Risparmio energetico

Saef ha seguito negli anni molteplici progetti riguardanti il risparmio energetico. Vista la centralità del tema per le aziende clienti ad inizio 2015 ha deciso di fare uno spin off aziendale costituendo Aere Srl.
Aere Srl opera nel settore dell'efficienza e del risparmio energetico con l’obbiettivo di ridurre drasticamente i costi dell'energia per le imprese attraverso nuovi modelli comportamentali, miglioramenti dei processi di produzione, monitoraggio costante delle forniture energetiche, utilizzo di incentivi pubblici.
Ciò è reso possibile dalla sinergia che si è creata in Aere fatta di ventennali esperienze tecniche, imprenditoriali e manageriali.

Per assicurare una copertura completa intorno a tutti i temi del risparmio energetico Aere, come Saef, fa parte della rete d impresa Pianetica che oltre ai servizi quali Audit Energetici, Energy Manager, ACE, Certificati bianchi... è in grado di offrire anche progettazione, forniture e assistenza per ciò che concerne impianti e tecnologie per il risparmio energetico (fotovoltaico, illuminazione led, cogenerazione e trigenerazione...).
Con un approccio culturale sistemico al risparmio energetico le imprese, oltre a rendersi protagoniste della salvaguardia del nostro pianeta, aiutano il sistema Paese Italia (da sempre dipendente da fonti energetiche esterne), e si rendono molto più competitive agendo direttamente su uno dei loro maggiori costi di produzione.

Energy Manager

Per poter svolgere una diagnosi energetica puntuale ed efficace è necessario avere conoscenze e competenze di carattere specifico. La figura di riferimento in questo caso è l'Energy Manager (si tratta di un profilo di alto livello, con competenze manageriali, tecniche, economiche – finanziarie, legislative e di comunicazione che supporta i decisori aziendali nelle politiche e nelle azioni collegate all' energia). Già con la L.10/91 il legislatore parlava del …"responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia per i soggetti caratterizzati da consumi rilevanti…"
Oggi sono sottoposte all'obbligo di avere l'Energy Manager (dipendente o consulente esterno) solo determinate categorie (aziende, enti locali, etc.) e nello specifico:

  • Settore industriale: 10.000 tep/anno;
  • Altri settori: 1.000 tep/anno per gli altri settori 1 tep ≈ 5.350 kWhe ≈ 11.600 kWht ≈ 1.200 m3 di gas.

Anche i soggetti con consumi minori di quelli fissati dalla stessa legge naturalmente possono dotarsi di un Energy Manager. Tale scelta è chiaramente consigliata per tutti coloro che sono interessati ad intraprendere percorsi di sviluppo sostenibile e responsabile o che semplicemente devono valutare con precisione l'impatto di un possibile investimento (es.: l'installazione di pannelli fotovoltaici, di illuminazione a led, di inverter….) sia sui consumi energetici, sia sui risparmi finanziari.

In risposta alle più recenti Direttive Europee si sta delineando una nuova figura professionale che amplia ed approfondisce le competenze dell' Energy Manager: l'Esperto in Gestione dell' Energia (EGE). Tale figura professionale gestisce l' uso dell' energia in modo efficiente coniugando conoscenze nel campo energetico con competenze gestionali, economiche-finanziarie e di comunicazione, mantenendosi continuamente e costantemente aggiornato sull' evoluzione delle tecnologie, delle metodologie e della normativa energetico – ambientale (UNI 11339:2009).

L' EGE si pone l' obiettivo di migliorare il livello di efficienza energetica e/o di ridurre i consumi di energia e le emissioni di gas clima -alteranti legate all' utilizzo dell' energia, di incrementare in qualità e/o quantità i servizi forniti comunque attinenti all' uso razionale dell' energia.

Check-up energetici

Il tema dello sviluppo sostenibile da anni è al centro di campagne di sensibilizzazione che di certo hanno già ottenuto un significativo risultato: avere nuove generazioni decisamente più sensibili all'etica ambientale rispetto alle precedenti.
In sede europea l'Italia si è impegnata ad indirizzare il proprio sviluppo economico lungo direttrici di crescita ispirate allo sviluppo sostenibile e responsabile.

