Industria 4.0: oltre la metà delle imprese italiane è in ritardo

I tecnici e gli analisti paventano il rischio crollo del sistema industriale se il piano perderà forza. Buone le ricadute sui settori informatici e digitali

Fra formazione e prosecuzione, il piano Industria 4.0 va rilanciato. Sono molti gli analisti economici che sostengono questa tesi. Anche perché i dati sono tutt’altro che confortanti. All’appello dello sviluppo in chiave digitale dei processi (il 4.0, appunto), mancano ancora il 51% delle imprese italiane, oltre la metà. Le restanti 49% hanno acquistato invece oltre 50 mila macchine utensili di ultima generazione. Peccato che in moltissimi casi (si arriva anche a 9 casi su 10) non abbiano al loro interno risorse umane con le competenze necessarie a farle funzionare al meglio. 

Il rischio paventato dai tecnici rispetto a questo quadro è molto chiaro: senza risorse destinate alla formazione delle figure che dovranno gestire i nuovi processi e senza un piano almeno pluriennale che prosegua nel solco degli incentivi, si potrebbe assistere al blocco del sistema industriale del Paese.

I motivi per cui continuare a credere in questo percorso sono anche di ordine statistico. Le ricadute del piano Industria 4.0, oggi "Impresa 4.0" infatti sono molto buone: il comparto dei computer e dell’elettronica (rilevazione di luglio 2018) ha fatto segnare un aumento di fatturato del 14.7% rispetto all’anno precedente e la produzione industriale di questi beni è crescita dell’1.3%.

Tuttavia il rilancio del sistema di incentivi sembra essere stato posto fra le priorità nazionali. A dimostrarlo sono la proroga dell’Iperammortamento e i vantaggi rivolti alle PMI che potranno usufruire di una maggiorazione del valore del bene più alta di quella delle grandi imprese.

(Fonte: Sole 24 Ore)

Data di pubblicazione: 11/10/2018

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