9,6%. Questo riporterebbe i fatturati di nuovo oltre i livelli del 2019. Rispetto a uno scenario senza epidemia, la perdita sarebbe comunque molto rilevante, pari a 220 miliardi nel 2020 e a 55 miliardi nel 2021.

In termini assoluti, quasi la metà della perdita del 2020 sarebbe concentrata tra le imprese che hanno sede in Lombardia (-62 miliardi) e nel Lazio (-47 miliardi). In termini percentuali, la caduta sarebbe tuttavia più pesante per la Basilicata (-11,1%) e per il Piemonte (-9,6%), che sarebbero penalizzati dalla specializzazione nella filiera del automotive.

Dal punto di vista settoriale, gli impatti sarebbero molto diversificati nell'economia: la previsione è di una perdita particolarmente consistente tra gli alberghi, le agenzie di viaggio, le strutture ricettive extra-alberghiere, i trasporti aerei, l'organizzazione di eventi, la produzione di rimorchi e allestimento di veicoli, i concessionari auto, che vedrebbero una riduzione di oltre un quarto dei propri ricavi. Viceversa, alcuni settori potrebbero beneficiare dell'emergenza: si prevede una crescita molto consistente con tassi a due cifre per il commercio on line, per la distribuzione alimentare moderna, apparecchi medicali, specialità farmaceutiche ecc…

Realtà con perdita molto consistente

covid-19 aziende con perdite consistenti

Realtà con crescita molto consistente

covid-19 aziende con crescita consistente

Lo scenario pessimistico

Nel caso di durata prolungata dell'emergenza, la caduta dei ricavi per le imprese nell'anno in corso sarebbe molto consistente, pari al 17,8%. Questo equivarrebbe a una perdita di 470 miliardi rispetto a uno scenario senza epidemia, in base al quale i ricavi sarebbero aumentati dell'1,7% nel 2020.     Nel 2021 si prevede un rimbalzo, con un aumento dei ricavi del 17,5%, insufficiente a recuperare i livelli del 2019 e con un'ulteriore perdita di 172 miliardi rispetto allo scenario tendenziale.

I settori con i maggiori impatti sarebbero sostanzialmente gli stessi individuati nello scenario base, ma con impatti in alcuni casi drammatici: gli alberghi perderebbero quasi tre quarti dei propri ricavi nell'anno in corso; agenzie di viaggi e strutture extra-alberghiere quasi due terzi; l'automotive e i trasporti intorno alla metà del proprio fatturato. In uno scenario così estremo, per alcuni settori anticiclici – come l'e-commerce, la distribuzione alimentare moderna, la farmaceutica e gli apparecchi medicali – le previsioni sono invece anche più positive rispetto allo scenario base.

Nel caso del commercio elettronico, i ricavi crescerebbero addirittura del 55%.  Dal punto di vista territoriale, nessuna regione sarebbe in grado nel 2021 di recuperare i livelli di fatturato pre-COVID-19.  Per sei regioni la perdita dei ricavi del 2020 sarebbe superiore al 20% (Basilicata, Abruzzo, Sardegna, Piemonte, Valle d'Aosta, Lazio); nelle altre regioni la caduta sarebbe comunque intorno al 15%.

Realtà con perdita molto consistente

covid-19 aziende con perdite consistenti

Realtà con crescita molto consistente

covid-19 aziende con crescita consistente

2. Quadro normativo di riferimento per il mondo dell’impresa

Le misura d'urgenza deliberate nel corso di questo periodo sono state molte e a diversi livelli.
Abbiamo ritenuto importante dare un quadro di insieme chiaro e preciso con particolare riferimento alla normativa nazionale ed a quella della Regione Lombardia. Ecco, in ordine cronologico, le principali misure adottate:

Il 30 gennaio 2020, in seguito alla segnalazione da parte della Cina (31 dicembre 2019) di un cluster di casi di polmonite ad eziologia ignota (poi identificata come un nuovo coronavirus Sars-CoV-2) nella città di Wuhan, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato lo Stato di emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale l'epidemia di coronavirus in Cina. Il giorno successivo il Governo italiano, dopo i primi provvedimenti cautelativi adottati a partire dal 22 gennaio, ha proclamato lo stato di emergenza e messo in atto le prime misure di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale.

Il Governo, confrontandosi anche con le valutazioni espresse dal Comitato tecnico-scientifico appositamente nominato, ha messo in atto una serie di misure contenitive finalizzate a mitigare la diffusione del contagio, oltre a una serie di misure volte al sostegno di imprese, lavoratori e famiglie.

30 gennaio 2020

Vengono confermati i primi due casi di contagio in Italia: si tratta di due turisti cinesi, immediatamente ricoverati in regime di isolamento presso l'INMI Lazzaro Spallanzani di Roma.
Su disposizione delle Autorità sanitarie nazionali, vengono sospesi tutti i voli da e per la Cina - oltre a quelli provenienti da Wuhan, già sospesi dalle autorità cinesi.

Misure profilattiche contro il nuovo Coronavirus (2019-nCov)

Ordinanza del Ministro della salute 30 gennaio 2020 (GU Serie Generale del 01-02-2020)

31 gennaio 2020

Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.

Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020 (GU Serie Generale n.26 del 01-02-2020)

21 febbraio 2020

Il Ministero della Salute rilascia il comunicato n. 85 Covid-19: "Nuove misure di quarantena obbligatoria e sorveglianza attiva" recante una nuova ordinanza che prevede misure di isolamento quarantenario obbligatorio per i contatti stretti con un caso risultato positivo, e dispone la sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni, con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali.

23 febbraio 2020

In seguito ai focolai registratisi in Lombardia e Veneto il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-2019. Il decreto interviene in modo organico, nella situazione di emergenza sanitaria internazionale dichiarata dall'Organizzazione mondiale della sanità, allo scopo di prevenire e contrastare l'ulteriore trasmissione del virus.

Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19

Decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 (GU n.45 del 23-2-2020)

Il Ministero della Salute emana, d'intesa con la Regione Lombardia, un'ordinanza che prevede:

  • la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico;
  • la sospensione dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;
  • la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura.

Ordinanza Ministero della Salute del 23 febbraio 2020

Il Presidente Conte firma il Dpcm 23 febbraio 2020 di attuazione delle disposizioni del DL 6/2020 per i Comuni delle Regioni Lombardia e Veneto interessati dalle misure di contenimento del contagio da Coronavirus.

24 febbraio 2020

Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, firma il decreto ministeriale che interviene sugli adempimenti a carico dei contribuenti residenti nei Comuni della c.d. "zona rossa" individuati dall'allegato 1 del Dpcm 23 febbraio 2020.
Il presidente della Giunta di Regione Lombardia firma il Decreto n. 498 del 24 febbraio – ulteriori misure applicative dell'ordinanza del 23 febbraio 2020 – riunioni in uffici pubblici ed attività di front-office

25 febbraio 2020

E' adottato un decreto che introduce nuove misure, rispetto a quelle già prese il 23 febbraio, volte al contrasto e alla prevenzione dell'ulteriore diffusione del virus COVID-19. Si tratta di misure in materia di svolgimento delle manifestazioni sportive di ogni ordine e disciplina, di organizzazione delle attività scolastiche e della formazione superiore, di prevenzione sanitaria presso gli Istituti penitenziari, di regolazione delle modalità di accesso agli esami di guida, di organizzazione delle attività culturali e per il turismo.

