Infortuni sul lavoro: la “piaga” infinita

Dati diffusi in SAEF per la Giornata internazionale per la sicurezza e la salute nel luogo di lavoro.

La piaga degli infortuni sul lavoro in Italia, non accenna a fermarsi. Basti pensare che nel solo territorio bresciano, per ogni giorno lavorativo (dati gennaio/settembre 2017) si verificano in media 60 infortuni sul lavoro. Un dato impressionante, se si pensa che dietro ad ogni infortunio ci sono un uomo o una donna, ci sono famiglie, ci sono persone che soffrono.

I dati sono stati diffusi il 28 aprile scorso nel corso dell’incontro organizzato da SAEF e ANMIL ONLUS e volto a celebrare la giornata internazionale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro. Al tavolo proposto dalle due entità si sono seduti tutti i soggetti che hanno titolarità istituzionale o associativa su questo tema. Ed il quadro è stato tracciato sui dati forniti da CISL.

Brescia anche nel 2017 è stata la seconda provincia lombarda per numero di infortuni sul lavoro (la “palmanegativa appartiene a Milano) con 11.520 episodi concentrati nel periodo fra l’1 gennaio e il 30 settembre 2017. Trascurabile il dato di differenza rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con soltanto 38 episodi in più rispetto al 2017. In pratica il dato è da considerarsi invariato.

Nel contesto territoriale lombardo, addirittura il numero degli infortuni aumenta da 84.820 dei primi nove mesi del 2016 a 86.614 dei primi nove mesi dello scorso anno: significa 460 infortuni sul lavoro in Lombardia per ogni giorno lavorativo.

E il quadro del fenomeno diventa ancora più nero quando si parla di vittime del lavoro: nei primi nove mesi del 2017 a Brescia le morti bianche sono state 16 a fronte delle 11 dello stesso periodo nel 2016. In generale aumentano anche le malattie professionali, quelle dovute a cause di lavoro e riconosciute tali (+ 1,2% il dato bresciano).

Fonte Cisl

Data di pubblicazione: 02/05/2018

Torna alle news

iso 9001World Certification Services Ltd - ISO 9001fondo professioniFondo Paritetico Interprofessionale NazionalequestioQuestio 2016