Istruzione “terziaria”: la chiave del lavoro 4.0

Segue il diploma e anticipa l’università: l’istruzione tecnica terziaria è la principale garanzia di un posto di lavoro per i ragazzi “quattro punto zero”.

Il “4.0” è ormai divenuta la chiave non soltanto dello sviluppo imprenditoriale e industriale italiano, ma anche dello sviluppo occupazionale. A dirlo sono i numeri che emergono da più analisi e che vengono riportati sulla stampa economica nazionale. Numeri che si concentrano sugli istituti scolastici post diploma (ma non università) che insegnano ai ragazzi l’alta tecnologia: un’offerta formativa che va letteralmente “ a ruba”.

E non è un caso visto che oltre 8 studenti su 10 che escono da questi percorsi trovano un posto di lavoro entro i 12 mesi successivi e praticamente 9 su 10 (la percentuale è dell’87.5 per cento) trova questo posto in un ruolo e in un’area coerente con quello che è stato il loro percorso formativo. Un risultato possibile grazie soprattutto a due condizioni: 7 docenti su 10 provengono direttamente dalle imprese o da realtà professionali e 4 ore su 10 vengono svolte in stage nelle aziende.

E non accenna a calare, anzi aumenta, anche il fabbisogno di figure specializzate. La stima di Confindustria parla di oltre 260 mila operai specializzati che verranno richiesti nel prossimo quadriennio dalle aziende italiane, ai quali si devono aggiungere 100 mila ingegneri e oltre 65 mila impiegati con una formazione scientifica.

(Fonte: Sole 24 Ore)

Si apre quindi ufficialmente il sipario su quella che viene definita “istruzione terziaria” ovvero proprio i percorsi post diploma ma non universitari che puntano sulle skills tecniche degli studenti. Un sipario che rimarrà aperto a lungo considerando che le stime dell’Unione europea parlano chiaro: nel nostro continente in un futuro praticamente immediato il 35 per cento dei posti di lavoro richiederà specifiche tecniche molto elevate.

Data di pubblicazione: 19/11/2018

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