28 febbraio 2020

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto-legge recante misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9 (GU Serie Generale n.53 del 02-03-2020)

1 marzo 2020

In attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, viene firmato un nuovoDpcmche recepisce e proroga alcune delle misure già adottate per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 e ne introduce ulteriori, volte a disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e a garantire uniformità su tutto il territorio nazionale all'attuazione dei programmi di profilassi. Il nuovo Decreto interviene anche semplificando le modalità di accesso allo smart working, ed incentivando attraverso opportuni strumenti il cosiddetto Lavoro Agile.
Con l'entrata in vigore di questo Dpcm, cessa la vigenza di tutti quelli precedenti, adottati in attuazione del decreto-legge 3 febbraio 2020, n. 6.

4 marzo 2020

È annunciata la sospensione in tutta Italia delle attività didattiche negli istituti scolastici e nelle università dal 5 al 15 marzo al fine di contenere il contagio. E' stato firmato  Il relativo Dpcmrecante ulteriori misure per il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19.

8 marzo 2020

Firmato un nuovo Dpcm che prevede, in attuazione del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, ulteriori misure per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale. Con l'entrata in vigore (8 marzo 2020) del Dpcm, cessano di produrre effetti i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 marzo e 4 marzo 2020.

Più in dettaglio, l'art. 1 del nuovo Dpcm prevede la creazione di un'area unica, comprendente il territorio della Regione Lombardia e di altre 14 Province (cinque dell'Emilia-Romagna, cinque del Piemonte, tre del Veneto e una delle Marche). Nell'ambito di tale area viene prevista l'applicazione di misure rafforzate di contenimento dell'infezione alla luce della dinamica epidemiologica sviluppatasi in questi ultimi giorni. L'art. 2 del prevede la rideterminazione delle misure di contrasto dell'epidemia, soggette a uniforme applicazione sul resto del territorio nazionale.

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.

Dpcm 8 marzo 2020 (GU Serie Generale n.59 del 08-03-2020).

In riferimento al Dpcm 8 marzo 2020, il Ministro dell'Interno ha adottato la direttiva ai prefetti per l'attuazione dei controlli nelle "aree a contenimento rafforzato".

9 marzo 2020

Firmato il Dpcm 9 marzo 2020 recante nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull'intero territorio nazionale. Il provvedimento estende le misure di cui all'art. 1 del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. È inoltre vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. In ultimo, è modificata la lettera d dell'art.1 del Dpcm 8 marzo 2020 relativa agli eventi e manifestazioni sportive. Tali disposizioni producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale. Dpcm 9 marzo 2020 (G.U. Serie Generale n. 62 del 09/03/2020)

Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID-19. Decreto-legge 9 marzo 2020, n.14 (GU Serie Generale n.62 del 09-03-2020)

11 marzo 2020

Firmato il nuovo Dpcm recante ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 sull'intero territorio nazionale. Viene annunciata la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di generi alimentari, di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie. Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale. Dpcm 11 marzo 2020(G.U. Serie Generale n. 64 del 11/03/2020)

14 marzo 2020

Siglato tra sindacati e associazioni di categoria, ilprotocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Precisazioni riguardanti l'apertura dei mercati e dei centri commerciali nei giorni prefestivi e festivi.
Circolare del Ministro dell'Interno 14 marzo 2020

16 marzo 2020

Approvato il Decreto #CuraItalia, recante le nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell'emergenza coronavirus sull'economia.
Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18  #CuraItalia (G.U. 17 marzo 2020)

21 marzo 2020

Il presidente della Giunta di Regione Lombardia emana ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da covid-19. ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica: limitazione degli spostamenti su tutto il territorio regionale.

Di seguito una sintesi delle nuove limitazioni regionali che si aggiungono a quelle dei provvedimenti del Governo:

  • divieto di assembramento di più di due persone nei luoghi pubblici e sanzioni in caso di non rispetto fino a 5 mila euro;
  • monitoraggio clinico degli operatori sanitari prima dell'inizio del turno di lavoro;
  • sospensione dell'attività degli uffici pubblici e dei soggetti privati che svolgono attività amministrative, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali;
  • sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti;
  • sospensione delle attività inerenti ai servizi alla persona;
  • chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
  • chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell'emergenza. Gli ospiti già presenti dovranno lasciare le strutture entro le 72 ore successive all'entrata in vigore dell'ordinanza;
  • fermo delle attività nei cantieri edili, esclusi quelli per le ristrutturazioni sanitarie, ospedaliere ed emergenziali, oltre a quelli stradali, autostradali e ferroviari;
  • chiusura dei distributori automatici cosiddetti 'h24' che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;
  • divieto di praticare sport e attività motorie svolte all'aperto, anche singolarmente.

Restano invece aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie, ma deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza di un metro.

Ordinanza n. 514 del 21 marzo 2020.  Allegato 1: attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità Allegato 2: attività inerenti i servizi alla persona

22 marzo 2020

È adottata congiuntamente dal Ministro della Salute e dal Ministro dell'Interno una nuova ordinanza che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Firmato nuovo provvedimento che prevede la chiusura attività produttive non essenziali o strategiche. Aperti alimentari, farmacie, negozi di generi di prima necessità e i servizi essenziali. Le disposizioni sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall'ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale.

Dpcm 22 marzo 2020 (GU Serie Generale n.76 del 22-03-2020)

Il presidente della Giunta di Regione Lombardia emana ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica: sospensione attività in presenza delle amministrazioni pubbliche e dei soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative nonché' modifiche dell'ordinanza n. 514 del 21/03/2020.

Ordinanza n. 515 del 22/03/2020

23 marzo 2020

Il presidente della Giunta di Regione Lombardia ha firmato l'ordinanza 517 del 23 marzo 2020 che apporta modifiche all'ordinanza n. 515 del 22/02/2020.

Ordinanza regionale n. 517 del 23/03/2020

Approvato un decreto-legge (Decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19 GU Serie Generale n.79 del 25/03/2020) che prevede che, al fine di contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, possano essere adottate, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, una o più tra le misure previste dal decreto stesso. L'applicazione delle misure potrà essere modulata in aumento ovvero in diminuzione secondo l'andamento epidemiologico del predetto virus, una o più tra le misure previste dal decreto stesso, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente.

25 marzo 2020

Apportate alcune modifiche all'allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020.
Alle imprese che non erano state sospese dal DPCM 22 marzo 2020 e che, per effetto del presente decreto, dovranno sospendere la propria attività, sarà consentita la possibilità di ultimare le attività necessarie alla sospensione, inclusa la spedizione della merce in giacenza, fino alla data del 28 marzo 2020. Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19. Decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19GU Serie Generale n.79 del 25-03-2020.

Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 25 marzo 2020

1 aprile 2020

Firmato il Dpcm che proroga fino al 13 aprile 2020 le misure fin qui adottate per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid-19.
Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale. Dpcm 1 aprile 2020 (GU Serie Generale n.88 del 02-04-2020)

4 aprile 2020

Il Presidente della Giunta di Regione Lombardia emana ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. Ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell'art. 3 del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19.

