Aiuti per il rilancio delle aree di crisi industriale

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L. 181/1989

Agevolarating:

Fondi disponibiliModulisticaEntità agevolazioniProcedura

Finanziamento agevolato, contributo in conto impianti e partecipazione al capitale dell'impresa.

L’intervento di cui alla legge 15 maggio 1989, n. 181 è finalizzato al rilancio delle attività industriali, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al sostegno dei programmi di investimento e allo sviluppo imprenditoriale delle aree colpite da crisi industriale e di settore.

Beneficiari: imprese costituite in forma di società di capitali, ivi incluse le società cooperative di cui all’articolo 2511 e seguenti del codice civile, e le società consortili di cui all’articolo 2615-ter del codice civile.
Sono ammesse alle agevolazioni anche le reti di imprese mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete. Le reti devono essere composte da un numero minimo di 3 imprese e un massimo di 6 imprese.

Programmi ammissibili.

Programmi di investimento produttivo, volti a:

  • realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative;
  • ampliamento e/o riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione;
  • realizzazione di nuove unità produttive o ampliamento di unità produttive esistenti;
  • acquisizione di attivi di uno stabilimento.

Settori ammessi: estrazione di minerali da cave e miniere; attività manifatturiere; produzione di energia; attività dei servizi alle imprese; attività turistiche.

Programmi di investimento per la tutela ambientale, volti a:

  • innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa;
  • consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale e non sono ancora in vigore;
  • ottenere una maggiore efficienza energetica;
  • favorire la cogenerazione ad alto rendimento;
  • promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • risanare i siti contaminati;
  • riciclare e riutilizzare i rifiuti.

Progetti per l’innovazione dell’organizzazione (max. 20% della spesa totale).

Progetti per la formazione del personale (max. 10% della spesa totale).

I programmi e i progetti devono:

  • riguardare unità produttive ubicate in aree di crisi industriale. È data priorità all’attuazione degli interventi nell’ambito delle aree caratterizzate da crisi industriale complessa;
  • prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a euro 1.000.000,00;
  • essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni;
  • essere realizzati entro 36 mesi dalla data di stipula dei contratti di finanziamento;
  • prevedere un programma occupazionale da realizzarsi entro 12 mesi dalla data di ultimazione.

Spese ammissibili: suolo aziendale e sue sistemazioni; opere murarie e assimilate e infrastrutture specifiche aziendali; macchinari, impianti ed attrezzature varie; programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione; immobilizzazioni immateriali; beni strumentali, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa secondo il modello “Impresa 4.0”; consulenza (solo PMI); spese di personale; ricerca contrattuale; spese generali; materiali.

La somma del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti e della eventuale partecipazione al capitale non può essere superiore al 75% degli investimenti ammissibili.

Termini di presentazione delle domande: fino a esaurimento fondi. Attualmente è possibile presentare domande relative a unità produttive ubicate nelle seguenti aree: 

  • comuni della Regione Friuli Venezia Giulia riconosciuti quali territori interessati da crisi industriale non complessa di cui alla circolare del 22 novembre 2018, n. 355104, a favore dei quali risultano disponibili risorse pari a euro 1.977.677,85;

  • comuni dell’area di crisi complessa di Livorno di cui alla circolare del 5 giugno 2018 n. 222539, a favore dei quali risultano disponibili risorse pari a euro 10.000.000,00;

  • comuni dell’area di crisi industriale non complessa della provincia di Massa Carrara di cui alla circolare del 9 gennaio 2019, n. 6680 a favore dei quali risultano disponibili risorse pari a euro 6.543.925,04;
  • comuni del cratere sismico aquilano individuati dal “Programma Restart Abruzzo” di cui alla circolare del 24 ottobre 2017 n. 148778 a favore dei quali risultano disponibili risorse pari a euro 11.828.603,00.
Riferimento di legge: L. 181/1989 Note scadenza: Fino a esaurimento fondiDocumenti allegati (registrati per vederli): 1317_Aree di crisi_N.zip

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