guida apprendistato

L’importanza della formazione nell’apprendistato

Spesso l’imprenditore pensa di essere in grado, da solo, di far crescere il proprio apprendista. Fortunatamente ci sono anche tanti imprenditori che comprendono l’importanza della formazione. Innanzitutto per informarsi rispetto alla normativa e agli adempimenti burocratici necessari affinché l’apprendista abbia un progetto formativo in linea con gli obiettivi e le competenze che lui e l’azienda desiderano raggiungere.

Riuscire a valorizzare il fine formativo dell'apprendistato è un compito difficile. Con gli apprendisti l'obiettivo è più facile da perseguire: non solo per una maggiore predisposizione alla formazione, ma anche perché - per quanto possa apparire un ragionamento troppo pragmatico - gli apprendisti svolgono le ore di formazione teorica durante l'orario di lavoro e ciò per loro rappresenta un vantaggio, speculare alle difficoltà che invece determina per il datore di lavoro.
L'azienda affronta ancora oggi con difficoltà l'allontanamento degli apprendisti dal luogo di lavoro per molte ore e spesso non gradisce i calendari della formazione pubblica, confezionati non nel rispetto delle esigenze della propria organizzazione, ma di quelle di un ente di formazione esterno che, ovviamente, non può andare incontro alle esigenze di tutte le imprese.

Queste esperienze confermava quanto già noto agli esperti di apprendistato, cioè l'inadeguatezza dei primi tentativi di regolazione della fattispecie e giustificano i continui cambiamenti a livello normativo. Dal 2000 ad oggi il contratto di apprendistato ha visto il legislatore intervenire numerose volte senza mai riuscire a valorizzare la sua importanza nel modo desiderato.

È proprio a fronte di queste criticità che, credendo nel contratto di apprendistato, abbiamo deciso di metterci al servizio delle aziende per far apprezzare questo contratto ai datori di lavoro, a dispetto delle inefficienze riscontrate, anche perché nuovi spazi iniziano ad aprirsi nell'alleggerimento della formazione. Non è questa la sede per ricostruire i passaggi normativi.

Noi vogliamo parlare il linguaggio delle aziende e dei consulenti del lavoro per cui non si renderà l'argomento complesso: vogliamo contribuire a costruire un apprendistato facile.

Facile però non può voler dire povero di contenuti. L'apprendistato privo di formazione non è utile a nessuno.
Pensiamo per un attimo che la legge ci consenta di reclutare giovane forza lavoro a basso costo, anche in virtù di generosi incentivi economici proprio attraverso un contratto di apprendistato facile (privo di gravosi adempimenti amministrativi): probabilmente per alcuni imprenditori basterebbe solo questo a far decollare l'apprendistato.

E la formazione?

Gli sforzi del Legislatore in direzione del rafforzamento della valenza educativa e formativa dell'apprendistato trovano ragione nel fatto che la formazione è connaturata all'apprendistato, ne è la causa stessa ed è la finalità di ogni rapporto di apprendistato.
Ciò non vuol dire che la formazione in apprendistato debba essere assimilata alla formazione che abbiamo imparato a conoscere sui banchi di scuola e che i soggetti, gli strumenti e le modalità non debbano avere delle caratteristiche specifiche. Specifica è la relazione di apprendimento che si instaura tra apprendista ed impresa nel percorso di formazione che lo condurrà alla qualifica di destinazione. Il Legislatore è intervenuto più volte su questo punto nel tentativo di valorizzare la capacità formativa dell'azienda affidando a quest'ultima la possibilità di gestire la formazione specialistica dell'apprendista internamente, nell'apprendistato professionalizzante.

Quando un imprenditore oggi capisce l’importanza dell’apprendistato?

Affinché un imprenditore capisca l'importanza dell'apprendistato è necessario che il primo a credere che l'azienda sia davvero il luogo ideale per fare formazione sia proprio lui. È difficile trovare il tempo per dedicarsi anche a questa missione, ma fare l'imprenditore oggi vuol dire anche far crescere le proprie risorse umane formandole e credere davvero sia un valore aggiunto, non solo un modo per ottemperare ad un obbligo di legge.
È su questa convinzione che dobbiamo cercare di lavorare insieme per costruire un nuovo apprendistato. Non basterà snellire le procedure burocratiche e abbassare il costo del lavoro per far apprezzare tale contratto ai nostri imprenditori, ma si dovrà lavorare anche a livello culturale nelle aziende, puntando l'attenzione anche sulla persona nel suo complesso non solo alle abilità pratiche che deve imparare lavorando. La fase di inserimento lavorativo dell'apprendista ha esito positivo quando conduce alla stabilizzazione di un'identità professionale e alla capacità di attivare un repertorio appropriato di comportamenti, che consentono al soggetto di ricoprire in modo soddisfacente (per sé e per l'organizzazione) il proprio ruolo professionale. Una sfida importante, in un momento storico in cui, forse, la vera crisi è quella delle competenze. Un momento in cui si deve prendere coscienza che l'unione fa la forza e che chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.

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