L'ordinanza del 4 aprile prevede alcune novità rispetto alle misure di contenimento già in vigore:

  • l'obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere sé stessi e gli altri coprendosi naso e bocca con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe;
  • l'obbligo per gli esercizi commerciali aperti di fornire ai propri clienti guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l'igiene delle mani;
  • la possibilità di acquistare articoli di cartoleria all'interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari o beni di prima necessità (che sono quindi aperti). Ordinanza regionale n. 521 del 4 aprile 2020

6 aprile 2020

Approvato un decreto-legge "Liquidità" che introduce misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia. Il decreto interviene in sostegno alle imprese in difficoltà con misure specifiche su cinque principali ambiti: accesso al credito, sostegno alla liquidità, all'esportazione, all'internazionalizzazione e agli investimenti; misure per garantire la continuità delle aziende; rafforzamento dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e degli obblighi di trasparenza in materia finanziaria; misure fiscali e contabili; ulteriori disposizioni.

Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali.

DECRETO-LEGGE 8 aprile 2020, n. 23(GU Serie Generale n.94 del 08-04-2020)

Il presidente della Giunta di Regione Lombardia emana modifiche e integrazioni all'ordinanza n. 521 del 4 aprile 2020 recante "ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica dacovid-19".

Con ordinanza regionale del 6 aprile sono state introdotte le seguenti modifiche all'ordinanza del 4 aprile, in vigore dal 7 aprile:

  • i mercati coperti possono aprire a condizione che il Sindaco del comune di riferimento adotti e faccia osservare un piano per ogni specifico mercato che preveda quanto segue:
    1. presenza di un unico varco di accesso separato da quello di uscita;
    2. sorveglianza pubblica o, eventualmente privata, che verifichi il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e il rispetto del divieto di assembramento;
  • Possono rimanere in funzione i distributori automatici dei generi di monopolio e dei prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, ovunque collocati così come quelli presenti all'interno degli uffici, delle attività e dei servizi che in base ai provvedimenti statali possono continuare a restare in funzione, nel rispetto del distanziamento sociale.
  • È permesso il commercio al dettaglio di fiori e piante negli ipermercati e supermercati;
  • È consentita la vendita online, per corrispondenza, telefono, televisione e radio, con consegna a domicilio, di tutte le categorie merceologiche;
  • Le attività di cura e manutenzione del paesaggio (codice 81.3) sono consentite limitatamente alla cura e manutenzione di parchi, giardini e aree verdi finalizzate alla prevenzione di danni e alla messa in sicurezza delle stesse aree.

Ordinanza regionale n. 522 del 6 aprile 2020

10 aprile 2020

Firmato il nuovo Dpcmcon cui vengono prorogate fino al 3 maggio le misure restrittive sin qui adottate per il contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Con il nuovo Dpcm, a partire dal 14 aprile, sarà però permessa l'apertura delle cartolerie, delle librerie e dei negozi di vestiti per bambini e neonati e vengono inserite tra le attività produttive consentite la silvicoltura e l'industria del legno.

11 aprile 2020

Il Presidente della Regione Lombardia ha firmato la nuova ordinanza n. 528 dell'11 aprile 2020 che prevede misure per la prevenzione e la gestione dell'emergenza epidemiologica da covid-19 (in allegato in fondo alla pagina). Resta salvo, per gli aspetti non diversamente disciplinati dall'Ordinanza, quanto previsto dalle misure adottate con il Dpcm del 10 aprile 2020.

Rispetto al Dpcm, l'ordinanza regionale n.528 dell'11 aprile 2020, libri, articoli di carta, cartone, articoli di cartoleria e forniture per ufficio possono essere venduti esclusivamente negli ipermercati e nei supermercati oppure tramite la vendita via internet, corrispondenza, telefono, televisione e radio. Ordinanza regionale n. 528 del 11 aprile 2020

Come ampiamento sopra descritto, per rispondere all'emergenza sanitaria, i vari governi nazionali e regionali (per quanto attiene l'Italia), hanno sviluppato una normativa che ha avuto un'evoluzione molto rapida finalizzata principalmente a ridurre le possibilità di contagio e a dare sostegno ad un'economia che è parsa da subito molto colpita e che ne rimarrà colpita per un periodo certamente significativo (anche se è quasi impossibile fare previsioni).

L'emanazione dei sopra richiamati provvedimenti (e di altri) è andata ad incidere su un quadro normativo vasto che, per quanto riguarda questa guida, analizziamo solo per quanto concerne il mondo delle imprese.

I principali ambiti su cui ha inciso la normativa hanno riguardato la mobilità delle persone (e quindi dei lavoratori), la chiusura delle imprese (graduale e non totale), la sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro, la privacy/cybersecurity, la corretta gestione dei rifiuti.

L'introduzione e la modifica di alcune di queste norme ha acuito l'esposizione dell'azienda alle responsabilità previste dal D.Lgs. 231/2001 ed in particolare all'art.25 septies e all'art.25 undecies in relazione rispettivamente ai potenziali danni fisici per i lavoratori connessi alla violazione delle norme in materia di sicurezza e ai potenziali rischi ambientali connessi al corretto smaltimento di rifiuti speciali a rischio biologico.

https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglioArea/12

3. COVID-19: indicazioni specifiche sicurezza sul lavoro

Le normative sopra richiamate in ambito Sicurezza sul lavoro, hanno toccato i seguenti punti:

  • Informazione
  • Modalità d'ingresso in azienda
  • Modalità di accesso dei fornitori esterni
  • Pulizia e sanificazione in azienda
  • Precauzioni igieniche personali
  • Dispositivi di protezione individuale
  • Gestione degli spazi comuni (mensa, spogliatoi, aree fumatori…)
  • Organizzazione aziendale (smart work, turnazione, ...)
  • Gestione entrata ed uscita dei dipendenti
  • Spostamenti interni, riunioni ed eventi formativi
  • Gestione di una persona sintomatica in azienda
  • Sorveglianza sanitaria
  • Aggiornamento e protocollo di regolamentazione

Ricordando che ogni settore è soggetto a specifici accorgimenti che si possono trovare nelle pubblicazioni delle guide settoriali che metteremo a disposizione.

Indicazioni principali da mettere in atto

Obbligo a casa se con febbre oltre 37.5

Obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l'autorità sanitaria.

Controlli all’ingresso

Il personale, prima dell'accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea.

Limitare i contatti con i fornitori esterni

Per l'accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Va ridotto anche l'accesso ai visitatori.

Pulizia e sanificazione

L'azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.

Igiene delle mani

È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L'azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti.

Mascherine e guanti

Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è necessario l'uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici) conformi.

Spazi comuni con accessi contingentati (mense, spogliatoi, aree fumatori)

L'accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.

Possibile chiusura dei reparti non necessari e smart working

Limitatamente al periodo dell'emergenza Covid-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart work, o comunque a distanza. Come indicato nel DPCM dell'11 marzo 2020, si raccomanda venga attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza.

Ai sensi del Decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18, e sino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, hanno diritto di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione essa sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Inoltre, ai lavoratori del settore privato con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell'accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile.

Rimodulazione dei livelli produttivi e dei turni

Si può procedere a una rimodulazione dei livelli produttivi. Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l'obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili.

Stop trasferte e riunioni

Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale).

Orari ingresso-uscita scaglionati

Si favoriscono orari di ingresso/uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).

