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Guida alla nuova sabatini: come funziona?

Cos’è e come funziona la Nuova Sabatini

Il decreto Beni Strumentali, conosciuto anche come “Nuova Sabatini Ter”, è l’agevolazione per le imprese che vogliono acquistare nuovi macchinari ed attrezzature: oggi rappresenta un’opportunità molto importante per lo sviluppo delle aziende italiane. Possono beneficiare di questa agevolazione tutte le micro, piccole e medie imprese che operano sul territorio nazionale. Con le novità introdotte ad opera della Legge di Bilancio 2017 le PMI avranno a disposizione un doppio contributo legato a questo tipo di agevolazione.

Il "doppio" contributo

La Nuova Sabatini Ter prevede un doppio contributo:

Un contributo per gli investimenti ordinari, ossia gli investimenti riguardanti l'acquisto, o l'acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di:

  • macchinari,
  • impianti,
  • beni strumentali di impresa,
  • attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, classificabili, nell'attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, dell'art. 2424 del codice civile, destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel territorio nazionale. Tale contributo è pari all'ammontare degli interessi al tasso del 2,75% annuo per 5 anni;

Un contributo maggiorato del 30%, pari al 3,575% annuo, per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.

Nella tabella si possono trovare alcuni esempi:

Importo investimento Contributo 2,75% Contributo 3,575%
100.000,00 7.717,00 10.092,00
200.000,00 15.434,00 20.184,00
300.000,00 23.452,00 30.277,00
500.000,00 38.586,00 50.461,00

I beni ammessi e la tipologia finanziamento

È bene anche definire quali sono gli investimenti che rientrano nella misura di agevolazione: la Sabatini sostiene gli investimenti nuovi in macchinari, attrezzature, impianti, autocarri, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali. Per quanto attiene alla tipologia del finanziamento l'investimento deve prevedere un finanziamento bancario o leasing con le seguenti caratteristiche:

  • durata non superiore a 5 anni
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 2 milioni di euro

Cumulabilità e rating

Il contributo della Nuova Sabatini Ter è cumulabile con il cosiddetto Superammortamento (140%) ed Iperammortamento (250%). Con il decreto legge approvato lo scorso dicembre dal Ministero dello Sviluppo Economico e apparso in Gazzetta Ufficiale il 13 giugno, sono cambiate ufficialmente le modalità di assegnazione dei finanziamenti della Nuova Sabatini: dal 14 giugno è infatti entrato in vigore il modello di rating che determina il grado di inadempienza di un'azienda che chiede l'agevolazione della Sabatini ter per finanziare gli investimenti di cui sopra.
Il nuovo sistema varato dal Mise sarà utilizzato in futuro anche per altri tipi di finanziamento (il nuovo modello di rating entrerà in vigore non prima del 1 gennaio 2018). Ma come funziona il sistema di rating per la Nuova Sabatini?

Per approfondire

Funzionamento del sistema di rating

Il funzionamento del nuovo sistema di rating della Nuova Sabatini è abbastanza semplice (vedi articolo: Sabatini ter, domande a partire dal 1 marzo per le PMI).

A ogni azienda, in base a tre differenti parametri, viene assegnata una diversa probabilità di essere inadempiente. A fare la differenza sono soprattutto gli ultimi due bilanci approvati dall'azienda, che permettono di valutare la stabilità della piccola e media impresa. Il nuovo modello di rating si basa su tre diversi parametri:

  • parametro economico-finanziario: permette di capire la stabilità economico-finanziaria dell'azienda. Le imprese in contabilità ordinaria devono presentare gli ultimi due bilanci approvati, mentre le aziende che sfruttano lo strumento della contabilità semplificata possono presentare le ultime due dichiarazioni fiscali;
  • parametro andamentale: permette di stimare il rischio dell'azienda in base ai rapporti avuti con gli istituti finanziari a livello sistemico. L'azienda dovrà fornire i dati dei rischi a scadenza e l'esposizione di cassa di accordato e utilizzato degli ultimi sei mesi forniti dalla Centrale dei Rischi. Inoltre, sarà necessario presentare i contratti rateali, non rateali e carte del soggetto beneficiario finale forniti dai Credit Bureau (CRIF e Cerved ad esempio) nel caso in cui vengano utilizzati dall'azienda che sta richiedendo la valutazione tramite il rating;
  • presenza di atti o eventi pregiudizievoli a carico di uno dei soggetti che sta richiedendo il finanziamento.

Dopo aver analizzato i dati forniti dall'azienda, il Ministero dello Sviluppo Economico attribuisce il rating alla piccola e media impresa. I risultati si dividono in 5 diverse classi di valutazioni dove la classe 1 è il punteggio più basso con un rischio di rischio di inadempienza pari al massimo allo 0,12%, mentre la classe 5 è il rischio di default più elevato maggiore del 9,43% (ecco la tabella che riassume le classi di valutazione):

Classe Area Tasso di default
(valori dei cut off)
Descrizione
1 Sicurezza 0,12% Soggetto caratterizzato da un profilo economico e da una capacità di far fronte agli impegni molto buoni.
Il rischio di credito è basso.
2 Solvibilità 1,02% Soggetto caratterizzato da un'adeguata capacità di far fronte agli impegni finanziari.
Il rischio di credito è contenuto.
3 Vulnerabilità 3,62% Soggetto caratterizzato da tratti di vulnerabilità. Il rischio di credito è accettabile.
4 Pericolosità 9,43% Soggetto caratterizzato da elementi di fragilità. Il rischio di credito è significativo.
5 Rischiosità > 9,43% Soggetto caratterizzato da problemi estremamente gravi, che pregiudicano la capacità di adempiere alle obbligazioni assunte, ovvero già in stato di default.
Il rischio di credito è elevato.

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