Credito d'imposta per l'acquisto di beni 4.0

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L. 232/2016 e s.m.i.

Agevolarating:

Fondi disponibiliModulisticaEntità agevolazioniProcedura

Credito d'imposta fino al 40%.

La presente normativa sostituisce quella relativa all'iperammortamento di cui alla Legge 145/2018, le cui disposizioni restano valide per gli investimenti effettuati tra il 01/01/2020 e il 31/12/2020, in relazione ai quali entro la data del 31/12/2019 il relativo ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Beneficiari: tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Interventi ammissibili e credito d'imposta spettante.

  1. Investimenti aventi a oggetto beni ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 232/2016 (beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello "Industria 4.0"): credito d’imposta del 40% del costo, per la quota di investimenti fino a euro 2.500.000,00, e del 20% del costo, per la quota di investimenti oltre euro 2.500.000,00, e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a euro 10.000.000,00. 
  2. investimenti in beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa di cui all’allegato B annesso alla legge 232/2016 (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali "Industria 4.0"): credito d’imposta del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 700.000,00. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni di cui al predetto allegato B mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Sono ammissibili investimenti effettuati a decorrere dal 01/01/2020 e fino al 31/12/2020, ovvero entro il 30/06/2021 a condizione che entro la data del 31/12/2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. 

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo ridotte a tre per gli investimenti di cui al punto 2.
Il credito è utilizzabile a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni.
Nel caso in cui l’interconnessione dei beni di cui al punto 1 avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione è comunque possibile iniziare a fruire del credito d’imposta per la parte spettante per i beni strumentali (credito d'imposta del 6% nel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 2.000.000,00).

Le imprese che si avvalgono di tali misure effettuano una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico. Con apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico saranno stabiliti il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo d’imposta agevolabile.

Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto. 

Le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B annessi alla legge 232/2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a euro 300.000,00, l’onere documentale di cui sopra può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

I soggetti che si avvalgono del credito d’imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. A tal fine, le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni normative.

Le disposizioni di cui sopra non si applicano agli investimenti effettuati tra il 01/01/2020 e il 31/12/2020, in relazione ai quali entro la data del 31/12/2019 il relativo ordine sia stato accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, per i quali restano valide le precedenti disposizioni

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Riferimento di legge: L. 232/2016 e s.m.i.Scadenza: 30-06-2021Documenti allegati (registrati per vederli): 1325_Credito d'imposta per beni 4.0.zip

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