Gestione di un caso sintomatico

Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all'ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L'azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L'azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti. È costituito in azienda un Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali e del Rls.

4. COVID-19: indicazioni specifiche in materia di privacy e di cyber security

La diffusione del coronavirus ha comportato la dichiarazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativamente al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Proprio in ragione del rischio sanitario, le preposte Autorità hanno proceduto alla raccolta di dati personali, anche di tipo sanitario, per ragioni di accertamento e prevenzione (si pensi alla misurazione della temperatura corporea in aeroporto o dello stesso campionamento mediante "tampone").

Indicazioni principali da mettere in atto

Modalità d’ingresso

Il personale, prima dell'accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l'accesso in azienda.
La rilevazione della temperatura corporea sul luogo di lavoro costituisce un trattamento di dati personali per cui è fondamentale che la raccolta del dato da parte del datore di lavoro/titolare dell'azienda avvenga in conformità con quanto stabilito dalla normativa privacy vigente.

Il Datore di lavoro dovrà quindi:

  1. rilevare la temperatura corporea solo qualora sia necessario a documentare le ragioni che hanno impedito l'accesso ai locali;
  2. fornire l'informativa, in forma scritta e/o orale, sul trattamento dei dati personali. Come finalità del trattamento potrà essere indicata "la prevenzione dal contagio da COVID-19"; con riferimento alla base giuridica, "l'implementazione dei protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell'art. 1, n. 7, lett. d) del DCPM 11 marzo 2020"; mentre, con riferimento, alla durata del trattamento e/o di conservazione dei dati si potrà far riferimento "fino al termine dello stato di emergenza";
  3. definire le misure di sicurezza e organizzative (mediante l'individuazione dei soggetti preposti al trattamento, fornendo loro le istruzioni necessarie) adeguate, così da poter garantire la protezione dei dati personali. I dati personali non potranno in alcun modo essere diffusi o comunicati a terzi, al di fuori delle specifiche previsioni normative (es. Autorità sanitaria);
  4. nell'ipotesi di isolamento momentaneo del lavoratore dovuto dal superamento della soglia di temperatura, il datore di lavoro/titolare dell'azienda sarà tenuto a garantire la massima riservatezza e a tutelare la dignità del lavoratore.

Spostamenti del personale dipendente

Seppur il Garante Privacy ha chiarito che la comunicazione degli spostamenti dei cittadini fosse di competenza esclusiva delle autorità pubbliche, aziende sanitarie territoriali e protezione civile, deve aggiungersi che, come stabilito dal "Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti lavoro" del 14 marzo 2020, anche il datore di lavoro può richiedere al personale e/o a chi intende fare ingresso in azienda, tali informazioni.

Il datore di lavoro, quindi, deve prima di tutto informare preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell'accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al Covid-19 o provenga da zone a rischio, secondo le indicazioni dell'OMS. Il datore di lavoro potrà richiedere il rilascio di una dichiarazione attestante la non provenienza dalle zone a rischio epidemiologico e l'assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al Covid-19. La dichiarazione integra un trattamento di dati personali, per cui sarà necessario raccogliere solo i dati necessari, adeguati e pertinenti rispetto alla prevenzione del contagio da Covid-19.

5. COVID-19: indicazioni specifiche in materia di rifiuti

Le limitazioni generali alle attività economiche emanate in questi giorni non si applicano alla gestione dei rifiuti, fatte salve diverse indicazioni, e la raccolta e gestione dei rifiuti urbani, rappresenta un "servizio pubblico" che non può essere interrotto.

La gestione rifiuti in tutta la sua filiera (raccolta, trasporto, recupero e smaltimento) è un servizio pubblico che, anche in questa situazione di emergenza coronavirus, non deve essere interrotto. Come previsto dal Codice dell'ambiente D. Lgs. 152/2006, all'articolo 177.

Risulta fondamentale poter garantire il funzionamento dei servizi indispensabili, tra cui il sistema di gestione rifiuti, onde evitare ulteriori rischi sanitari per l'interruzione del ciclo.

L'indicazione si riferisce a tutte le tipologie di rifiuti, sia urbani che speciali, e che il decreto legislativo definisce la gestione dei rifiuti come "la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario": tutte le attività elencate, pertanto, sono di pubblico interesse. Anche i "centri di raccolta" comunali, fanno parte della filiera della gestione dei rifiuti urbani e quindi sono "attività di pubblico interesse" e servizio pubblico, che non rientrano nelle attività per cui è previsto obbligo di chiusura dalle recenti disposizioni statali.

Lo stesso vale per gli impianti di gestione dei rifiuti che devono poter continuare la propria attività.

Per assicurare una corretta gestione dei rifiuti urbani in questo periodo di emergenza l'Istituto Superiore di Sanità ha realizzato una guida pratica su come gestire tali rifiuti i definendo semplici regole, soprattutto per chi è in isolamento domiciliare perché risultato positivo al coronavirus o per chi è in quarantena obbligatoria. In questi casi, ad esempio, i rifiuti non devono essere differenziati, ma vanno buttati tutti insieme e chiusi bene in due o tre sacchetti resistenti (uno dentro l'altro) nel contenitore dei rifiuti indifferenziati e gestiti con la seguente modalità:

  • Devono essere classificati come rifiuti potenzialmente infettivi (Circolare n. 5443 del 22/02/2020 del Ministero della Salute).
  • Il codice CER da attribuire è il: 18 01 03* rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni
  • La caratteristica di pericolo è: HP9
  • Il trasporto dei rifiuti è soggetto alla normativa ADR.
  • I rifiuti devono essere confezionati negli imballaggi idonei a contenere i rifiuti infettivi rispondenti alla disposizione d'imballaggio P621: imballi omologati di tipo Y – Fusti (1A2, 1B2, 1N2, 1H2, 1D, 1G); Casse/scatole (4A, 4B, 4N, 4C1, 4C2, 4D, 4F, 4G, 4H1, 4H2).
  • La classificazione da utilizzare per il trasporto ADR è: UN 3291 rifiuti (bio)medicali n.a.s.
    Classe: 9 Gruppo di imballaggio: II
  • Il limite per il trasporto in esenzione parziale, secondo la sezione 1.1.3.6 ADR, è di 333 kg (categoria di trasporto 2).

Se invece non si è positivi o in quarantena, la raccolta differenziata continua come sempre, usando però l'accortezza di smaltire i fazzoletti di carta, le mascherine e i guanti usa e getta (di qualsiasi materiale) nella raccolta indifferenziata, chiudendo bene il tutto in due o tre sacchetti resistenti (uno dentro l'altro).

A fronte di quanto sopra esposto si ricorda che le aziende sono sottoposte a sanzioni relative al D.lgs 231/01 per Reati ambientali (Art. 25-undecies, D.Lgs. n. 231/2001) [articolo aggiunto dal D.Lgs. n. 121/2011, modificato dalla L. n. 68/2015, modificato dal D.Lgs. n. 21/2018] nel particolare:

  • Attività di gestione di rifiuti non autorizzata (D. Lgs n.152/2006, art. 256)
  • Traffico illecito di rifiuti (D. Lgs n.152/2006, art. 259)

Sarà molto importante il processo di informazione verso i propri lavoratori che dovranno essere edotti rispetto alle nuove procedure, all'utilizzo dei dpi e a qualsiasi elemento che possa essere d'aiuto nella riduzione del rischio di contagio.  L'azienda, attraverso le modalità più idonee ed efficaci, dovrà informare tutti i lavoratori, e chiunque entri in azienda, sulle disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all'ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi dépliant informativi e dovrà quindi organizzare momenti di formazione interni avvalendosi, se del caso, dell'aiuto di un esperto.