All'interno di questo contesto viene recepita anche dal nostro paese la direttiva 2006/32/CE concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e dei servizi energetici (la nuova direttiva europea 2012/27/UE modifica abroga la 2006/32/CE ed in particolare: la direttiva 2006/32/CE è abrogata dal 5 giugno 2014 (ad eccezione dell'art. 4, paragrafi da 1 a 4, e degli allegati I, III e IV, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi al termine di recepimento nel diritto nazionale); l'art. 4, paragrafi da 1 a 4, e gli allegati I, III e IV della direttiva 2006/32/CE sono soppressi a decorrere dal 1° gennaio 2017).

Nello specifico il decreto legislativo n. 115 del 30/05/2008 e s.m.i. si riporta con precisione alcune definizioni di estrema importanza in tema di risparmio energetico:

  • Diagnosi energetica: (art. 2 comma 1 lettera n) Procedura sistematica volta a fornire un' adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o di servizi pubblici o privati, ad individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e riferire in merito ai risultati;
  • Risparmio energetico: (art. 2 comma 1 lettera d) La quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione o stima del consumo prima e dopo l' attuazione di una o più misure di miglioramento dell' efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico;
  • Efficienza energetica: (art. 2 comma lettera b) Il rapporto tra i risultati in termini di rendimento, servizi, merci o energia, da intendersi come prestazione fornita, e l' immissione di energia.

La diagnosi energetica rappresenta il primo passo che una famiglia o un'impresa interessata ad attivare un percorso serio e virtuoso, in termini di efficienza e risparmio energetico relativo i propri immobili e i propri impianti produttivi, deve fare. Solo una seria diagnosi energetica può fornire le soluzioni più adatte da intraprendere per ottenere al contempo salvaguardia ambientale e risparmi energetici e finanziari.
Le fasi di una diagnosi energetica possono essere schematizzate e riassunte nella maniera seguente:

  • Analisi dei consumi: sulla base di una analisi dei dati disponibili nel sito (bollette/fatture delle fonti di energia utilizzate, potenza di targa delle macchine, contratti di fornitura dell' energia etc.) la diagnosi energetica dovrà rendere disponibile un bilancio energetico preliminare con l' identificazione di indicatori di consumo da confrontare tramite un processo di "benchmarking" (a titolo di esempio il cons. elettrico per unità di superficie disperdente/calpestabile, cons. elettrico per unità di volume, combustibile per unità di superficie disperdente/calpestabile, combustibile per unità di volume, produzione oraria e consumo orario, consumo elettrico per unità di prodotto etc.).
    Sulla base delle risultanze ottenute verrà intrapresa una analisi più dettagliata che renderà disponibili gli elementi necessari per consolidare il bilancio globale di energia ;
  • Serie di interventi / azioni: identificazione delle azioni da intraprendere rendendo disponibile una stima dei costi di implementazione e del tempo di ritorno; le soluzioni di miglioramento possono essere fatte rientrare in tre categorie: azioni sul personale, ottimizzazione del processo, interventi a costo elevato;
  • Cambiamenti tecnologici, economici, comportamentali: possibili sostituzioni di macchinari, attrezzature, adeguamento degli impianti esistenti, rinegoziazione di contratti in essere ritenuti poco economici, adozione di sistemi di "buone prassi" per migliorare l'utilizzo dell'energia sul luogo di lavoro;
  • Riduzione dei consumi / costi: monitoraggio dell' andamento dei consumi a seguito degli interventi di miglioramento.

Certificazione energetica per edifici (ACE/APE)

Nella sezione qui presente verranno trattati i diversi aspetti che gravitano intorno all'attestato di certificazione degli edifici – ACE (le recenti normative hanno modificato in attestato di prestazione energetica - APE) fornendo un quadro esaustivo della normativa di riferimento, degli adempimenti, dei soggetti obbligati e di molti altri aspetti.
Ciò rappresenta un compito gravoso, non tanto per la complessità dell'argomento in se, quanto per la difficoltà che si riscontra nell'uniformare i diversi aspetti sopracitati a causa di norme attuative che cambiano a livello Regionale e, qualora la stessa Regione non avesse legiferato in materia, ecco subentrare le direttive nazionali.

