Brevetti: l’Italia è un Paese di creativi

Spesso relegata alle posizioni più basse della classifica economica europea, l’Italia si ritrova virtuosa per la creatività che porta al deposito dei brevetti industriali.

Il nostra Paese, che fu di grandi artisti e innovatori, si conferma dunque un Paese di creativi. Basti pensare che l’Italia per numero di brevetti sta davanti a tutti i principali competitor europei, prima di Francia e Regno Unito.

A dirlo è il report dell’agenzia UE per la tutela dei brevetti (EPO), che premia l’Italia ma sottolinea anche come per la prima volta, i brevetti extraeuropei depositati nel vecchio continente hanno raggiunto la maggioranza del totale: il 53% del totale, infatti, provengono da Paesi extra UE, frutto soprattutto dal passo da gigante della Cina in termini di innovazione. 

Tornando in Italia, ormai per il terzo anno consecutivo, le domande di brevetti provenienti dal Bel Paese sono aumentate: nel 2017 addirittura del 4.3% rispetto al 2016. In termini assoluti si parla di 4352 richieste di brevetti a fronte delle 4172 dell’anno prima. La palma in questo caso è davvero assolto, in quanto la media dei Paesi europei si ferma a circa la metà del dato italiano: solo 2.6%.

Unico neo in questo quadro è il numero di brevetti concessi. Mentre il dato delle domande ci promuove senza “se” e senza “ma” lo scorso anno abbiamo visto riconosciuti come brevetti il 3% in meno rispetto all’anno prima delle domande presentate.

Data di pubblicazione: 03/04/2018

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