Altrettanto importante è anche la comunicazione verso l'esterno cioè verso quei soggetti che saranno in contatto diretto o indiretto con l'azienda.

Si dovrà provvedere ad organizzare un sistema di comunicazione efficiente ed efficace verso i propri clienti, fornitori e stakeholders.

Oggetto della comunicazione sarà:

  • Date e modalità ripartenza
  • Protocollo di gestione dell'emergenza
  • Procedure per l'accesso all' azienda da parte di enti esterni
  • Funzioni aziendali a cui riferirsi per avere informazioni
  • Strumenti in dotazione all'azienda per prevenire il contagio (termoscanner, dpi)

Tali informazioni possono essere di tipo generale e ricomprese all'interno di un sistema di informazione coordinata diffusa tramite canali convenzionali:

  • Sito internet e social- network
  • Newsletter

Oppure possono essere di tipo particolare, legate ad un ambiente di lavoro, ad una tipologia di mansione e quindi gestite direttamente con l'interlocutore o posizionate nell'ambiente interessato:

  • Fisicamente esternamente alle sedi
  • Ove vi sia un punto di contatto operativo con l'esterno (es.: ingressi, bocche di carico…)
  • Mail dirette

6. Azioni da intraprendere per mettere in sicurezza l’impresa

La pandemia dopo i gravissimi danni sanitari sta portando con sé danni economici finanziari importantissimi che avranno ripercussioni fortissime per lungo tempo. Abbiamo sopra riportato alcuni scenari a livello macro che non sono altro che la somma di situazioni che ritroveremo a livello di singola impresa. L'imprenditore deve pensare alla sua continuità aziendale partendo certamente dalla messa in sicurezza della propria impresa, primo passo per garantire continuità aziendale.
Non sappiamo quando tutto questo finirà ma dobbiamo pensare, in tempi brevi, a comprendere quali saranno gli effetti di questa "emergenza" sui conti delle nostre imprese e a come ripartire.

6.1 Analisi strategica: stress test

Per verificare la resistenza delle imprese di fronte a situazioni di crisi e mettendone in evidenza i "punti di non ritorno" è possibile ricorrere all'analisi strategica (stress test) che porta alla definizione degli scenari (attualmente indefinibili) facendo riferimento a tre dimensioni rilevanti:

  1. reddituale;
  2. patrimoniale;
  3. finanziaria.

L'output atteso è la costruzione di un "budget finanziario" fondato su più scenari, anche molto diversi. Le imprese italiane hanno sempre dedicato minore rilevanza alla dimensione finanziaria e agli strumenti per la sua gestione concentrandosi maggiormente sulla dimensione reddituale.

Dimensione reddituale

L'impatto reddituale va determinato guardando alla riduzione attesa dei ricavi complessivi. Contemporaneamente, è necessario stimare l'impatto sui costi, con particolare riguardo:

  1. ai costi variabili, sostanzialmente le materie prime e le lavorazioni;
  2. ai servizi;
  3. alle possibilità di intervento sui costi fissi (leva operativa), con prevalente riferimento al costo del lavoro e agli ammortamenti (anche se non hanno riflessi finanziari).

In questo modo si ottengono dei conti economici previsionali, fino al reddito operativo, necessari:

  • per conoscere i risultati economici parziali (Ebitda, Ebit) e per valutare gli accordi finanziari fondati sull'Ebitda;
  •  per capire quanto la riduzione della redditività possa influire sulla sostenibilità del debito e sul suo mantenimento;
  •  per valutare l'impatto finanziario.

Dimensione patrimoniale

La seconda dimensione è quella patrimoniale, necessaria per valutare se i mezzi propri possono coprire l'emergere di eventuali perdite. Da tenere molto in considerazione, visto che il nuovo codice della crisi pone come primo elemento di allerta proprio il patrimonio netto negativo.

Dimensione finanziaria

La terza dimensione, quella più critica, è la finanziaria, articolata in tre parti, collegate tra loro:

  • l'attività operativa corrente;
  • l'attività di investimento;
  • l'attività di finanziamento.

L'attività operativa corrente è finalizzata a determinare gli effetti sul capitale circolante, sia per valutarne le variazioni, sia per verificare la liquidità prodotta o assorbita.
L'attività di investimento rappresenta un elemento di forte criticità, perché da una parte vi è la tendenza "ad aspettare", dall'altra la necessità di essere pronti quando "si ripartirà". L' analisi riguarda la determinazione della grandezza e dei tempi degli investimenti già oggetto di programmazione valutandone la rilevanza strategica e recuperabilità alla luce dei nuovi scenari oppure di definirne dei nuovi, alternativi o aggiuntivi.
Infine, l'attività di finanziamento, cioè il servizio del debito. Inizialmente si fa riferimento ai debiti finanziari esistenti, differenziando quelli a breve da quelli a lungo.
L'analisi dei debiti in essere permette una prima determinazione degli oneri finanziari, che deve essere integrata dopo la valutazione complessiva degli effetti finanziari.
L'analisi congiunta delle tre attività porta alla determinazione, dell'impatto finanziario totale, cioè delle risorse finanziarie necessarie a supportare la situazione di crisi e dei tempi di reperimento. Questo, oltre a eventuali richieste verso il sistema bancario, porta alla valutazione della necessità:

  •  di eventuali rinegoziazioni dei debiti esistenti
  • di ricercare ulteriori fonti finanziarie e di aiuto verso il sistema esterno diverso dalle banche.

6.2 Liquidità finanziarie e d’investimento necessarie per la ripartenza

Alla luce di quanto sopra, proviamo ad indicare, passo per passo, cosa potrebbe utilizzare l'imprenditore per far fronte alle esigenze operative, di liquidità, finanziarie e di investimento che necessità per la ripartenza.
Esistono una serie di incentivi già presenti e alcuni pensati e resi disponibili in concomitanza dell'emergenza economica, erogati dallo Stato (anche con l'utilizzo di Fondi strutturali della Commissione Europea), dagli Enti Locali e da Enti a partecipazione Statale che possono essere d'aiuto.
In primo luogo le aziende dovranno garantire di poter far fronte agli impegni finanziari e alle scadenze ordinarie.
A tal proposito sia il Decreto Legge del 2 marzo 2020 n. 9, sia il Decreto Legge del 17 marzo 2020 n. 18, sia l'Addendum all'Accordo per il Credito 2019 del 6 marzo 2020, sia il Decreto Legge del 8 aprile 2020 n. 23, sia le misure di Cassa Depositi e Prestiti possono sostenere l'azienda nel mantenimento e nella gestione della liquidità necessaria agli impegni di breve e medio periodo.

Con Decreto Legge 2 marzo 2020 n. 9 e con circolare MCC 4/2020, è stato definito per la durata di dodici mesi, per le micro, piccole e medie imprese con sede o unità locali ubicate nei Comuni di cui all'Allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° marzo 2020, l'intervento del Fondo di Garanzia  concesso a titolo gratuito, con priorità di istruttoria e delibera, e con la copertura massima per tutte le operazioni dell'80% dell'ammontare di ciascuna operazione di finanziamento per la garanzia diretta e 90% dell'importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia per la riassicurazione.