Per tale motivo si procederà per gradi esaminando gli obblighi di carattere nazionale (per tutte quelle Regioni che non sono in possesso di normative specifiche), dopodiché si farà riferimento a quanto previsto dalla Regione Lombardia.

Dalle Direttive Comunitarie alla normativa nazionale

A livello europeo il principale provvedimento in materia di rendimento energetico in edilizia è stata la direttiva 2002/91/CE, anche nota come Direttiva EPBD ("Energy Performance of Buildings Directive"), che ripropose la certificazione energetica sollecitando gli stati membri ad attuare una serie di misure finalizzate al miglioramento dell'efficienza energetica nel settore edilizio.

L'Italia recepisce i contenuti della direttiva 2002/91/CE con la pubblicazione del D.Lgs. 192/2005 entrato in vigore l'8 Ottobre 2005 (successivamente modificato ed integrato dal D.Lgs. 311/06 entrato in vigore il 2 Febbraio 2007).
L'attuazione completa del D.Lgs. 192/05 è avvenuta con la pubblicazione di ulteriori decreti attuativi che secondo l'art.4 dello stesso completeranno il quadro sui seguenti temi:

  • i criteri di calcolo e requisiti minimi per gli impianti (DPR 59/09);
  • i criteri generali di prestazione energetica per l'edilizia convenzionata, pubblica e privata (DM 26 giugno 2009);
  • i requisiti professionali e di accreditamento per la certificazione (D.Lgs. 115/08).

Con l'entrata in vigore della Direttiva Comunitaria 2010/31/CE (che dal 1° febbraio 2012 abroga la Direttiva 2002/91/CE) tutti gli stati membri dell'Unione Europea saranno obbligati ad aggiornare la propria legislazione in senso restrittivo imponendo un ulteriore forte riduzione dei consumi nelle abitazioni.
La nuova Direttiva sancisce che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano ad energia "quasi" zero mentre l'orizzonte temporale è anticipato al 31 dicembre 2018 per tutti gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi.

Ambito di intervento del D.Lgs. 192/05 coordinato con il D.Lgs. 311/06

Ai fini del contenimento dei consumi energetici il presente decreto si applica:

  • alla progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione e degli impianti in essi installati, di nuovi impianti installati in edifici esistenti, delle opere di ristrutturazione degli stessi e degli impianti esistenti con le modalità e le eccezioni previste;
  • all'esercizio, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici degli edifici, anche preesistenti;
  • alla certificazione energetica degli edifici.

Al contrario sono escluse dall'applicazione del presente testo coordinato alcune categorie di edifici e di impianti come per esempio i fabbricati isolati con superficie utile totale inferiore a 50 mq, i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzano reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili ecc.

Gradualità temporale all'obbligo di dotazione dell'attestato di certificazione energetica

Si riportano le indicazioni fornite dall'articolo 6 del D.Lgs. 192/05 come modificato dall'articolo 2 del D.Lgs. 311/06:

