Ritardo nei pagamenti: il garante Privacy chiarisce dinamiche e tempi dei SIC

Sull’inserimento di soggetti in ritardo dei pagamenti delle rate di un finanziamento o un mutuo all’interno dei SIC (Sistemi di Informazioni creditizie), interviene anche il garante per la privacy, chiarendo, con un provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale, alcuni aspetti particolarmente delicati.

Il garante obbliga gli istituti di credito e gli operatori finanziari non bancari (società finanziarie) ad inviare un preciso e dettagliato preavviso di soggetti in ritardo nei pagamenti, che preannunci l’inserimento nei SIC. Non solo: gli inviatori del preavviso dovranno altresì curarsi di verificare che tale documento sia stato effettivamente ricevuto dal soggetto (quindi inviato con metodi che possano tracciare la ricezione, ovvero PEC, raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure telegramma).

Chiariti anche i tempi nei quali un soggetto può “comparire” nei SIC: mentre il termine “ordinario” parla di 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dalla cessazione del rapporto, il garante chiarisce che il tempo di conservazione non può in ogni caso superare i 5 anni dalla data di scadenza del rapporto.

Non solo: le informazioni relative al soggetto che si candidi per un finanziamento, non potranno essere reperite dai soggetti potenzialmente finanziatori, ai quali il soggetto si è rivolto per valutare le condizioni di finanziamento, nella fase di preventivazione, ma soltanto successivamente alla sottoscrizione di un rapporto o quanto meno in presenza di una richiesta volta alla conclusione del finanziamento.  

Data di pubblicazione: 07/12/2017

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