Per far fronte ad esigenze di liquidità ed alle scadenze dei finanziamenti il Decreto Legge del 17 marzo 2020 n. 18 e il Decreto Legge 8 aprile n. 23 hanno previsto una serie di misure ed in particolare l'art 13 del D.L. 23/2020 che abroga l'art. 49 del D.L. 18/2020, prevede fino al 31 dicembre 2020 alle imprese con al massimo 499 dipendenti con sede in Italia che la garanzia del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI:

  • è concessa gratuitamente e l'accesso è garantito senza utilizzo del modello di valutazione del fondo;
  • l'importo massimo totale garantito per azienda è elevato da 2,5 a 5 milioni di euro. Una volta raggiunti i 5 milioni le PMI, potranno utilizzare anche un plafond riservato di 30 miliardi di garanzia SACE;
  • è concessa su finanziamenti fino a n°6 anni per importi massimi inferiori al:
    1. doppio della spesa salariale annua del beneficiario (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell'impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti) per il 2019 o per l'ultimo anno disponibile. Per le imprese costituite dal 1º gennaio 2019, l'importo massimo non può superare i costi salariali previsti per i primi due anni di attività;
    2. 25% del fatturato del 2019;
    3. fabbisogno, da attestare con autocertificazione, per costi del capitale di esercizio e per costi di investimento nei successivi 18 mesi, nel caso di piccole e medie imprese, e nei successivi 12 mesi, nel caso di imprese con numero di dipendenti non superiore a 499;
    4. la percentuale di copertura per la garanzia diretta all'impresa è aumentata all'80%, che salirà al 90%;
  • la percentuale di copertura per la riassicurazione è aumentata al 90% dell'importo garantito da Confidi o altri fondi di garanzia, che potrà salire al 100% e a condizione che le garanzie rilasciate dal Confidi non superino il 90% e a condizione che le garanzie da questi rilasciate non prevedano il pagamento di un premio che tiene conto della remunerazione per il rischio di credito assunto dal Fondo; può essere richiesta anche su operazioni già perfezionate ed erogate dopo il 31 gennaio e non oltre 3 mesi dalla presentazione della richiesta e, comunque, a patto che il finanziatore riduca il tasso di interesse applicato all'impresa e comunichi tale riduzione al Fondo;
  • è estesa automaticamente in caso di sospensione del pagamento della quota capitale o dell'intera rata di finanziamenti già garantiti dal Fondo;
  • non prevede il pagamento della commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie (a carico dei soggetti finanziatori richiedenti).

La garanzia è concessa anche in favore di imprese che presentano dopo il 31 gennaio 2020 esposizioni nei confronti del finanziatore classificate come "inadempienze probabili" o "scadute o sconfinanti deteriorate" o che dopo 31 dicembre 2019, sono state ammesse a procedure concorsuali (concordati in continuità, art. 182 bis o art. 67).

Inoltre:

  • possono beneficiare della garanzia diretta all'80% e del 90% della garanzia Confidi anche operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l'erogazione di credito aggiuntivo di almeno il 10% dell'importo del debito residuo;
  • per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico – alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500.000 euro, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti;
  • le garanzie su portafogli di minibond sono concesse a valere sulla dotazione disponibile del Fondo, assicurando la sussistenza, tempo per tempo, di un ammontare di risorse libere del Fondo, destinate al rilascio di garanzie su singole operazioni finanziarie, pari ad almeno l'85 percento della dotazione disponibile del Fondo;
  • per le PMI di minori dimensioni e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che autocertificano di essere danneggiati dall'emergenza di COVID-19 e che richiedono nuovi finanziamenti con:
    • importi fino al 25% dei ricavi 2019 e tetto massimo di 25.000 euro;
    • preammortamento di 24 mesi e durata massimo di 6 anni;
    Il Fondo garantirà il 100% del finanziamento, gratuitamente e automaticamente, permettendo al finanziatore di erogare la somma senza attendere l'esito definitivo dell'istruttoria da parte del Fondo. La banca applicherà all'operazione finanziaria un tasso di interesse massimo.
  • per le PMI con ricavi fino a 3.200.000 euro che autocertificano di essere danneggiate dall'emergenza di COVID-19 e che richiedono nuovi finanziamenti con:
    • importi fino al 25% dei ricavi 2019;
    la garanzia può arrivare dal 90% al 100% del finanziamento, combinandola a quella rilasciabile da un Confidi.
  • l'art. 1 del D.L. 23/2020 prevede garanzie da parte dello Stato concesse attraverso la società SACE, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore delle banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma e ogni dimensione.
    Le imprese potranno ottenere una copertura dell'importo del finanziamento sulla base del numero dei dipendenti e del volume del fatturato, precisamente per:
    • le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell'importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l'accesso alla garanzia;
    • le imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro ottengono una copertura pari all'80% dell'importo del finanziamento e al 70% se hanno un fatturato sopra i 5 miliardi.
    L'importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall'azienda e, per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l'accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia
  • l'art. 56 del D.L. 18/2020 prevede una moratoria per le micro (le cc.dd. partite IVA), piccole e medie imprese (PMI), i professionisti e le ditte individuali:
    • la possibilità di utilizzare la parte non utilizzata delle aperture a revoca e dei prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o quelli alla data del 17 marzo, se superiori. Gli importi accordati dalla banca o dall'intermediario finanziario non possono essere revocati, neanche in parte fino al 30 settembre 2020;
    • la proroga alle medesime condizioni fino al 30 settembre 2020 dei prestiti non rateali con scadenza prima del 30 settembre 2020;
    • la sospensione fino al 30 settembre 2020 del pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020, per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie. È facoltà dell'impresa chiedere la sospensione dell'intera rata o dell'intero canone o solo della quota capitale. La sospensione del pagamento delle rate da parte delle imprese si applica anche alla Nuova Sabatini

Le banche possono inoltre offrire ulteriori forme di moratoria, ad esempio quelle previste dall'apposito Accordo per il credito 2019, sottoscritto per rinnovo il 15 novembre 2018, tra l'ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane (AGCI, Confcooperative, Legacoop) CIA-Agricoltori Italiani, CLAAI, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confindustria e Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti), ampliato e rafforzato dall'Addendum del 6 marzo 2020. L'accordo sottoscritto prevede la moratoria riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall'emergenza epidemiologica "COVID-19". La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui), anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare. In questo ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.

Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell'ammortamento. Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni.
Nell'accordo è previsto che, ove possibile, le banche possono applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell'Accordo stesso e si auspica che, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, si accelerino le procedure di istruttoria.
Con DGR n. 2995 del 30 marzo 2020 anche Regione Lombardia ha aderito all'Addendum all'Accordo per il credito 2019 del 6 marzo 2020, che ha esteso l'applicazione della misura "Imprese in Ripresa 2.0" di cui all'Accordo per il Credito 2019 ai finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020. Con la medesima DGR Regione Lombardia ha ampliato la platea delle agevolazioni per le quali poter accedere alla Moratoria Regionale e ne ha esteso l'applicabilità alle imprese di tutte le dimensioni. Ciò consente alle imprese lombarde - in possesso dei requisiti richiesti - di sospendere il pagamento della quota capitale o di allungare la scadenza fino al 100% della durata residua dell'ammortamento dei finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020 a valere su misure agevolative regionali elencate nel bando.