  • Entro un anno dalla data di entrata in vigore (8 Ottobre 2005) del presente decreto, gli edifici di nuova costruzione e quelli di con superficie utile superiore ai 1000 m2 dovevano essere dotati, al termine della costruzione medesima ed a cura del costruttore, di un attestato di certificazione energetica.
  • Le disposizioni si applicavano agli edifici che non ricadevano nel campo di applicazione con la seguente gradualità temporale e con onere a carico del venditore o del locatore:
    • a decorrere dal 1° luglio 2007, agli edifici di superficie utile superiore a 1000 metri quadrati, nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell'intero immobile;
    • a decorrere dal 1° luglio 2008, agli edifici di superficie utile fino a 1000 metri quadrati, nel caso di trasferimento a titolo oneroso dell'intero immobile con l'esclusione delle singole unità immobiliari;
    • a decorrere dal 1° luglio 2009 alle singole unità immobiliari, nel caso di trasferimento a titolo oneroso.
  • A decorrere dal 1° gennaio 2007, l'attestato di certificazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessata, conforme a quanto specificato al comma 6, è necessario per accedere agli incentivi ed alle agevolazioni di qualsiasi natura, sia come sgravi fiscali o contributi a carico di fondi pubblici o della generalità degli utenti, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell'unità immobiliare, dell'edificio o degli impianti.
    Sono in ogni caso fatti salvi i diritti acquisiti ed il legittimo affidamento in relazione ad iniziative già formalmente avviate a realizzazione o notificate all'amministrazione competente, per le quali non necessita il preventivo assenso o concessione da parte della medesima.
  • A decorrere dal 1° luglio 2007, tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici, o nei quali figura comunque come committente un soggetto pubblico, debbono prevedere la predisposizione dell'attestato di certificazione energetica dell'edificio o dell'unità immobiliare interessati entro i primi sei mesi di vigenza contrattuale, con predisposizione ed esposizione al pubblico della targa energetica.
  • La certificazione per gli appartamenti di un condominio può fondarsi, oltre sulla valutazione dell'appartamento interessato:
    • su una certificazione comune dell'intero edificio, per i condomini dotati di un impianto termico comune;
    • sulla valutazione di un altro appartamento rappresentativo dello stesso condominio e della stessa tipologia.

Linee guida nazionali per la C.E. degli edifici (D.M. 26 Giugno 2009)

In merito all'attestato di certificazione energetica, il decreto stabilisce, all'articolo 6 quanto segue:

  • l'attestato ha validità di 10 anni.
  • La validità massima dell'attestato di certificazione di un edificio è confermata solo se sono rispettate le prescrizioni normative vigenti per le operazioni di controllo di efficienza energetica, compreso le eventuali conseguenze di adeguamento, degli impianti di climatizzazione asserviti agli o edifici, ai sensi dell'art. 7, comma 1, del decreto legislativo.
    Nel caso di mancato rispetto delle predette disposizioni l'attestato di certificazione decade il 31 dicembre dell'anno successivo a quello in cui è prevista la prima scadenza non rispettata per le predette operazioni di controllo di efficienza energetica.
  • L'attestato di certificazione energetica è aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione, edilizio e impiantistico, che modifica la prestazione energetica dell'edificio.

La certificazione energetica in Regione Lombardia

  • Riferimenti normativi: In Regione Lombardia la procedura per la certificazione energetica è diventata operativa con la d.g.r. n. VIII/5018 del 26 giugno 2007, in attuazione del D.Lgs. 192/05 e della l.r. 24/2006.
    Nel corso degli anni la d.g.r. VIII/5018 è stata più volte sottoposta a modifiche o ad integrazioni; in particolare si segnala la delibera di giunta regionale n. VIII/8745 del 22 dicembre 2008 (Determinazione in merito alle disposizioni per l'efficienza energetica in edilizia e per la certificazione energetica degli edifici) che rappresenta, allo stato attuale, il riferimento normativo per l'efficienza energetica e la certificazione degli edifici in Regione.
  • Ambito di applicazione: La d.g.r. n. VIII/8745 si applica a tutte le categorie di edifici, così come classificati in base alla destinazione d'uso indicata nell'articolo 3 del d.P.R. 26 agosto 1993 e s.m.i., n. 412, ai casi di:
    • progettazione e realizzazione di edifici di nuova costruzione e degli impianti in essi installati;
    • opere di ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti, ampliamenti volumetrici, recupero a fini abitativi di sottotetti esistenti ed installazione di nuovi impianti in edifici esistenti;
    • certificazione energetica degli edifici.
  • La stessa normativa esclude dall'ambito di applicazione del provvedimento:
    • gli edifici e impianti nei casi in cui il rispetto delle prescrizioni implicherebbe un'alterazione del loro carattere o aspetto (caratteri storici o artistici);
    • i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzano reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili;
    • i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati;
    • gli impianti installati ai fini del processo produttivo realizzato nell'edificio, anche se utilizzati, in parte non preponderante, per gli usi tipici del settore civile.