Cassa Depositi e Prestiti (CDP) in collaborazione con SACE e SIMEST ha previsto un Piano di interventi da 17 miliardi di euro a sostegno dell'economia italiana, durante l'emergenza Covid-19, ed in particolare:

  • è prevista l'erogazione di liquidità a tassi calmierati per le PMI e Mid-cap tramite il sistema bancario; la concessione di finanziamenti agevolati, garanzie e moratorie sui finanziamenti a medio-lungo termine per supportare le attività di export e internazionalizzazione delle Pmi, il differimento del pagamento delle rate in scadenza nell'anno 2020 dei mutui per i comuni della prima Zona rossa;
  • è prevista una nuova linea di intervento, dedicata a fornire liquidità immediata alle imprese (indicativamente con fatturato superiore ai 50 milioni di euro) in attesa dell'avvio operativo dei meccanismi di garanzia previsti dal DL Cura Italia. Tale linea prevede che CDP possa erogare, anche in pool con altre Istituzioni finanziarie, finanziamenti di durata fino a 18 mesi a copertura dei fabbisogni finanziari delle imprese per esigenze temporanee di liquidità, supporto al capitale circolante e sostegno agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende. La quota di CDP nell'ambito di tali finanziamenti sarà di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro.

Oltre a quanto sopra al fine di sostenere l'azienda nel mantenimento e nella gestione della liquidità è assolutamente necessaria un'attività di rinegoziazione dei debiti e dei crediti commerciali, al fine di ottenere un corretto bilanciamento di entrate e uscite, mantenendo un corretto rapporto con fornitori e clienti assolutamente essenziale al momento della ripartenza.

Per quanto concerne il pagamento nel breve periodo di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e assicurazione obbligatoria, adempimenti e versamenti fiscali e contributivi il Consiglio dei Ministri ha previsto una serie di misure (si è in attesa delle misure previste per i mesi di aprile e maggio), in particolare ​il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 "Cura Italia" e il Decreto Legge 8 aprile 2020 n. 23 "Decreto Liquidità" hanno previsto:

  • all'art. 61 del D.L. 18/2020 e all'art. 18 del D.L. 23/2020 la sospensione (già in vigore dal 2/03 per alcune categorie di imprese localizzate all'interno della zona rossa di cui al del Decreto Legge del 2 marzo 2020 n. 9) fino al 30/04/2020, di:
    • termini relativi ai versamenti delle ritenute alla fonte, che le imprese operano in qualità di sostituti d'imposta;
    • termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria.
    La sospensione si applica a: imprese turistico-ricettive, agenzie di viaggio e turismo e tour operator (già previsti dal D.L. del 2 marzo). Inoltre (decreto Cura Italia):
    • federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi e simili;
    • soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché discoteche, sale da ballo e simili;
    • ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse;
    • soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi;
    • attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub;
    • musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali;
    • asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l'infanzia, servizi didattici di primo e secondo grado, corsi di formazione professionale e simili;
    • soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili;
    • aziende termali e centri per il benessere fisico; stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali;
    • servizi di trasporto merci e trasporto passeggeri;
    • servizi di noleggio di mezzi di trasporto;
    • servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni;
    • attività di guida e assistenza turistica;
    • organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali e delle province autonome, associazioni di promozione sociale, che esercitano una o più attività di interesse generale.
    I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Non verrà rimborsato quanto già versato.
  • all'art. 62 del D.L. 18/2020:
    • per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall'effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.
    • per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente (2019): sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020, relativi a:
      • ritenute alla fonte e trattenute relative all'addizionale regionale e comunale;
      • IVA;
      • contributi previdenziali e assistenziali, e premi per l'assicurazione obbligatoria.
  • all'art. 18 del D.L. 23/2020:
    • la sospensione per i mesi di aprile e maggio 2020 del pagamento IVA, ritenute e contributi per i soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% dei ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% per chi ha redditi superiori a 50 milioni;
    • la sospensione in ogni caso dei detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
    • la sospensione per i mesi di aprile e maggio 2020 del versamento IVA per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), se il calo del fatturato sia di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni.
    I versamenti sospesi saranno effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal medesimo mese di giugno 2020.
  • all'art. 19 del D.L. 23/2020 (che abroga il comma 7 dell'art 62 del D.L. 18/2020) per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 400 mila euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data del 17 marzo 2020, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo 17 marzo - 31 maggio 2020 non sono assoggettati alle ritenute d'acconto di cui agli artt. 25 e 25-bis del DPR 600/1973 da parte del sostituto di imposta, a condizione che nel
  • mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato.

Oltre alle misure strettamente di carattere finanziario ve ne sono altre che hanno comunque un impatto determinante a livello finanziario: innanzitutto le misure sul lavoro.
Per fronte alla riduzione dell'attività e per cercare di sostenere le aziende il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, la circolare Inps del 20 marzo 2020 n. 1287, il messaggio Inps del 23 marzo 2020 n. 1281 e la circolare Inps del 28 marzo 2020 n. 47, ha previsto misure rapide legate ammortizzatori sociali ed in particolare:

  • l'art. 19 disciplina l'accesso alla Cassa Integrazione Guadagni (Cigo) Ordinaria, fino a 9 settimane, per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, con condizioni agevolate rispetto al regime ordinario, alle imprese che rientrano nel campo di applicazione della cassa integrazione che sospendono o riducono l'attività lavorativa per eventi riconducibili all'epidemia da Coronavirus, utilizzando la specifica causale "emergenza COVID-19".
    La (Cigo) è uno strumento rivolto ai lavoratori del settore industriale.
    L'importo che viene corrisposto è pari all'80% della retribuzione totale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le zero ore e il limite orario contrattuale, entro un limite massimo mensile stabilito;
  • l'art. 20 prevede per le imprese che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs), la possibilità di accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario di cui all'articolo 19. Dette imprese devono rientrare tra quelle che possono richiedere il trattamento di integrazione ordinario. Potranno beneficiare le categorie di lavoratori che normalmente avrebbero diritto alla Cigo anche i medesimi lavoratori beneficiari della Cigs a totale copertura dell'orario di lavoro. La domanda di integrazione salariale ordinaria deve essere presentata per la causale Covid-19 nazionale sospensione Cigs;
  • l'art. 21 precisa che i datori di lavoro, iscritti al Fondo di Integrazione Salariale (Fis), che alla data del 23 febbraio 2020 hanno in corso un assegno di solidarietà, possono presentare domanda di concessione dell'assegno ordinario che sospende e sostituisce l'assegno di solidarietà già in corso. La concessione può riguardare anche i lavoratori dell'assegno a totale copertura dell'orario di lavoro. I periodi in cui vi è coesistenza tra assegno di solidarietà e assegno concesso ai sensi dell'art 19, non sono conteggiati ai fini dei limiti di legge.
  • l'art. 22 disciplina la Cassa Integrazione Guadagni in Deroga. Il trattamento in questione è rivolto ai datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro. Prevede una copertura di n°9 settimane. Essendo di competenza regionale, è previsto espressamente che la concessione del trattamento è sottoposto a un accordo tra Regioni o Province autonome con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro. Beneficiari sono i lavoratori assunti alla data del 23 febbraio 2020 a prescindere dall'anzianità di servizio maturata.

Non possiamo dimenticarci che per garantire una continuità aziendale è necessario comunque pensare al futuro e per pensare al futuro non è possibile, in un mercato così competitivo, arrestare gli investimenti. È necessario pertanto conoscere quali sono.

6.3 Incentivi a disposizione per poter sostenere la politica degli investimenti dell’impresa

A tal riguardo una carrellata delle principali misure suddivise per tipologia:

Investimenti produttivi necessari all’incremento, all’ammodernamento e miglioramento della produzione

Investimenti in risparmio energetico, innovazione tecnologica e Piano Transizione 4.0

Sono incentivi necessari a creare un cambiamento che permetterà alle aziende non solo di ripartire ma di consolidarsi sul mercato di riferimento ovvero trovare nuovi sbocchi.

  • Credito imposta per l'acquisto di beni 4.0 ai sensi della L. 232/2016 s.m.i. come modificata e integrata dalla L. 160/2019 commi da 184 a 197
    Previsto un credito imposta fino al 40% per l'acquisto di beni materiali e immateriali collegati con il piano "Transizione 4.0" e da interconnettere al processo produttivo.
    Sono ammissibili investimenti effettuati a decorrere dal 01/01/2020 e fino al 31/12/2020, ovvero entro il 30/06/2021 a condizione che entro la data del 31/12/2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
  • Contributi per lo sviluppo di soluzioni innovative I4.0
    Previsto un contributo a fondo perduto del 50% nel limite massimo di euro 50.000,00 per progetti di sperimentazione, prototipazione e messa sul mercato di soluzioni, applicazioni, prodotti/servizi innovativi Impresa 4.0 prontamente cantierabili e che dimostrino il potenziale interesse di mercato, con una particolare attenzione per:
    • i progetti che dimostrino effetti positivi in termini di eco-sostenibilità dei servizi/prodotti proposti;
    • i progetti che intendano fornire una risposta alla situazione emergenziale causata dall'epidemia di Coronavirus (COVID 19), in particolare soluzioni riguardanti la prototipazione o lo sviluppo di dispositivi e/o componenti di ambito medicale o per la sicurezza sul lavoro e/o l'innovazione dei processi di gestione dell'emergenza.
    Le domande di contributo devono essere presentate dal 20 aprile 2020 fino al 30 giugno 2020.
  • Credito imposta ricerca e sviluppo per l'anno 2019 ai sensi del D.L. 145/2013 art. 3 e s.m.i.
    Previsto un credito imposta fino al 50% con un massimo di euro 10.000.000,00 sulle spese incrementali (rispetto alla media 2012-2014) relative all'attività di ricerca e sviluppo svolta nel 2019.
    Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel corso del quale sono stati sostenuti i costi.
    l credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all'avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.
  • Credito imposta ricerca e sviluppo per l'anno 2020  ai sensi del D.L. 145/2013 art. 3 e s.m.i. come modificato e integrato dalla L. 160/2019 commi da 198 a 209
    Previsto un credito imposta fino al 12% e fino ad un massimo di euro 3.000.000,00 sulle spese relative alle attività di ricerca e sviluppo, alle attività di innovazione tecnologica finalizzata alla realizzazione/miglioramento di prodotti e processi e all'attività di design e ideazione estetica.
    Il credito di imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel corso del quale sono stati sostenuti i costi.
    l credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di maturazione, subordinatamente all'avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione previsti.
  • Incentivi per diagnosi energetiche e ISO 500001
    È previsto un contributo a fondo perduto del 50% con un massimo di euro 8.000,00 per la diagnosi energetica e 16.000,00 per l'adozione del sistema di gestione ISO 50001.
    Le domande possono essere presentate dal 24/02/2020 al 31/03/2022, salvo esaurimento fondi.

Investimenti in formazione

  • Credito imposta formazione per le spese di formazione 4.0 ai sensi dell'articolo 1, commi da 46 a 56, della legge 27 dicembre 2017 n. 205
    Previsto un credito d'imposta fino al 60% fino ad un massimo di 300.000,00 euro per attività di formazione finalizzate all'acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente (titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato) dell'impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal "Piano Transizione 4.0".
    Il credito d'imposta è utilizzabile, a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, esclusivamente in compensazione.
  • Fondi Interprofessionali (Fondimpresa, Fondo Professioni, Forte, Fonarcom, Formazienda, ecc.): organismi a cui le aziende possono decidere di versare un contributo pari allo 0,30% del monte salari dei dipendenti, in modo da accantonare un conto da riutilizzare per finanziare in tutto o in parte la formazione dei dipendenti. I vari Fondi prevedono una serie di bandi e misure a cui le aziende possono accedere in ogni momento dell'anno.

Investimenti per la creazione di nuove imprese

Aiuti alla promozione, alla commercializzazione e all’export

Interventi necessari al rispetto del protocollo sulla sicurezza siglato il 14 marzo 2020

Inoltre, le aziende e i professionisti dovranno continuare ad attivare politiche di Smart Working al fine di ridurre gli assembramenti e la possibilità di contatto.

  • Credito d'imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro ai sensi del D.L. 18/2020 art. 64
    È previsto un credito imposta del 50% fino ad un massimo di euro 20.000,00 per incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, quale misura di contenimento del contagio del virus COVID-19. Fondi disponibili 50 milioni di euro.
    Il D.L. 23/2020 ha previsto l'allargamento anche all'acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali del credito d'imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro;
    Bando di prossima pubblicazione.
  • Incentivi a piani aziendali di Smart Working POR FSE Lombardia 2014-2020 Azione 8.6.1. e D.g.r. Lombardia 2632/2019 s.m.i.
    Sono previsti contributi sottoforma di voucher fino a euro 22.500,00 al fine di promuovere modelli innovativi di organizzazione del lavoro per incrementare la produttività aziendale e il benessere di lavoratori e lavoratrici, e ad agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Attualmente il bando è sospeso per esaurimento fondi. Si è in attesa di riapertura.
  • Rimborso delle spese per l'avvio del telelavoro ai professionisti iscritti a E.BI.PRO.
    È previsto un contributo fino ad euro 2.500,00 in favore del datore di lavoro per le spese sostenute per l'acquisto delle strumentazioni necessarie all'avvio di piani di Smart Working effettuati a partire dal 1° marzo 2020.
    Le domande potranno essere presentate fino ad esaurimento fondi.

Conclusioni

Auspichiamo con questa guida di essere riusciti a dare in un unico documento un quadro esaustivo ma al contempo semplificato del nuovo contesto in cui le nostre imprese si troveranno ad operare avendo riguardo di conoscere le norme, le responsabilità e le opportunità con le quali ci si dovrà confrontare e delle quali si potrà approfittare per ripartire.
Rimane inteso che la differenza, la faranno sempre la passione, la voglia, la determinazione e il coraggio che ogni imprenditore, con l'aiuto della propria squadra, riuscirà a mettere in campo per vincere questa sfida epocale e riconquistarsi il mercato e un pezzettino di posti al sole.

Buona fortuna a tutti!

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