Gradualità temporale all'obbligo di dotazione dell'ACE

Si riporta per ciascun caso specifico la data a decorrere la quale è necessario essere in possesso dell'attestato.

  • Per interventi di nuova costruzione, demolizione e ricostruzione in ristrutturazione, ristrutturazione in edilizia (sempreché coinvolga più del 25% della superficie disperdente), ampliamento volumetrico (sempreché sia superiore al 20% dell'esistente) e recupero di sottotetti a fini abitativi: 01/09/2007.
  • Per trasferimento a titolo oneroso dell'intero edificio: 01/09/2007 o Per accedere agli incentivi e alle agevolazioni di qualsiasi natura: 01/09/2007.
  • Per edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico la cui superficie utile sia superiore a 1.000 m2.: 01/09/2007 ed entro il 1° luglio 2011 (*).
  • Nel caso di contratti Servizio Energia e Servizio Energia "Plus", nuovi o rinnovati: 01/01/2008.
  • Nel caso di provvedimenti giudiziali portanti trasferimenti immobiliari resi nell'ambito di procedure esecutive individuali e di vendite conseguenti a procedure concorsuali purché le stesse si siano aperte, rispettivamente, con pignoramenti trascritti ovvero con provvedimenti pronunciati a decorrere dal 1° gennaio 2008 e purché le stesse abbiano ad oggetto edifici per i quali ricorrono gli obblighi di allegazione: 01/01/2008.
  • Per tutti i contratti, nuovi o rinnovati, relativi alla gestione degli impianti termici di climatizzazione degli edifici pubblici o nei quali figura comunque come committente un Soggetto pubblico: 22/12/2008.
  • Nel caso di trasferimento a titolo oneroso delle singole unità immobiliari: 01/07/2009.
  • Nel caso di contratti di locazione, locazione finanziaria e di affitto di azienda comprensivo di immobili, siano essi nuovi o rinnovati, riferiti a una o più unità immobiliari: 01/07/2010 (*) Inizialmente previsto entro il 1° luglio 2010 dalla d.g.r. VIII/8745, è stato prorogato al 1° luglio 2011 dalla d.g.r. IX/335.

Sono riportate altresì le condizioni per le quali è escluso l'applicazione degli obblighi di dotazione e allegazione agli atti di trasferimento dell'attestato di certificazione energetica:

  • Per tutte le ipotesi di trasferimento a titolo oneroso di quote immobiliari indivise, nonché di autonomo trasferimento del diritto di nuda proprietà o di diritti reali parziali e nei casi di fusione, di scissione societaria e di atti divisionali.
  • Quando l'edificio, o la singola unità immobiliare in caso di autonoma rilevanza di questa, sia privo dell'impianto termico o di uno dei suoi sottosistemi necessari alla climatizzazione invernale o al riscaldamento dell'edificio.

Infine, con la d.g.r. n. IX/2555 del 24.11.2011, sono state approvate le disposizioni per rendere operativo l'obbligo di dichiarare la classe energetica e l'indice di prestazione energetica relativi alla climatizzazione invernale od al riscaldamento delle singole unità immobiliare o dell'intero edificio in tutti gli annunci commerciali finalizzati alla relativa vendita o locazione.

La violazione dell'obbligo sussiste qualora il contratto/ordinativo ecc. per disporre la pubblicazione dell'annuncio sia stato effettuato a partire dal 01/01/2012, mentre l'eventuale pubblicazione di annunci "pattuiti" prima di tale data non sarà soggetta a sanzioni, fino a conclusione di quanto previsto nel contratto originario.

Interventi con obbligo di produzione dell'attestato di certificazione energetica

  • INTERVENTO EDILIZIO (quando il titolo abilitativo è stato presentato dopo 1° settembre 2007):
    • Nuova costruzione.
    • Demolizione e ricostruzione in ristrutturazione.
    • Ristrutturazione edilizia che coinvolga più del 25% della superficie disperdente dell'edificio cui l'impianto di climatizzazione invernale o di riscaldamento e asservito.
    • Ampliamento volumetrico il cui volume lordo a temperatura controllata o climatizzato superi del 20% quello esistente
    • Recupero di sottotetto esistente a fini abitativi.
  • INTERVENTO SU IMPIANTO TERMICO (a partire dalla data di entrata in vigore della d.g.r. n. VIII/8745) (22 dicembre 2008)
    • Nuova installazione impianto termico.
    • Ristrutturazione impianto termico.
    • Sostituzione generatore di calore Pn > 100 Kw.
    • Trasformazione impianto centralizzato in impianti autonomi (> 4 unita immobiliari).
  • COMPRAVENDITE, LOCAZIONI, EDIFICI PUBBLICI E CONTRATTI DI GESTIONE ENERGETICA:
    • Trasferimento a titolo oneroso dell'intero edificio mediante la cessione di tutte le unita immobiliari che lo compongono con un unico contratto dal 1° settembre 2007.
    • Edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico con superficie utile sopra i 1000 m2 dal 1° settembre 2007 al 1° luglio 2011.
    • Contratti Servizio Energia e Servizio Energia "Plus", nuovi o rinnovati, relativi ad edifici pubblici o privati dal 1° gennaio 2008.
    • Contratti, nuovi o rinnovati, di gestione degli impianti termici o di climatizzazione degli edifici pubblici a partire dalla data di entrata in vigore della d.g.r. n. VIII/8745.
    • Incentivi ed agevolazioni di qualsiasi natura, finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell'unita' immobiliare, dell'edificio o degli impianti dal 1° settembre 2007.
    • Trasferimento a titolo oneroso delle singole unità immobiliari dal 1° luglio 2009.
    • Contratti di locazione, di locazione finanziaria e di affitto di azienda comprensivo di immobili, siano essi nuovi o rinnovati dal 1° luglio 2010.
    • Provvedimenti giudiziali portanti trasferimenti immobiliari resi nell'ambito di procedure esecutive individuali e di vendite conseguenti a procedure concorsuali.
    • Provvedimenti pronunciati a decorrere dal 1° gennaio 2008.

Validità dell'attestato di certificazione Energetica

L'attestato di certificazione energetica ha una idoneità massima di 10 anni a partire dalla data di registrazione della pratica nel catasto energetico.
L'idoneità dell'attestato decade prima del periodo sopra indicato per le sole unità immobiliari che, a seguito di interventi, modifichino la loro prestazione energetica. Esso decade per le sole unità immobiliari che dovessero mutare la destinazione d'uso.

L'ACE è idoneo se redatto e asseverato da un Soggetto certificatore e se registrato nel catasto energetico.

Il soggetto certificatore non può svolgere attività di certificazione sugli edifici per i quali risulti proprietario o sia stato coinvolto, personalmente od in qualità di dipendente, socio o collaboratore di un'azienda terza, in alcune attività ( a titolo esemplicativo ma non esaustivo progettazione dell'edificio o di qualsiasi impianto tecnico in esso presente, costruzione dell'edificio o di qualsiasi impianto tecnico in esso presente, amministrazione dell'edificio stesso ecc).

Il decreto 63/2013

Il DL 63/2013 recepisce la Direttiva europea 2010/31/UE in materia di prestazione energetica nell'edilizia, la cosiddetta Direttiva "Edifici a energia quasi zero". Modificando il Dlgs 192/2005, il DL introduce la nuova metodologia nazionale di calcolo e i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici.
I nuovi edifici dovranno essere "a energia quasi zero", dal 31 dicembre 2018 quelli della Pubblica Amministrazione e dal 2021 quelli privati. L''attestato di certificazione energetica' diventa 'attestato di prestazione energetica', da redigersi a cura di esperti qualificati e indipendenti e fornirà raccomandazioni per il miglioramento delle performance energetiche.

Fino a quando non sarà definita la nuova metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, l'attestato di prestazione energetica (APE), che ha sostituito l'attestato di certificazione energetica (ACE), dovrà essere redatto secondo la vecchia metodologia di calcolo di cui al Dpr 59/2009.
In tutte le regioni (e Province autonome) comunque legiferanti in materia di certificazione energetica, gli APE/ACE si continuano a redigere secondo la normativa locale vigente al 6 giugno 2013.

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